Si gioca su 5 distinti fronti la partita delle prossime elezioni comunali, in programma il 25 e il 26 maggio, a Orta Nova. Dopo l’annuncio in pompa magna del candidato sindaco di centrodestra in quota Fratelli d’Italia Dino Tarantino, già primo cittadino del comune dei Cinque Reali Siti tra il 2014 e il 2019, anche la coalizione di centrosinistra sembra avere trovato una sintesi attorno al nome di Angela Fazi del Partito democratico.
Progressisti, però, che correranno senza un pezzo importante di centrosinistra, che si è raccolto intorno alla figura civica dell’ingegnere Domenico Di Vito. Nominativo, il suo, caldeggiato da Antonio Di Carlo, capo di gabinetto del presidente della Provincia di Foggia Giuseppe Nobiletti, fuoriuscito di recente dal partito di Elly Schlein, in polemica col segretario provinciale Pierpaolo d’Arienzo, a causa della guerra intestina ai dem tra il Sindaco di Vieste e il dominus Raffaele Piemontese.
Gli altri 2 candidati alla carica di primo cittadino, invece, sono l’avvocato Eugenio Bellino e Nicola Di Stasio, rispettivamente alla testa di altrettante coalizioni civiche. “Sarei di parte se dicessi che ritengo Di Vito il migliore Sindaco per la città di Orta Nova, per cui mi limito a dire che secondo me è sicuramente tra i favoriti, se non il favorito”, ha rivelato a l’Attacco lo stesso Di Carlo. “Il centrosinistra, inteso come Partito democratico, ha scelto di fare la sua strada, che non è sicuramente la nostra, con Angela Fazi, che è una donna in gamba e che stimo ma che non ha mai fatto politica attiva, almeno che io sappia”, ha commentato.
“Il vero problema è che quelli che sono stati fatti sono solo i primi nomi, ma fino a maggio inoltrato poi è tutto da vedere. Non so quanti di loro effettivamente si candideranno a Sindaco”, ha aggiunto. “Al momento sembrerebbero essere questi 5 nomi, ma non me la sento di dirlo con assoluta certezza. Di solito sotto le elezioni cambia sempre tutto. Secondo me è possibile, comunque, che si vada al voto con 5 candidati sindaci. Almeno, fino a questo momento la situazione è questa. Se si votasse domani, si andrebbe al voto con 5 candidati sindaci. Poi, ripeto, fino a fine maggio può cambiare ancora tutto”, ha commentato.
“La mia sensazione è che non ci siano candidature temerarie, neppure tra i civici. Tarantino è un candidato assolutamente strutturato, con una lunga storia politica alle spalle, anche se lo stesso centrodestra è attualmente abbastanza frazionato. Di Stasio ne faceva parte, ha fatto il consigliere con loro. Appartiene a quell’area, ma corre in maniera indipendente. Un po’ come noi che andiamo a sostegno di Di Vito rispetto alla coalizione di centrosinistra”, ha proseguito.
“La mia vicenda personale col Pd, però, non riguarda solo le elezioni comunali di Orta Nova, ma anche quello che sta succedendo a livello provinciale”, ha tenuto a specificare Di Carlo. In Provincia, Pd e Con, parte della maggioranza teoricamente a sostegno di Nobiletti, accusano il presidente di non avere più i numeri per governare l’ente. “Quello di Angela Fazi, invece, è un nome completamente nuovo, saltato fuori nei giorni scorsi. Non so neanche se correrà nella lista del Pd o con una civica, sono dettagli che purtroppo non conosco. Non credo, francamente, che la scissione interna al centrosinistra andrà a indebolirci. Può essere, ma non lo penso. Penso, invece, che un partito sia fatto di persone, e che non si possa difendere a prescindere un simbolo. Certo, il Pd, come partito, gode di un cospicuo voto d’opinione, che però va in un certo senso anche un po’ quantificato. Parliamo comunque di Orta Nova, un centro non troppo grande, dove probabilmente conta maggiormente la parentela diretta che l’appartenenza specifica a questo o a quel partito”, ha riflettuto Di Carlo.
“Sicuramente qualcosa ci toglie, non saremmo onesti nel dire il contrario, ma non al punto tale da incidere su una corsa di livello comunale. In paese c’è un silenzio incredibile a riguardo. Mi riferisco, naturalmente, alle elezioni in genere”, ha fatto sapere. “Lo abbiamo notato con gli altri del gruppo. È un silenzio strano, che fatico a capire. Non ho mai visto questo silenzio prima d’ora in campagna elettorale e francamente non so da cosa possa dipendere. Forse dall’incertezza che c’è attorno ai candidati”, ha provato a ipotizzare. “Bellino è un ragazzo in gamba, uno stimato professionista e una bravissima persona, ma anche lui è un neofita della politica locale. Probabilmente è questo che non fa sbilanciare nessuno, il fatto che – a parte Tarantino e Di Vito – gli altri sono nomi nuovi e di conseguenza anche un po’ incerti. Vedremo come andrà a finire, è ancora tutto troppo aperto”.
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