Gaffe e scivoloni di Francesco Bonito: parcheggi sbarazzini, eccessi verbali e troppi scontri al calor bianco

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La storia di Francesco Bonito si può dividere in due capitoli: il primo relativo alla sua carriera di magistrato, il secondo riguardante la sua carriera politica incentrata ovviamente sula sua elezione a Sindaco di Cerignola. Concluso il primo capitolo, si è aperto il secondo, che ha lasciato spazio a commenti di vario genere. Al netto dei giudizi riguardanti la sua effettiva capacità di amministratore della cosa pubblica, ciò che più fa discutere è la serie di scivoloni causati sia da un carattere fumantino che non poche volte ha provocato imbarazzi anche nel suo entourage, sia da certi comportamenti che hanno dato adito a interpretazioni opposte: da alcuni, tali comportamenti sono considerati come banali distrazioni; dai suoi detrattori, essi sono invece il sintomo di un suo sentirsi oltre qualsiasi concetto di giustizia. L’ultimo di questi scivoloni è l’ennesimo parcheggio sbarazzino da parte del Sindaco il quale, pochi giorni fa, ha posteggiato la propria vettura su un marciapiedi in zona Picchiarelli, alla periferia cittadina. Un comportamento reiterato da parte di Bonito che, poche settimane fa, era stato colto a parcheggiare in sosta vietata nei pressi del Duomo per recarsi in edicola. 

Il pubblico post di scuse del primo cittadino, d’altra parte, lascia pochi dubbi: “Ammetto di essere un automobilista che parcheggia distrattamente e frettolosamente. Ammetto di commettere infrazioni verbalizzate dalla polizia locale e per le quali ho pagato quattro contravvenzioni solo nell’ultimo mese. Me ne scuso con i cittadini e con l’assessora Teresa Cicolella, che ho messo in imbarazzo”. Tuttavia, la chiosa del post è altamente polemica: “Sono grato per l’attenzione ai miei parcheggi anche da parte di chi, nel recente passato, è stato distratto così tante volte e così tanto a lungo”. 

Il riferimento è ai mettiani, sempre pronti a coglierlo in fallo (a suo avviso) per questioni di poca sostanza. Non a caso, la foto che ritrae la sua auto sul marciapiedi è stata diffusa online proprio dal movimento di Avanti Cerignola. Senza contare che, in almeno altre due occasioni, la sua auto è stata immortalata in parcheggio selvaggio: una è quella già menzionata del Duomo, l’altra è quella in cui la macchina era posizionata proprio davanti ad uno scivolo per disabili qualche mese fa. Vista la recidività, fanno notare i maligni, il Sindaco potrebbe stare più attento almeno per una questione d’immagine. Ma, sostengono gli stessi, lui si considera al di là del Bene e del Male, perciò gli basta chiedere scusa e tutto finisce lì.

Se però la vicenda dei parcheggi sbarazzini per alcuni rasenta il gossip, ben altra sostanza ha la questione dei rapporti, politici e personali, non solo con le opposizioni ma anche in seno alla maggioranza che lo sostiene.
Gli scontri verbali a distanza con Franco Metta sono quasi epici: il “sua Luminosità” (rigorosamente con la maiuscola) mettiano, a cui fa eco lo “sciolto per mafia” di targa (come un’auto) bonitiana, possono deliziare chi è desideroso di siparietti dialettici. Tuttavia, nascondono una reciproca insofferenza che si traduce in accuse e controaccuse che spesso sfociano in querele.
Le gaffe scritte e orali del Sindaco sono numerose. Nell’ottobre 2022, ad un anno di distanza dalla sua elezione, così scriveva sul suo profilo social: “Il vicesindaco della giunta Metta (Rino Pezzano, n.d.r.), ritenuta colpevole dal presidente Mattarella di aver provocato infiltrazioni mafiose, anziché stare zitto e tacere, opina, squittisce e rutta pensieri scomposti”. Il riferimento è alle critiche mosse da Pezzano alla proroga a Tekra per la raccolta cittadina dei rifiuti.

Recentemente, critiche ha raccolto un altro suo post con cui esprime solidarietà ad Antonio Decaro per il “provvedimento di polizia adottato da un governo di ispirazione fascista” riguardante la nomina della Commissione di accesso agli atti. Anche con Tommaso Sgarro, decisivo per la sua elezione a Sindaco, i rapporti sono tutt’altro che idilliaci. Nel corso della seduta del Consiglio comunale dello scorso 30 novembre, le opposizioni chiedono il rinvio del dibattito sul Documento unico di programmazione (Dup) in virtù dei “tempi ristretti con cui è stato comunicato il suo inserimento nell’Odg della seduta” che ne ha impedito lo studio e lo sviluppo di eventuali contributi che esse avrebbero potuto portare al miglioramento dello stesso. La richiesta di rinvio viene respinta e ciò provoca l’abbandono dell’aula da parte delle opposizioni, con Tommaso Sgarro che parla di “mancanza di rispetto nei confronti delle minoranze”. Immediato è lo scatto verbale del Sindaco nei confronti del leader del movimento Noi: “Sei un ciuccio!”, gli urla mentre i consiglieri delle opposizioni stanno lasciando la sala consiliare. 

È ancora poi vivo nella memoria collettiva lo scontro con il suo ex addetto stampa Michele Cirulli, anche lui dal carattere quantomeno complesso, allontanato la scorsa estate per una serie di dissidi professionali. Proprio in riguardo alla prima foto della sua auto in sosta vietata, ripresa e diffusa da Marchiodoc, blog d’informazione creato dal già portavoce, Bonito esterna pubblicamente la sua ira sottolineando il fatto che Cirulli avesse lavorato per il Comune usando l’espressione “ha mangiato a sbafo”. Il giornalista replica con un video, ricordandogli di non aver mangiato a sbafo ma di essere stato regolarmente assunto, di aver semplicemente dato una notizia “pubblicando una nota stampa di FdI in cui c’era una macchina della famiglia Bonito parcheggiata davanti ad uno stallo per disabili”. Inoltre, “secondo lui io non dovrei più parlare perché ho lavorato un anno e mezzo in Comune. Non si capisce quale legge lo preveda. Non c’è regolamento, ordine professionale o regola deontologica che preveda qualcosa del genere. Forse spera che la sua volontà diventi automaticamente legge”, è l’ironica conclusione.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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