Emergono ulteriori dettagli nell’ambito dell'inchiesta condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, coordinata dalla Procura di Foggia e dalla Pm Anna Landi, sulla presunta manipolazione della gara bandita dal Policlinico Riuniti di Foggia per la riqualificazione delle 8 sale operatorie, realizzate e mai attivate, che ha portato agli arresti di quattro persone.
In carcere è finito il dirigente dell’area manutenzione Massimo De Santis, mentre ai domiciliari Nicola Stefanelli, Giovanni Amoruso e Marco Labianca. Fu l'allora direttore generale Vitangelo Dattoli (indagato anche in questo filone) a porre la questione del blocco operatorio fermo. Secondo quanto riportato dall'informativa della GdF depositata nei mesi scorsi, uno dei primi compiti affidati dal dg a Nicola Stefanelli, fresco di nomina a responsabile tecnico della sicurezza antincendio degli Ospedali Riuniti (delibera del marzo 2018 firmata da Dattoli, proponente De Santis) è stato appunto dare il via all’iter per avviare i lavori che avrebbero consentito l'utilizzo delle sale operatorie. Per attivare le sale serviva la classificazione delle stesse come ISO 5.
Quello però che hanno scoperto le Fiamme Gialle desta molto scalpore “per quanto emerge – si legge nell’informativa - dall'iter burocratico connesso ai lavori realizzati sotto la direzione dei lavori dello studio Cavaliere e associati, erano già finalizzati a garantire sale operatorie di classe ISO 5”.
Particolare quest'ultimo confermato anche da una mail inviata il 19 aprile dall’ingegnere Pippo Cavaliere a Dattoli e altri, nella quale riferisce di una variante che avrebbe portato ad una modifica in corso d'opera, a seguito dell'aggiornamento delle linee guida da parte dell’Ispesl (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro), per la definizione degli standard di sicurezza di igiene ambientali dei reparti operatori. Cavaliere espressamente scrive che “a seguito di questa modifica è stato possibile garantire una qualità dell'area nelle sale operatorie corrispondente alla classe ISO 5 secondo ISO 14644-1”. “Il testo della mail è chiarissimo”, rilevano gli inquirenti; ciò nonostante a partire dal successivo giugno 2018 è stato dato mandato all'ingegner Stefanelli di adoperarsi sul tema sale operatorie.
Figura chiave di tutta l'inchiesta è considerato proprio Nicola Stefanelli, nel suo duplice ruolo di dirigente dell'area gestione tecnica dell'Azienda ospedaliera e rappresentante legale della Esse Ingegneria di Bari. Per gli inquirenti fu lui, con Amoruso (manager di Siram Spa) e Labianca (rappresentante legale di Airleg Srl), a provvedere, con la collaborazione di dipendenti e consulenti tecnici esterni, a redigere tutti i documenti necessari (studio di fattibilità, quadro economico, progetto preliminare e progetto esecutivo) ad avviare la procedura di gara per i lavori dal valore di quasi 2,2 milioni di euro, nonché gli atti da porre a base di gara (capitolato tecnico, bando di gara e disciplinare), “in modo da assicurare già in partenza quanti più vantaggi possibili” per i privati che poi effettivamente hanno vinto la gara. “Tutto ciò – secondo gli inquirenti - grazie alla complicità dello stesso Stefanelli e degli altri rappresentanti di vertice della stazione appaltante ovvero del dg Vitangelo Dattoli, di Luigi Borrelli (per il quale i finanzieri avevano proposto la misura cautelare, che poi non è stata presa in considerazione dalla Pm e neppure richiesta alla Gip, ndr), dirigente responsabile della area gestione tecnica, di Massimo De Santis, responsabile dell'ufficio manutenzione impianti” e di altri due dirigenti della tecnostruttura dell’ospedale.
Gli indagati per turbata libertà degli incanti risultano essere complessivamente 23. Il ruolo di Dattoli non è marginale in questa vicenda, gli investigatori parlano di una vera e propria “corte del dg” e le intercettazioni telefoniche ambientali, le analisi dei documenti e del materiale trovato nei vari device degli indagati dimostrerebbero che il manager veniva puntualmente e costantemente informato degli sviluppi in atto, in particolare da quello che viene definito dagli investigatori il suo uomo di fiducia, Stefanelli, con il quale si incontrava e con cui viaggiava in macchina facendo la spola tra Foggia e Bari.
La vicenda, come detto, inizia nel 2018 e per parecchi mesi vi sarebbe stato uno scambio di mail, messaggi, informazioni e incontri tra Stefanelli e i rappresentanti dell'Ati Siram-Airleg, Amoruso e Labianca, e tutta una serie di collaboratori più o meno consapevoli di quanto stesse accadendo. I finanzieri avrebbero accertato che tutti gli atti di gara, al contrario di quanto indicato nelle documentazioni pubbliche, non fossero stati redatti da dipendenti dell'ospedale, da De Santis nel caso di specie, bensì all'esterno, da quei soggetti che poi avrebbero vinto la gara. Un'ipotesi che sarebbe suffragata non solo dal fatto che gli atti erano presenti almeno 6 mesi prima che fosse bandita la gara nei device dei vari tecnici esterni ma anche perché i finanzieri hanno trovato gli stessi errori grammaticali e di calcolo anche negli atti poi pubblicati dall'ospedale.
Sono innumerevoli gli episodi e le situazioni che non avrebbero avuto ragione di essere, soprattutto per quanto riguarda i rapporti tra dipendenti del Policlinico e i privati ai quali addirittura si faceva riferimento per dare risposte ai quesiti degli altri competitor alla gara, cosa di per sé irregolare, ancora di più per aver riferito ai concorrenti le generalità degli altri candidati.
Ancora più significativo per gli inquirenti il fatto che Stefanelli e i suoi parlassero, già prima che la gara fosse aggiudicata, dei fornitori di cui avvalersi. In una circostanza Stefanelli redarguì persino un suo collaboratore per non aver trattato a dovere uno di quelli che doveva fare parte della squadra. D’interesse per gli inquirenti è anche il fatto che i soggetti in questione cercassero di schermare le proprie attività, facendo finta di non conoscersi in certe situazioni, parlando in maniera criptata (ad esempio usando il termine “legionella” che evidentemente significava tutt'altro), utilizzando app di comunicazione non intercettabili e suggerendo di cancellare dai propri cellulari materiale e conversazioni. Non tutto poi andò liscio, tanto che ad un certo punto si parlò di rifare tutto daccapo, le lungaggini della tecnostruttura probabilmente impedirono all'operazione di andare in porto e venne commessa forse qualche imprudenza determinata dalla fretta di chiudere i giochi. Fatto sta che alla fine la gara, pure aggiudicata, venne revocata ufficialmente per mancanza di fondi ma più probabilmente perché i soggetti in questione vennero a conoscenza dell'indagine.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).