La Puglia potrebbe avere la prima candidata transgender alla presidenza della Regione. Chi ci sta pensando è un volto noto dell’informazione televisiva regionale quale la 33enne Manila Gorio, che da anni su Antenna Sud conduce ogni lunedì la trasmissione di approfondimento “Il Punto”.
Sono lontani gli anni delle ospitate da Barbara D’Urso e del gossip condito di storie d’amore vere e presunte: oggi la ex modella e PR, con milioni di follower su Instagram, ospita nel proprio salotto tv ogni settimana i protagonisti della politica. Quella politica che potrebbe presto vederla scendere in campo direttamente per il dopo Emiliano.
A chi pensa che sia presto, a novembre 2022, per parlare di elezioni regionali, Gorio replica senza esitazione. “Una volta archiviate le elezioni politiche e insediatosi il governo nazionale, in Puglia si è in realtà iniziato subito a ragionare delle prossime regionali”, afferma a l’Attacco.
“Stando ai rumors Emiliano potrebbe candidarsi alle europee, in quel caso le regionali si svolgerebbero un anno prima della scadenza naturale, ovvero nel 2024”. La suggestione è forte: “C'è stata la prima presidente del Consiglio donna in Italia, con Giorgia Meloni. Ma mai una transgender presidente. Perché non dovrebbe essere possibile?”. Mistero su chi la stia corteggiando. “Si tratta di un partito nazionale di cui oggi non voglio fare il nome. Due settimane fa mi è stato detto, in un incontro a Roma, di prepararmi alla candidatura alla presidenza della Regione Puglia. Io mi sono avvicinata alla politica negli ultimi anni, è una passione recente. La proposta mi ha spiazzato ma ne sono anche felice ed onorata. Sono attivista dei diritti civili e referente dell'ANTI, Associazione Nazionale Transgender Italia, nata nel 2017 per difendere, tutelare e promuovere i diritti delle transessuali nel nostro Paese. In Italia”, sottolinea la giornalista di Antenna Sud, “abbiamo avuto la breve esperienza di parlamentare di Vladimir Luxuria, che poi è tornata a fare altro. Io ritengo di svolgere sul territorio da tre anni ora svolgo un lavoro enorme finalizzato al racconto della politica. Qualora questa candidatura si concretizzasse e diventasse ufficiale potrei rappresentare la battaglia per i diritti civili”.
Gorio non nasconde di aver voluto rivelare tale ipotesi per capire cosa possa generare nel mondo politico.
“Sono sempre stata apartitica e corretta nel mio lavoro, non ho mai avuto tessere di partito. Ho saputo dare addosso, in maniera super partes, agli uni e agli altri. Ritengo di non essermi mai schierata con qualche ideologia partitica, la mia ideologia è rappresentata dai diritti”.
Storicamente, però, questo è un tema che è sempre stato a cuore dei partiti di sinistra. “Certo, è vero. Ma il mio impegno sarà rivolto ad abbattere queste barriere. Il centrodestra, col Governo Meloni, potrebbe aprire un varco nel terreno del riconoscimento dei diritti. È vero che questo Governo è partito in maniera polemica al riguardo, ma non escludo che il centrodestra possa decidere di avvalersi della candidatura di una transgender. Ho guardavo in maniera preoccupante, come attivista, alle prime dichiarazioni del Governo appena insediato, ma ho rapporti molto belli con il centrodestra. Nessuno si è mai preoccupato di accettare l'invito nella mia trasmissione”.
Non sono, però, mancati pregiudizi, stereotipi e discriminazioni negli anni.
“Mi è successo non una ma svariate volte di essere discriminata per via della mia condizione sessuale e anche per via degli anni trascorsi nel mondo dello spettacolo. Non rinnego quello che sono stata. Ho subìto porte in faccia per tutto questo. Io sono cambiata e oggi sono invitata come esperta di politica in trasmissioni di livello nazionale, come “Non è l'arena” e Tv Talk. Professionisti come Massimo Giletti e Massimo Bernardini mi hanno confessato di essersi ricreduti sul mio conto. E’ apparsa, cioè, evidente la voglia di cambiare immagine e di diventare la testimonianza diretta di una persona diversa. Ogni settimana ospito a “Il Punto” 20-40 ospiti di ogni tipo”.
E ora potrebbe esserci una svolta che determinerebbe una rivoluzione nella politica regionale.
“Non pensavo che mi sarebbe stato chiesto un giorno di concorrere tra le candidature alla presidenza della Regione. C’è stata una evidente evoluzione nella mia vita, la stessa associazione mi ha visto impegnata per 5 anni prima che a ottobre scorso decidessi di registrarla essendomi resa conto che era giusto iniziare un nuovo cammino a livello burocratico. Farò interviste in tutta Italia a donne transessuali”.
L’eventuale campagna elettorale vedrebbe un punto sicuro: “Vorrei come prima cosa mettere le mani sulla sanità, rivoluzionarla e farla diventare un elemento di eccellenza della Puglia. Bisogna eliminare le lunghe liste d'attesa, dare priorità e servizi immediati ai cittadini, evitare che tanti cervelli vadano via”.
Ma la Puglia che regione è dal punto di vista dei diritti civili e delle persone transessuali?
“Penso che la mia candidatura rappresenterebbe un fortissimo messaggio di inclusione, come fu per Vendola presidente della Regione. La Puglia ha fatto tanto per i diritti, ci sono leggi ad hoc ma un conto è fare la legge e un altro è metterla in pratica. Con la mia associazione incontro tante persone e mi rendo conto, confrontandomi, che la stessa Puglia non rappresenta un'isola felice. Penso ai due ragazzi omosessuali di Manfredonia più volte picchiati, alla trans bullizzata a Trani e ad altri casi. Credo che perché le cose possano cambiare sia necessario che ad occuparsene sia chi ha passato certe esperienze sulla propria pelle direttamente e sa di cosa parla. Può rappresentare un messaggio davvero molto forte per far sentire le persone transessuali come persone di serie A e non più di serie B, lo dico senza voler creare alcuna categoria o lobby. Quand’anche non fossi eletta ma avessi un ruolo importante nella giunta regionale ciò potrebbe rappresentare un elemento di grande rottura e assicurerebbe i riflettori sempre accesi, un'attenzione massima su tali argomenti”.
La provocazione è ormai lanciata alla politica nostrana: “Perché non può essere una transgender a guidare nei prossimi anni la Regione Puglia? Il presidente degli Stati Uniti Biden ha nominato come propria sottosegretaria una donna transgender. Perché non possiamo avere anche noi lo stesso riconoscimento in Italia?”.
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