Nella rassegna de l’Attacco, sono diversi i giovani rottamatori (possibili o già accreditati) di schemi e logiche della vecchia politica e che ora hanno un ruolo istituzionale dopo essere scesi per la prima volta sul campo dell’agone elettorale; così come si annoverano in città diversi 20enni e 30enni che si distinguono per altrettanto attivismo civico e politico, o che, già candidatisi senza successo ma con incoraggianti risultati elettorali, attendono il prossimo turno per entrare finalmente a esercitare un ruolo di governo cittadino.
Energetici
Tra i giovani più promettenti del nuovo consiglio comunale dauno c’è sicuramente il 34enne Francesco Strippoli, eletto col M5S con 497 preferenze. Spirito battagliero dell’associazione La Società Civile e volontario dell’inclusione sociale con No Cap, Strippoli - già collaboratore de l’Attacco, sulle cui colonne dimostrò il doping di Amiu sui dati della raccolta differenziata – è stato tra le pochissime voci critiche del territorio nei due anni di una gestione commissariale per lo più sorda, specie sul versante delle politiche ambientali e socio-culturali.
Strippoli invece - laureato in Scienze politiche e internazionali all’Università di Bari, con la passione per la batteria e la musica rock, specialista in Arpal Puglia e ora membro della commissione comunale Ambiente e Territorio - è stato in passato fautore di diverse iniziative di protesta dal basso circa le storture della cosa pubblica foggiana, una su tutte la manifestazione davanti a Palazzo di Città “Amiu io ti rifiuto”, quando i commissari straordinari siglarono il contratto novennale per la gestione dell’igiene pubblica urbana con la società in-house ritenuta dalla comunità gravemente carente nell’erogazione del servizio. L’obiettivo dichiarato dell’attivista è portare una rivoluzione amministrativa dentro a Palazzo di Città.
Tra le file dei 5 Stelle in consiglio comunale c’è anche Francesco Salemme, operaio metalmeccanico classe ’89, in arte Cisky, anch’egli volto nuovo della politica e novizio delle istituzioni locali, ma molto noto in città quale componente dei Tavola 28, gruppo rap tra i più rappresentativi della Capitanata. Salemme, originario del quartiere Candelaro, è approdato in consiglio comunale (e in commissione socio-culturale) con 453 preferenze e con il mandato preciso - accordatogli in particolar modo dai giovani e dalla gente del suo rione - di risollevare le periferie del capoluogo dauno attraverso progetti di musica, arte, cultura e valorizzazione delle tradizioni locali quali potenziali brand turistici da esportare oltre il confine territoriale.
Su Cisky come su Strippoli ha puntato alla recente tornata elettorale, inserendoli in lista, il dominus territoriale dei pentastellati, Mario Furore, europarlamentare ora 35enne ed eletto a Bruxelles a soli 30 anni, risultando il più giovane europarlamentare italiano della IX legislatura. Che ora punta alla riconferma in Europarlamento alle nuove, vicine elezioni del 9 giugno prossimo.
Nato e cresciuto a Foggia, dopo aver conseguito la maturità classica presso il Liceo classico Lanza, proseguì gli studi a Roma, laureandosi nel 2014 in Giurisprudenza con indirizzo in Diritto del Lavoro e Relazioni industriali presso l'Università Luiss Guido Carli. Padre ufficiale della candidatura di Marida Episcopo alla guida del campo largo progressista che ora governa Foggia, Furore, uomo di fiducia di Conte in Capitanata, è attivista del Movimento 5 Stelle sin dal 2012, muovendo i primi, importanti passi come collaboratore dell’assessora regionale Rosa Barone fin dal suo ingresso nell’assise regionale pugliese.
In mezzo al guado
Ha stupito molti ma non tutti la nomina della 26enne Alice Amatore quale assessora alla Cultura, traguardo che la accredita tra i più giovani amministratori della storia del capoluogo dauno. Seconda degli eletti (861 preferenze) della lista del Pd nonché enfant prodige della politica, Amatore - anima della prima ora di Parcocittà, presidio di cultura e legalità tra i più importanti del territorio – annovera nella sua formazione una laurea triennale in Consulenza del lavoro all’Unifg ed è in procinto di conseguire, dopo due stage a Bruxelles, la specialistica in Diritto europeo presso l’Università di Torino. E’ allieva politica, sin dai primi passi mossi a Parcocittà, di Peppino D’Urso, ex presidente del Teatro pubblico pugliese ed esponente dem tra i più rilevanti del territorio. A sostegno di Amatore, alle urne di ottobre, è andato anche Orazio Montinaro, altro storico nome del Pd di Capitanata.
Del favore di simili big ha potuto godere pure il più giovane in assoluto della nuova assise consiliare (eletto con 721 preferenze). Ovvero Mario Cagiano, classe ‘2000, presentatosi in ticket con Amatore, con la quale ha condotto un’interessante campagna elettorale praticamente in simbiosi.
L’intesa politica tra i due ragazzi risale al 2019, quando fondano Ottavia per creare un nuovo canale di attivismo giovanile nella vita sociale della città. Cagiano (studente di Giurisprudenza all’ateneo dauno, con un titolo preaccademico in violoncello al Conservatorio Giordano) è stato tra i massimi esponenti della mozione Schlein in Capitanata e fu baby consigliere comunale nonché baby assessore all’età 10 anni. Cagiano e Amatore hanno surclassato alle urne vecchi volponi e storici portatori di voto del Pd di Capitanata, a dimostrazione di un certo respiro di rinnovamento ravvisabile anche in uno dei partiti più politicamente militarizzati del territorio. La sfida, per loro, sarà proprio quella di non farsi inglobare nelle vecchie logiche cerchiobottiste una volta giunti sugli scranni di Palazzo di Città.
Meteore
Tra le parabole politiche giovanili da cui ci si aspettava ben altro esito si annoverano quelle della ex pentastellata Rosa Menga e del meloniano Mario Giampietro. Menga, medico di professione, fu eletta deputata alle elezioni politiche del 2018 con il M5S. Nello stesso anno divenne componente della 12^ commissione affari sociali. Il 19 febbraio 2021, a seguito della decisione di non votare la fiducia al governo Draghi, fu espulsa dal M5S ed entrò a far parte del gruppo misto della Camera dei Deputati. Alle elezioni politiche del 2022 decise di non candidarsi e, di fatto, si tagliò fuori dalle vicende politiche nazionali. Da allora, neppure a livello provinciale balza più agli onori della cronaca. Un percorso diverso, naturalmente, è quello che caratterizza la storia politica di Mario Giampietro. Per anni, guidò con successo l’esperienza di Gioventù Nazionale, il movimento politico giovanile di Fratelli d’Italia su Foggia. Di lui si cominciò a dire un gran bene, fino alla nomina quale commissario cittadino del partito di Giorgia Meloni e alla candidatura a sostegno del candidato Sindaco Raffaele Di Mauro. Giampietro ha ottenuto a ottobre 323 preferenze, che non sono poche, ma neanche abbastanza per entrare in consiglio comunale e, come quasi tutti i candidati del suo partito, ha sofferto la debacle dell’intero schieramento conservatore. Da allora appare lontano dai radar, anche perchè nell’imminente congresso di FdI verrà eletto il segretario cittadino. All’occorrenza, interviene nelle vicende strettamente legate alle dinamiche interne di FdI, ma raramente lo si vede prendere parte attivamente ai processi democratici contigui all’operato della nuova amministrazione comunale della città. L’impressione è che anche lui si sia piuttosto defilato dopo la delusione di settembre.
La cantera di Angiola
Un itinerario decisamente diverso, invece, è quello intrapreso dai due giovani professionisti provenienti dal vivaio di Nunzio Angiola, Andrea D’Introno e Alessandra Fredella, entrambi candidati nelle liste civiche del professore dell’Università di Foggia in occasione delle elezioni amministrative dello scorso anno. I due hanno ottenuto rispettivamente 240 e 65 preferenze, mancando di fatto l’ingresso in consiglio comunale. Soprattutto D’Introno, tuttavia, ha proseguito nel suo percorso di attivismo sociale e politico, alimentando con ospitate e interventi provenienti dai più diversi ambiti della politica locale foggiana il suo format online Idee per Foggia, di cui poche settimane fa, sulle colonne de l’Attacco, in un’intervista relativa a questo interessante strumento, lo stesso D’Introno ne aveva annunciato l’imminente trasformazione in un’associazione strutturata con oltre 100 tesserati all’atto di partenza. Sulla stessa scia del collega, ad ogni buon conto, ha continuato a muoversi anche Fredella che, seppur con meno costanza rispetto al periodo elettorale, ha proseguito nella sua attività di sostegno alle iniziative del progetto Foggia Più. Entrambi provengono dal mondo universitario, e si portano dietro un ricco bagaglio di esperienze in ambito accademico. Durante la campagna elettorale dello scorso autunno, nel segnalarli come promettenti candidati alla carica di consiglieri comunali, l’Attacco ipotizzava il loro prossimo avvicinamento a partiti o movimenti politici maggiormente strutturati. Accostamento che, a distanza di mesi, non è ancora avvenuto, ma che nessuno è tuttora in grado di escludere. La sensazione, in ogni caso, è che il loro impegno politico non sia affatto terminato, e che l’esperienza dell’ultima tornata elettorale possa aver rappresentato solo il primo passo di un successivo e più intenso coinvolgimento democratico.
Si rifaranno sotto
La stessa impressione si ha anche per le esperienze politiche di Valentina Cerisano e Giuseppe Della Martora. I due hanno corso di recente per un posto in consiglio comunale, non riuscendo nell’impresa, nonostante il considerevole bottino di voti portato a casa da entrambi, ascrivibile attorno alle 400 preferenze a testa. Dopo il periodo elettorale, la giovane avvocata e figlia d’arte Cerisano sembra essere definitivamente entrata nelle dinamiche del suo partito di riferimento, Fratelli d’Italia, di cui ormai, su Foggia, pare essere tra le migliori nuove leve. Della Martora, invece, ha raccolto l’eredità della creatura fondata da suo padre, il comitato tratturo Ordona-Lavello, di cui oggi è l’attore principale. Sia Cerisano che Della Martora, in campagna elettorale, sembravano avere le idee piuttosto chiare, seppur da punti di vista opposti, visto che Della Martora correva nelle fila del centrosinistra, sul modello di città da realizzare. Cerisano raccontava a l’Attacco di immaginare una Foggia a misura d’uomo, confortevole, ma soprattutto ordinata e sicura. Della Martora, d’altro canto, spiegava a chi di dovere le sue priorità, basate su trasporto pubblico, illuminazione e coinvolgimento di associazioni e comitati nella vita democratica della città. È difficile pensare, adesso, ad un accantonamento, da parte dei due ragazzi, del proprio impegno politico, soprattutto alla luce dello sviluppo che sta avendo la loro esperienza. “I giovani devono imparare ad essere più partecipi e attivi in politica e non solo”, affermava Della Martora in una recente intervista. “La loro partecipazione è indispensabile per un cambio di passo. Molti hanno la fortuna di poter studiare nella propria città, visto che l’Università a Foggia sta diventando un’ottima realtà e spero la maggior parte di loro finiti gli studi scelga di restare a Foggia per migliorarla con le proprie competenze acquisite e che possano trovare imprese coraggiose che vogliano scommettere sugli stessi. Anche la politica deve lavorare affinché questo accada”. Insomma, tutt’altro che un segnale di imminente addio.
(Ha collaborato Domenico Suriano)
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