Ko per Grazia Romito, TAR dà ragione a Prefettura e Comune: legittimo il divieto di svolgere attività funebre

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Nuova batosta giudiziaria a Manfredonia per Grazia Romito, la cui agenzia di onoranze funebri nel 2019 fu colpita da interdittiva antimafia del prefetto di Foggia. Da quel momento la sipontina, attiva da quattro decenni nel settore e sorella del boss Mario Luciano Romito (assassinato nel quadruplice omicidio del 9 agosto 2017) e di Michele Romito (ex ristorante Guarda che luna), non è più riuscita ad esercitare l’attività come titolare di un’impresa di pompe funebri. L’ultima mazzata è arrivata con la sentenza del TAR Puglia, firmata dal presidente Orazio Ciliberti e pubblicata ieri, che ha dato ragione alla Prefettura foggiana e rigettato il ricorso della donna contro il diniego di autorizzazione per l’agenzia Santa Lucia, costituita ad aprile 2022 e di cui è diventata nel frattempo titolare al posto di Luigi Rotolo, amico e parrucchiere foggiano, considerato dagli inquirenti e dall’UTG il suo prestanome negli scorsi anni. Ma ecco come la vicenda si è evoluta negli anni.

A settembre 2019 l’Attacco, in esclusiva, rivelò come il 9 agosto di quell’anno – a seguito di interdittiva adottata il 15 gennaio 2019 dalla Prefettura – il Comune di Manfredonia avesse finalmente revocato tutte le autorizzazioni rilasciate in favore dell'impresa, con atto della dirigente Maria Sipontina Ciuffreda. Romito, allora 48enne, era titolare sin dal 1993 di autorizzazione amministrativa per agenzia di affari per esercitare l'attività di disbrigo pratiche amministrative conseguenti al decesso di persone, con sede in via Di Vittorio, nonché della autorizzazione amministrativa rilasciata dal Comune di Manfredonia nel 1993 per la vendita di articoli funerari e mortuari. In seguito, come anticipato su queste colonne e poi confermato dagli investigatori, la manfredoniana continuò ad esercitare l’attività dietro altre imprese, senza comparire in tali società ma di fatto gestendole e presentandosi ai clienti come la vera titolare.

Lo scorso anno l’operazione “Giù le mani” della Procura di Foggia – con vari arresti tra cui quelli di Michele Romito e dell’avvocato ed ex assessore comunale Angelo Salvemini – riguardò anche Grazia Romito: stando all’impianto accusatorio, a ottobre 2022, inducendo in errore la dirigente comunale del settore attività produttive, Tina Ciuffreda, sulla veridicità delle circostanze a lei riferite e rappresentate, Grazia Romito, Luigi Rotolo e Angelo Salvemini avrebbero formato un atto pubblico, costituito dall'autorizzazione allo svolgimento del servizio attività funebre rilasciata in favore della Santa Lucia srls agenzia onoranze funebri, ideologicamente falso nella parte in cui attestava che Rotolo era unico amministratore della società e in possesso dei previsti requisiti normativi” e “responsabile della conduzione dell’attività funebre”. Romito e Rotolo, rispettivamente amministratrice di fatto e prestanome dell’impresa, richiesero al Comune il rilascio dell’autorizzazione, mentre l’assessore ai lavori pubblici Salvemini sollecitò la struttura amministrativa comunale, deputata all’istruttoria della pratica - nelle persone della funzionaria Michelina Stipulante e della dirigente Ciuffreda -, al rilascio della stessa autorizzazione, “in tal modo inducendo in errore la dirigente, nonché i funzionari addetti al controllo della banca dati nazionale antimafia, rispettivamente sulla effettiva conduzione dell'attività funebre e quindi sull'assenza di motivi ostativi al rilascio della autorizzazione allo svolgimento dell'attività, segnatamente quelli previsti dalla normativa antimafia , atteso che l'impresa era di fatto gestita da Grazia Romito, già titolare di impresa funebre e raggiunta da precedenti provvedimenti di interdittiva antimafia e, pertanto, all'epoca dei fatti, inabilitata alla svolgimento di attività di impresa funebre”.

Mentre si attende che entri nel vivo il processo con i rinvii a giudizio, si arriva all’attualità, con la sentenza TAR che è collegata alla determina assunta il 15 marzo 2024 dal dirigente comunale del settore Sviluppo economico, Tommaso Gioieni, con cui fu revocata l’autorizzazione alla Santa Lucia srls per l’attività funebre. Il dirigente ricordò che il 3 ottobre 2022 era stata rilasciata l’autorizzazione a Luigi Rotolo come amministratore unico della società e che successivamente c’era stata la variazione del legale rappresentante da Rotolo a Grazia Romito. Il 4 marzo 2024 fu avviata la procedura di preavviso di rigetto e conseguente divieto di svolgimento dell’attività, in quanto la donna “risulta destinataria di informazione antimafia interdittiva”. La Prefettura comunicò dopo pochi giorni l’esito positivo della richiesta di certificazione antimafia: “L’attuale amministratrice unica dell’impresa è stata già attinta da provvedimento interdittivo antimafia del 29 settembre 2021, tuttora in corso di validità, riguardante un’altra impresa operante nello stesso settore”.

“Quando emerge la sussistenza di cause di decadenza, di sospensione o di divieto o di un tentativo di infiltrazione mafiosa, nelle società o imprese interessate, i soggetti cui sono fornite le informazioni antimafia non possono stipulare, approvare o autorizzare i contratti o subcontratti, né autorizzare, rilasciare o comunque consentire le concessioni e le erogazioni”, ha aggiunto Gioieni citando la normativa sulle interdittive. “Nel caso in esame sussistono elementi tali da precludere la prosecuzione delle attività, essendo venuti meno i requisiti di legge previsti per l’esercizio dell’attività economica in questione”. Da qui il rigetto della pratica Suap per la variazione del legale rappresentante della società Santa Lucia srls agenzia onoranze funebri e la revoca dell’autorizzazione per l’esercizio del servizio.

Romito ha poi presentato ricorso al TAR Puglia come legale rappresentante dell’impresa Santa Lucia srls, assistita dagli Pasquale Rinaldi e Pietro Schiavone, contro Ministero dell'Interno-Prefettura di Foggia e Comune di Manfredonia, per l'annullamento, previa concessione di misura cautelare, della determina di Gioieni, della nota della Prefettura di Foggia sull'esito positivo di cui alla richiesta di certificazione antimafia e di ogni atto connesso. Nella sentenza si spiega che il 29 gennaio 2024 c’è stata la cessione dell’intero capitale sociale e la presentazione al Comune della SCIA per il cambio del rappresentante legale e della compagine sociale dell’agenzia funebre.

I due legali della donna hanno invano contestato l’illegittimità per non consentita estensione alla Santa Lucia srls degli effetti dell’informativa antimafia adottata nei confronti di un soggetto diverso ovvero dell’impresa individuale di Grazia Romito, come pure hanno lamentato che la Prefettura avrebbe potuto comunicare l’esito positivo della richiesta di certificazione antimafia solo all’esito di un’attività istruttoria da svolgersi nei confronti della srls. Il TAR a giugno scorso ha deciso subito nel merito, senza fase cautelare, giudicando “infondato” il ricorso.

“Come correttamente osservato dalla difesa del Comune anche l’amministratore unico dell’impresa è soggetto alla verifica antimafia e se è già interdetto come imprenditore individuale è interdetto anche come amministratore di un’impresa-clone rispetto a quella individuale”, si legge nella sentenza. “Romito, in quanto destinataria di un provvedimento interdittivo antimafia, non può esercitare alcuna attività imprenditoriale soggetta a provvedimenti autorizzatori. È appena il caso di rammentare che il carattere personale dell’autorizzazione all’esercizio di attività funebre esclude la possibilità di qualsivoglia subentro nella licenza precedentemente rilasciata a Rotolo e impone la revoca della stessa in ragione della cessione totale del capitale detenuto quale socio unico e amministratore a Romito”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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