Laricchia: “Le nomine non siano ricompense elettorali, peccato che Decaro parli male della mia legge”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Trasparenza nelle nomine, fine del clientelismo e discontinuità politica: Antonella Laricchia rivendica il senso e la portata della legge che porta la sua firma, la cosiddetta legge ‘antitrombati’, respingendo l’etichetta di norma “punitiva”. In questa intervista rilasciata al quotidiano l’Attacco, l’ex consigliera regionale riflette senza sconti sul nuovo corso della Puglia, sui limiti del governo Decaro, sulla continuità con il passato e sulla crisi d’identità del Movimento Cinque Stelle. Uno sguardo lucido e critico sul potere, tra principi, compromessi e futuro della politica regionale.

Architetto Laricchia, la sua legge viene già definita ‘anti-trombati’. È davvero così?
La legge non nasce per colpire qualcuno, ma per tutelare l’interesse pubblico. Introduce criteri di trasparenza, imparzialità e professionalità nelle nomine regionali e impedisce che incarichi delicatissimi, penso alle agenzie, alle Asl, agli enti partecipati, diventino ricompense elettorali per candidati non eletti. È una misura che va a vantaggio dei cittadini pugliesi.

Fatta la legge trovato l’inganno, secondo lei sarebbe possibile “raggirarla’ in qualche modo? E parlando delle nomine dei consiglieri al servizio del presidente, previste dal Modello MAIA sarebbe applicabile?
La norma non limita le prerogative del governatore, questo è vero, anche se un bravo tecnocrate potrebbe trovare in un passaggio della legge, un cavillo per cui renderla applicabile. Ma la verità è che pur avendo potuto renderla ancora più restrittiva rischiavo che non passasse in Consiglio. Ma attenzione: il cuore della legge sono le partecipate, le agenzie e le Asl, cioè i luoghi dove negli anni si è annidato il peggio del clientelismo politico.

Avrebbe potuto scrivere una norma più stringente, includendo anche i consiglieri di fiducia?
Sì, avrei potuto. E lo dico con molta chiarezza. Ma ho scelto consapevolmente di non farlo. Se avessi reso il testo ancora più specifico, avrei attirato troppa attenzione dell’aula e rischiavo seriamente che l’emendamento non venisse votato. È stato un escamotage politico, se vogliamo chiamarlo così, che ha consentito alla norma di diventare legge. A volte, per ottenere un risultato concreto, bisogna accettare dei compromessi tattici.

Lei stessa però ha ammesso di provare dispiacere per alcuni esclusi eccellenti di questa tornata elettorale.
Certo, ed è umano. Penso a persone che hanno avuto ruoli importanti nella scorsa legislatura e sono rimasti fuori per una manciata di voti. So quanto si sono impegnati. Restare fuori per un soffio è sempre una grande ingiustizia. Ma una cosa è la comprensione umana, un’altra è il principio generale: le regole devono valere per tutti e mi riferisco a determinati incarichi che non possono rispondere a sentimenti di riconoscenza politica, ma devono essere assegnati esclusivamente valutando requisiti adatti al ruolo che andrebbero a ricoprire.

Come valuta il nuovo governo guidato da Decaro?
Non posso giudicare un governo che non è ancora partito. Sarebbe scorretto. Posso però giudicare il comportamento politico di Decaro negli ultimi anni. E quello che temo è che, messo davanti a un bivio tra la scelta per il territorio e la scelta di partito, tenda a privilegiare la seconda.

A cosa si riferisce in particolare?
A diverse scelte, ma una in particolare: mi colpì il suo voto favorevole alla proposta europea sulla cosiddetta difesa comune, che molti hanno letto come un sostegno al riarmo. È una scelta che considero pericolosa, perché appare più come una posizione di corrente che come una decisione maturata ascoltando il suo pensiero personale e prima ancora quello dei cittadini che rappresenta. È un segnale che mi preoccupa

Per quanto riguarda il Consiglio regionale, vede elementi di rinnovamento?
C’è un certo rinnovamento, soprattutto nella lista del presidente, questo va riconosciuto. Ma siamo ben lontani dal parlare di discontinuità rispetto alle legislature precedenti. L’augurio è che questa maggioranza sappia correggere gli errori del passato.

Secondo lei Michele Emiliano rappresenta una continuità?
Certo che sì. Emiliano presente nello staff, con un ruolo confezionato su misura per lui. È difficile immaginare una reale censura con il passato se le figure centrali restano le stesse, anche se cambiano formalmente collocazione.

È mai stata contattata dal presidente Decaro?
No. Quando la legge sulle nomine venne approvata, sono stata io a cercarlo per capire la sua posizione e chiedergli un sostegno affinché non venisse abrogata. Non mi ha mai risposto. Poi ho saputo che ne parlava male. Non so se per convinzione o per dovere politico, per solidarietà verso chi subisce i vincoli della norma. Peccato. Avrebbe potuto e dovuto leggerla, invece, come un’opportunità, non come un ostacolo. È uno strumento per chiudere con la logica del clientelismo, del poltronificio, del mercimonio delle cariche. Difendere le agenzie e le partecipate da queste dinamiche significa garantire servizi migliori ai cittadini rifondendo anche quel senso di sicurezza e fiducia della comunità nel ruolo delle istituzioni.

Lei richiama in questo senso l’esperienza di Nichi Vendola. Perché?
Perché quella stagione aveva un’idea chiara: scegliere per competenze e meritocrazia. Questo significa dare una possibilità ai tanti professionisti pugliesi che oggi pensano che l’unico modo per ottenere un incarico sia candidarsi. Non deve essere così

Perché non si è ricandidata alle Regionali?
Innanzitutto per una regola fondamentale del Movimento Cinque Stelle: il limite dei due mandati. Io l’ho sempre rispettata. Peccato che oggi questa regola non valga per altri, visto che in Consiglio siedono persone al terzo mandato. Io ho rispettato non solo le regole, ma anche le idee originarie del Movimento

Oggi non si riconosce più nel M5S?
No. Il Movimento Cinque Stelle non mi riguarda più. Oggi non si distingue dalle altre forze politiche, si è omologato alla logica del bipolarismo e delle alleanze con i vecchi partiti. 

Continuerà a fare politica?
Rimarrò una cittadina attiva. Non dimentico il patto che ho stretto con i cittadini. Sono pronta a dare il mio contributo, anche dietro le quinte, a quelle realtà politiche con cui sposerò gli stessi autentici ideali quelli che non promettono poltrone ma cambiamenti reali per la comunità. 

Cosa si augura per il futuro della Puglia?
Che si torni a parlare dei problemi reali: le liste d’attesa nella sanità, le reti di distribuzione dell’acqua, il nuovo legame comuni e Acquedotto Pugliese solo per citarne alcuni. Al di là delle chiacchiere, delle discussioni e delle poltrone, questi devono essere la stella polare che guida chi governa. Oggi e per sempre.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet