“Io e Rotice in piena sintonia, ma Nicola è il candidato che ci assicura più chance di vittoria”

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Puntare sul presidente uscente Nicola Gatta o scommettere sul Sindaco della città più grande oggi governata in Capitanata dal centrodestra, ovvero Gianni Rotice? E’ la discussione in corso nella coalizione uscita vittoriosa dalle urne del 25 settembre, attesa dalle elezioni provinciali a gennaio per il rinnovo del presidente. Pro Nicola Gatta sono i neo parlamentari Giandiego Gatta (Forza Italia) e Annamaria Fallucchi (Fratelli d’Italia), il segretario provinciale azzurro Raffaele di Mauro e il consigliere regionale meloniano Giannicola De Leonardis. Critici rispetto a tale ipotesi sono gli altri, dal deputato FdI Giandonato La Salandra ai leghisti Daniele Cusmai e Raimondo Ursitti, al duo Antonio Potenza-Paolo Dell’Erba.

La diversità di posizioni è apparsa evidente anche nell’ultimo incontro del centrodestra, svoltosi venerdì scorso - Nicola Gatta presente - presso la sede della segreteria politica di Fallucchi, in via Isonzo. Quanto trapelato al termine delle tre ore di discussione e pubblicato su queste colonne ha suscitato la reazione del manfredoniano Giandiego Gatta, che ha voluto smentire qualunque dissidio con Rotice, di cui è il principale sponsor politico nel Golfo. L’Attacco lo ha intervistato.

Qualcuno nel centrodestra ha malignamente ipotizzato che Giandiego Gatta sostenga il presidente uscente perché non gli piacerebbe né l’idea che Rotice possa vincere né che possa perdere.

Ma chi dice queste corbellerie? Io e il Sindaco Rotice siamo in assoluta sintonia. Abbiamo un rapporto di stima, amicizia, di mutua e leale collaborazione.

Perché allora ha perorato la ricandidatura del Sindaco di Candela?

Ho sostenuto il principio che Nicola Gatta sia più competitivo, perché ha la capacità di intercettare consiglieri comunali non legati al centrodestra più di quanto possa fare un nostro sindaco.

Questo perché Nicola Gatta è un civico.

Nicola è sempre stato comunque di centrodestra. Non gli devo nulla sul piano politico. ho preso zero voti nella sua Candela. Seguo la linea della maturità politica e della responsabilità quando affermo che Nicola è la persona che oggi, allo stato attuale, ha più chance di farcela. Non amo le elezioni di secondo livello, sono per il voto espresso direttamente dai cittadini. Queste, invece, sono elezioni di apparato, in cui il voto è condizionato da tanti fattori come i legami politici, non è libero. Non discutiamo delle capacità di altri, ma del fatto che il presidente uscente sia in grado di intercettare voti ulteriori oltre ai nostri.

Pensa che possa Gatta anche dividere gli alleati di Insieme per la Capitanata, ovvero il centrosinistra a guida Pd, i civici emilianisti e il M5S? Peraltro i pentastellati attendono ancora istruzioni da Conte su come muoversi.

Sì, credo che possa riuscirci. Detto questo, è un presidente della Provincia che ha lavorato bene.

Nel centrodestra tanti, però, lamentano ormai da anni il mancato coinvolgimento nelle scelte, nelle deleghe assessorili, spingendosi a definire Nicola Gatta “inaffidabile”.

Avremo gli strumenti politici per fare in modo che la gestione futura di Palazzo Dogana sia più partecipata, basta sottoscrivere un documento politico. Gli aggiustamenti devono esserci, questo è fuori di dubbio. Spesso Nicola Gatta è stato ed è autoreferenziale. Ma credo che dopo questa esperienza e tali fibrillazioni abbia compreso che è essenziale coinvolgere in futuro i partiti.

Gli chiederete di dirsi candidato del centrodestra?

Non gli ho mai chiesto nulla, ma il minimo sindacale è che coinvolga tutti.

Che ne è di Rotice, che molti preferiscono a Gatta? Accarezza l’idea della candidatura o ha davvero fatto un passo indietro?

Rotice ha fatto un discorso di collegialità, invitando tutti a remare nella stessa direzione ad essere lungimiranti. E’ parte di questa squadra. Non mi risulta affatto che sgomiti per fare lui il candidato. Alla luce di questo progetto condiviso è assolutamente disponibile a farsi da parte, umilmente. Serve un progetto che duri e che sia strutturato, non una parentesi effimera e poi lo ‘sciogliete le righe’ dopo le elezioni provinciali. Anzi, le provinciali devono rappresentare solo il punto di partenza. Oggi non vedo persone che, per il proprio vissuto e per la propria capacità di permeare il tessuto politico e istituzionale, abbiano più chance rispetto a Nicola Gatta.

Come il centrodestra arriverà ad una sintesi? Ci sono oggi due posizioni contrastanti.

Sono due posizioni che divergono: una più pretenziosa ed esigente, un'altra più morbida.

E più realista?

Forse anche più realista, come dice lei. La prima posizione è quella di chi dice che non serve vincere a tutti i costi, la seconda è di chi invece ritiene che se abbiamo la possibilità di vincere dobbiamo provarci. C'è un ragionamento sereno in corso nel centrodestra e credo che troveremo una soluzione condivisa. Non ci sono liti, paure e retropensieri. Non faremo regali a nessuno. Io sono dell'idea che vada posta un’opa del centrodestra su Nicola Gatta, non un'esclusiva.

Il centrosinistra resta favorito.

Sulla carta la maggioranza degli amministratori comunali è legata al centrosinistra ma poi vedremo cosa succederà nell'urna. Gatta può spaccare il fronte del centrosinistra.

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