Orta Nova, la stazione dell’Arma nell’immobile con contratto scaduto dal 2019. Caso arrivato in Tribunale.

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C’è un caso che si trascina da anni ad Orta Nova rispetto all’immobile che ospita la stazione dei Carabinieri, al centro di uno scontro tra l’impresa proprietaria del grande complesso edilizio e la Prefettura di Foggia ora approdato anche in Tribunale. A raccontarlo a l’Attacco è il foggiano Ortensio Demaio, titolare della Servizi Immobiliari srl, che ha la proprietà del fabbricato. Ha scelto di parlare a pochi giorni di distanza dall’annuncio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “A Orta Nova ci occuperemo di dare un segnale molto importante in termini di sicurezza e legalità, riqualificando l’immobile che ospiterà la tenenza dei Carabinieri”. Parole che hanno fatto seguito alla determina con cui lo scorso 11 febbraio il Comune – commissariato dal 2023, a seguito dello scioglimento per mafia del consiglio, e retto da una triade (la viceprefetta a riposo Maria Rita Iaculli, il viceprefetto e capo di gabinetto Angelo Caccavone, il dirigente della Prefettura Francesco Fasano) fino alle elezioni comunali di maggio prossimo - avviò la procedura per la valutazione di un immobile situato in Corso Matteotti, con l’obiettivo di destinarlo alla nuova tenenza dei Carabinieri o, in alternativa, al trasferimento dell’attuale comando stazione dell’Arma. 

Al termine della ricognizione sul territorio comunale, in raccordo con Prefettura di Foggia e dell’Arma, è stato individuato l’immobile di Corso Matteotti, di proprietà privata; una soluzione allocativa, quella proposta dalla commissione straordinaria, su cui è arrivato il parere favorevole del Comando provinciale dei carabinieri di Foggia. Il Comune ha poi acquisito una disponibilità di massima del proprietario ad intavolare trattative finalizzate a mettere a disposizione l’immobile. Si tratta di due villette bifamiliari che fino a circa 15 anni ospitarono la locale Pretura e da allora sono in stato di abbandono. “I commissari prefettizi, grazie ai fondi PNRR, intendono acquistare un immobile vetusto, in disuso e non idoneo ad ospitare né l'attuale stazione dei carabinieri né tantomeno la tenenza, che agli attuali 21 carabinieri ne aggiungerebbe altri 7 o 8”, dice a l’Attacco Demaio. “Non esiste ad Orta Nova un immobile che garantisca gli stessi spazi del nostro, molto più grande di quello individuato dal Comune. Ritengo che questa soluzione sia stata ipotizzata pensando di pagare meno rispetto a quanto costerebbe il canone adeguato del nostro immobile”.

Possono Viminale e Carabinieri rendersi responsabili di occupazione abusiva di un immobile? E’ “l’anomala situazione” contestata da anni da Demaio, che a gennaio 2024   scrisse al Quirinale, al governo Meloni, al ministro dell’interno Piantedosi e alla Regione segnalando come l’immobile di sua proprietà fosse “occupato illegittimamente in assenza di contratto di locazione” e denunciando “la persistente occupazione abusiva del compendio immobiliare da parte del Ministero dell'Interno, adibito a sede della stazione dell'Arma dei carabinieri di Orta Nova”. L’imprenditore 65enne, residente a Vasto, invitò le autorità a metter fine a tale situazione e ad adire la gara pubblica per il ritrovamento di immobili da adibire a sede della stazione dell’Arma, con conseguente stipula del contratto di locazione.

Un anno fa, a marzo 2024, Demaio partecipò all’indagine di mercato della Prefettura per l’individuazione dell’immobile da adibire ad eventuale nuova sede della stazione dell’Arma ad Orta Nova, dando a Prefettura e Carabinieri la disponibilità del proprio immobile per sei anni e per un canone annuo di 93mila euro. Poi, a novembre scorso, l’imprenditore rispose alla Prefettura - scrivendo anche a Viminale, Arma e Agenzia del demanio – dopo che Valiante aveva difeso l’operato dei propri uffici stigmatizzando “l’altalenante posizione della società a fronte degli incessanti sforzi profusi per un componimento bonario della controversia da questo Ufficio” e “l’impossibilità di un confronto costruttivo”.

Della questione si sta ora occupando il Tribunale di Bari, davanti al quale la Servizi Immobiliari srl– tramite l’avvocata romana Mariantonietta Saffioti – ha citato il Viminale per la convalida di sfratto per finita locazione con contestuale citazione per la convalida in locazione ad uso non abitativo. L’immobile fu locato dalla precedente proprietaria Smes srl al Ministero dell’interno con contratto privato del 2001 affinchè la Prefettura di Foggia potesse adibirlo a locale stazione dei carabinieri di Orta Nova. Dopo la scadenza di giugno 2019 il contratto non si è rinnovato. Poi, nel 2022, con conferimento di ramo di azienda, il compendio edilizio passò all’attuale proprietaria Servizi Immobiliari srl. Nonostante la cessazione del contratto, l’immobile da allora ha continuato ad essere occupato dalla stazione dei carabinieri, con vane interlocuzioni tra impresa e Prefettura volte a promuovere la stipula di un nuovo contratto di locazione con canone aggiornato all'attualità di mercato.

Il paradosso è che il dirigente che in Prefettura ha sempre seguito la questione è lo stesso Fasano che oggi opera anche come commissario straordinario del Comune ortese. “Lo stesso Viminale ha riconosciuto l’occupazione extra contratto dell’immobile sin dal 2019 ma, ciononostante, il compendio non è stato ancora rilasciato”, ha spiegato la legale in giudizio, ricordando come un anno fa solo l’impresa rispose all’indagine di mercato per il rinvenimento di immobili similari da adibire a caserma dei carabinieri di Orta Nova. “Ad od oggi il Ministero non ha dato seguito all’indagine di mercato e non è stata possibile, per fatto non imputabile alla Servizi Immobiliari srl, la stipula di nuovo contratto di locazione”, ha affermato Saffioti. “Questo, unitamente alla mancata restituzione dell’immobile, sta provocando gravi danni all’impresa, che ha ricevuto ben due proposte di locazione che non ha potuto vagliare ed accettare. E’ intenzione della Servizi Immobiliari srl riottenere la disponibilità dell'unità immobiliare”. Da qui l’intimazione al Ministero di rilasciare immediatamente l’immobile locatogli, composto di caserma ed unità abitative di pertinenza”, con richiesta al giudice di convalida dello sfratto e di condanna del Viminale al “pagamento di una indennità di occupazione mensile fino al rilascio, rapportata all’ultimo canone di locazione dovuto gravato dell’aggiornamento ISTAT, fatto salvo il maggior danno che ci si riserva di quantificare”.

“Il giudice ci ha sollecitato a trovare una soluzione e, nell’udienza svoltasi una decina di giorni fa”, afferma Demaio a l’Attacco, “l’avvocato dell’Avvocatura dello Stato si è detto disponibile a chiudere la vicenda. Ieri (lunedì scorso, ndr) l’avvocato ha poi contattato la mia legale consigliandoci di mettere per iscritto che siamo tuttora intenzionati a locare l’immobile al Ministero. Il giudice ha rinviato la prossima udienza al 10 luglio, data entro la quale spera che l’accordo sia stato trovato. I commissari prefettizi, con la scelta di un altro immobile da pagare coi fondi PNRR, lasciano la patata bollente alla prossima amministrazione comunale che si insedierà dopo il voto di maggio. Ma noi chiediamo quanto ci è dovuto: un anno di canone, le prossime mensilità fino all’adeguamento delle due villette di Corso Emanuele, il ripristino del nostro immobile dopo gli interventi realizzati autonomamente. E ci deve essere comunque pagata anche la rivalutazione prevista dal contratto scaduto e non versata per ben 24 anni”. Demaio, che si è opposto finora alla trattativa privata, sottolinea che gli spazi della futura tenenza o stazione sono possibili solo nel proprio immobile: “Si può realizzare, a nostre spese, una terza palazzina, mentre nella seconda c’è un alloggio da 120 mq mai occupato che può ospitare i 7-8 carabinieri aggiuntivi che arriverebbero con la tenenza”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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