Oltre alle pressioni da Bari – Comune e Regione, ovvero “le telefonate che hanno fatto Emiliano e Decaro sull'Amiu” cui accennò il dirigente comunale Paolo Affatato - in quella conversazione del 15 maggio 2023 tra l’ingegnere e il sovraordinato Domenico Lomazzo (l’uomo mandato dalla Prefettura a monitorare le gare pubbliche, due dei protagonisti dell’altra grossa indagine della Procura sul maxi appalto del cimitero) si fa riferimento anche al figlio del commissario straordinario Sebastiano Giangrande in maniera per nulla chiara.
Giangrande fu in Comune dalla primavera 2021 all’autunno 2023: dapprima subcommissario al seguito di Marilisa Magno dopo le dimissioni del sindaco Landella e poi membro della commissione straordinaria a seguito del DPR di scioglimento per infiltrazioni mafiose. Affatato: “Domenico, scusami, ora parliamoci francamente come stiamo facendo su tante cose, anche la commissione stessa non è stata serena…”. Lomazzo: “Ed ha fatto anche degli errori...se per questo...”. Affatato: “Ed ha subito anche le pressioni di qualche amico della Regione...”. Lomazzo: “A me lo stai dicendo? Io sono stato vittima di una di queste cose...l’Amiu ce l'avevo io in mano ed io volevo fare la gara inizialmente”. Affatato: “Efess, come sono usciti l'Amiu appena ho messo il figlio di Giangrande...per l'amor di Dio...e che altra operazione è stata là...”. Lomazzo: “Io ero stato investito io inizialmente, ti ricordi quando ti parlai dell'Amiu che dovevo fare un tavolo? Perché la Magno disse guardi facciamo una gara all'esterno poi l'Amiu parteciperà. Sì, sì, sì, facciamo una gara...poi dopo qualcuno mi ha telefonato, Giangrande, e mi ha detto senti Domenico ho parlato con la Magno, quel carteggio daglielo alla Zuccarino che poi là vediamo...insomma, lascia stare e non ho fatto più niente. Poi ho saputo che hanno fatto l'affidamento in house”.
Giangrande, commercialista e dirigente presso la Prefettura di Potenza e residente a Polignano a mare, oggi è commissario straordinario nel Casertano, presso il Comune di Calvi Risorta, sciolto per mafia. E’ stato dirigente presso le Prefetture di Cosenza, Brindisi, Bari (dal 2009 al 2021), Isernia; inoltre ha svolto missioni presso la Prefettura della BAT. Una carriera che non conosce interruzioni: risale allo scorso 13 novembre il decreto con cui il prefetto di Lecce Manno lo ha nominato responsabile dell’anagrafe per la stazione appaltante (R.A.S.A.) per la Prefettura salentina, in qualità di dirigente dell’Ufficio contabilità, gestione finanziaria, attività contrattuale e servizi generali. La nomina del R.A.S.A. è indicata nel decreto come “misura organizzativa di trasparenza, in funzione di prevenzione della corruzione”.
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