Se a Palazzo di Città gli equilibri interni sono fragili e precari, a Palazzo Dogana si continua a camminare sulle uova. Dopo mesi di paralisi, di consigli provinciali svuotati e di veti incrociati, il clima resta improntato alla massima prudenza. Nessuno vuole esporsi, nessuno intende intestarsi una svolta che potrebbe rivelarsi fragile. Eppure, sottotraccia, qualcosa si sta muovendo. E il punto di caduta di questa fase potrebbe non essere tanto un accordo politico complessivo, quanto una singola partita territoriale capace di sbloccare il sistema. Il nodo resta lo stesso da mesi: lo scontro frontale tra il presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti e l’ex vicepresidente regionale Raffaele Piemontese. Uno scontro che, nell’ultimo anno, ha prodotto effetti devastanti sull’operatività dell’ente, di fatto bloccato dall’atteggiamento dei consiglieri provinciali di Pd e Con sotto il diretto controllo del plenipotenziario di Monte Sant’Angelo. Una frattura nata ben prima delle regionali, ma acuitasi durante la campagna elettorale, quando Nobiletti ha scelto di smarcarsi politicamente dal sistema di potere foggiano costruito da Piemontese, puntando sulla candidatura della sua assessora Graziamaria Starace nella lista Decaro Presidente e rafforzando così il proprio profilo politico anche oltre i confini del Gargano. Se sul fronte di Con l’incertezza resta totale, nel Pd il clima è ancora più chiuso. Nelle ultime settimane, tuttavia, il lavoro di ricucitura di Antonio Decaro e i timidi cenni di Nobiletti e Piemontese hanno riaperto la partita. Annarita Palmieri, intervistata da l’Attacco, ha parlato apertamente di segnali di riapertura.
“A Palazzo Dogana ci sono dei segnali di riapertura sia da una parte che dall’altra. È una cosa importante sempre nell’ottica del bene del territorio”. Palmieri ha poi indicato con chiarezza il dossier che potrebbe fungere da detonatore. “C’è il tema della Foggia-Troia dove ci sono in ballo 2 milioni di euro. Dovrebbe esserci, ormai, un accordo intorno a questa cifra”. Ed è proprio qui che si innesta il retroscena decisivo. Secondo quanto raccolto, la chiave del possibile disgelo passerebbe da Troia. Nobiletti, che ha un rapporto politico diretto e consolidato con l’attuale Sindaco Francesco Caserta – che alle regionali ha sostenuto apertamente Graziamaria Starace – avrebbe costruito un canale di dialogo parallelo con Leonardo Cavalieri.
Un passaggio tutt’altro che secondario. Cavalieri, infatti, non è solo consigliere provinciale del Pd, ma anche il predecessore di Caserta alla guida del Comune di Troia e, oggi, il capo dell’opposizione consiliare nella stessa città. Una posizione che lo rende un interlocutore politicamente strategico, sia sul piano provinciale che su quello locale. Secondo i beninformati, l’intesa sulla Foggia-Troia sarebbe maturata proprio su questo asse. Un accordo tecnico-politico che consentirebbe di sbloccare un finanziamento importante e di rimettere in moto un’opera simbolica, ferma da tempo, diventata negli ultimi mesi il paradigma della paralisi di Palazzo Dogana. Un’intesa che, se confermata, avrebbe un duplice effetto. Da un lato permetterebbe a Nobiletti di dimostrare di avere ancora la capacità di governare la Provincia e di ricostruire una maggioranza operativa. Dall’altro offrirebbe a Cavalieri l’occasione di rivendicare pubblicamente un ruolo da “risolutore”, sganciandosi almeno in parte dalle dinamiche di blocco riconducibili all’area piemontesiana.
Non a caso, secondo quanto filtra, venerdì in Consiglio provinciale Cavalieri potrebbe rivendicare apertamente il fatto che la Provincia si sblocca grazie a questo accordo, intestandosi politicamente la ripartenza di Palazzo Dogana. Mario Dal Maso, capogruppo della lista di Nobiletti in Provincia, ha confermato l’esistenza di tentativi di dialogo. “Che ci siano dei tentativi di riapertura del dialogo lo posso sottoscrivere. Quali siano gli esiti di questa apertura ancora non lo sappiamo, ma presumo che a brevissimo, già venerdì, lo sapremo”. Dal Maso ha anche sottolineato che il contesto regionale ha avuto un peso. “Sicuramente in questo ha aiutato l’elezione di Decaro, che rafforza l’idea del campo largo, sia a Bari che a Foggia”.
Secondo diversi osservatori, la disponibilità al dialogo sarebbe oggi maggiore da parte di Nobiletti, consapevole che una Provincia bloccata indebolisce la sua ascesa, mentre Piemontese continuerebbe a muoversi con maggiore cautela, anche alla luce del ridimensionamento del proprio potere in Regione. Venerdì il Consiglio provinciale potrebbe rappresentare il primo vero banco di prova. Se l’accordo sulla Foggia-Troia dovesse reggere, Palazzo Dogana potrebbe uscire da una paralisi durata mesi. Per ora, nessuno canta vittoria. Ma nei corridoi della Provincia si fa strada una convinzione: se davvero Palazzo Dogana si sbloccherà, non sarà per una pace politica generale, ma per un accordo chirurgico costruito sul territorio. E Troia, in questa fase, potrebbe essere la chiave di tutto.
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