Sono decine le famiglie che vivono nell’incertezza da ormai quasi tre anni, da quando cioè è partita l’inchiesta giudiziaria per fare luce sulla presunta truffa ai danni dello Stato che ha visto coinvolto, tra gli altri, quello che è stato ribattezzato dalle cronache giudiziarie mister Miliardo, al secolo Maurizio de Martino, imprenditore sanseverese della Mib, Mama International Business.
Secondo la Procura di Roma (che poi ha passato il fascicolo a Foggia per competenza territoriale) la società avrebbe emesso fatture false per maturare crediti fittizi avvalendosi dei bonus edilizi. Per un totale di 1,3 miliardi di euro. La cifra, tanto alta da far tremare le vene nei polsi, valse a de Martino il suo soprannome.
Al tempo si parlò di cantieri e addirittura di azienda fantasma, bastò un semplice sopralluogo a San Severo in primis e poi nelle diverse città in cui risultava operante la Mib per acclarare i fatti. Il signorile palazzo di via Matteo Tondi era ed è anche oggi la sede legale della società mentre sono decine le case e i condomini in cui erano stati avviati i cantieri per eseguire i lavori incentivati dai bonus, fermi da quando la Procura ha disposto il sequestro preventivo dei beni della società.
I protagonisti della vicenda in ogni occasione si sono detti estranei agli addebiti contestati, fiduciosi nell’operato della magistratura e nell’esito delle indagini. Alla base della difesa dell’imprenditore ci sarebbe un clamoroso equivoco: la Mib non avrebbe mai applicato la normativa del 110, per cui è previsto l’avvio dei lavori e l’esecuzione delle opere prima di poter far nascere il corrispondente e relativo credito d’imposta. Le attività avrebbero riguardato un’altra tipologia di bonus edilizio per cui non è necessario avviare i lavori per incassare i crediti. Come avrebbe peraltro chiarito l’interpretazione autentica della norma emanata nell’aprile 2023.
Nell’attesa che l’iter giudiziario faccia il suo corso restano in sospeso numerose questioni della Mib e le vicende personali di centinaia di persone che aspettano di completare i lavori iniziati e mai finiti nelle loro case.
Si parla di almeno 254 cantieri che interessano interi palazzi in cui abitano circa 10 mila famiglie, se in media ogni nucleo familiare è composto da un minimo di 3 persone, il conto è presto fatto: 30 mila persone sono in attesa che si sblocchino i lavori. Tra queste c’è Mariangela Adesso, sanseverese proprietaria di un immobile nel centro della sua città, di fatto inutilizzabile da tre anni, con tutti i disagi che questo comporta. Li ha raccontati a l'Attacco.
Ulteriori approfondimenti nell'edizione di oggi del quotidiano.
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