Se le indiscrezioni circolate in questi giorni a Foggia raccontavano un campo largo in ebollizione, il prossimo capitolo rischia di essere quello della resa dei conti definitiva. Venerdì alle 18:00 sarebbe infatti previsto il tanto atteso tavolo politico del campo largo, invocato con insistenza dai socialisti e diventato, suo malgrado, il crocevia decisivo della partita sul rimpasto di Giunta a Foggia.
Un tavolo che la Sindaca Marida Episcopo non avrebbe mai voluto convocare in questi termini. Anzi, secondo quanto filtra da Palazzo di Città, la prima cittadina sarebbe fortemente infastidita dall’iniziativa e avrebbe maturato la decisione di non partecipare personalmente all’incontro, lasciando così agli alleati il compito – e la responsabilità – di chiarire fino in fondo posizioni e pretese. Un’assenza che, se confermata, sarebbe tutt’altro che neutra e rischierebbe di trasformare il tavolo in un passaggio di rottura più che di sintesi.
Sul fondo, intanto, si muovono figure rimaste ai margini delle ultime regionali ma tutt’altro che rassegnate. L’ex consigliere regionale Sergio Clemente, forte di un consenso personale ampio ma rimasto fuori dall’assemblea pugliese dopo la candidatura nella lista civica Avanti Popolari con Decaro, avrebbe avanzato una richiesta formale per un assessorato pesante: quello all’Urbanistica, attualmente detenuto dal fedelissimo di Decaro, Pino Galasso. Un’ipotesi che, se presa davvero in considerazione, cambierebbe gli equilibri interni alla maggioranza e darebbe al rimpasto un segnale politico dirimente.
Non meno insistente sarebbe la pressione di Rosario Cusmai, altro grande escluso dalle regionali, che continuerebbe a rivendicare un posto in Giunta a Foggia. Ma qui entrerebbe in gioco proprio il neopresidente regionale. Su questa ipotesi graverebbe infatti un veto diretto di Antonio Decaro, deciso a non aprire alcuno spazio agli emilianisti, nemmeno a livello comunale. E mentre le dinamiche locali si intrecciano con quelle regionali, un’ulteriore incognita aleggia sullo sfondo.
Secondo indiscrezioni ancora tutte da verificare, il Csm potrebbe non concedere il via libera al ruolo di consigliere del presidente della Regione Puglia che Decaro avrebbe immaginato per Michele Emiliano, soluzione pensata anche per tenerlo fuori dalla Giunta regionale. Emiliano, già poco entusiasta della scelta, difficilmente prenderebbe bene un eventuale stop formale. In questo quadro, il tavolo di venerdì appare meno come un momento di confronto e più come il detonatore di una fase nuova. Il rimpasto è inevitabile, ma resta da capire se servirà a ricucire o se finirà per allargare definitivamente le crepe.
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