Una delle più importanti ed estese zone umide del bacino del Mediterraneo, l’Oasi Lago Salso di Manfredonia, scelta per celebrare domenica la Giornata mondiale dell’acqua, col patrocinio del Comune di Manfredonia. Una vera beffa, considerato che l’enorme Oasi, area classificata come sito di importanza comunitaria e come zona di protezione speciale, è chiusa dal lontano dicembre 2019 ormai, vittima dell’ente Parco nazionale del Gargano.
Nel 2021, a seguito di una denuncia fatta dal Centro Studi Naturalistici onlus e dal WWF Foggia, fu rilevato dai tecnici del Comune di Manfredonia che la società Oasi Lago Salso spa - concessionaria delle aree di proprietà comunale e già messa in liquidazione nel 2019 dall'ente Parco, che tuttora detiene il 96% delle quote societarie - aveva messo a coltura per la produzione di foraggio oltre 150 ettari di pascoli dell'Oasi, destinati e vincolati all'evoluzione naturale. In difesa della spa scese in campo il presidente dell’ente Parco, Pasquale Pazienza.
A seguito di quel fatto, la commissione straordinaria allora in carica presso il Comune sipontino deliberò la revoca della concessione demaniale, un atto che successivamente fu confermato dal TAR Puglia. Ad oggi il provvedimento di revoca e il successivo ordine di rilascio dei terreni non sono ancora stati messi in esecuzione dal Comune di Manfredonia, oggi guidato dall’amministrazione la Marca, e pertanto i terreni dell'Oasi sono detenuti abusivamente dalla Oasi Lago Salso spa, il cui infinito iter di liquidazione non si è ancora concluso.
“Appare quindi quantomeno inopportuno che il Comune di Manfredonia abbia dato il proprio patrocinio ad un'iniziativa che dovrebbe celebrare la tutela della natura e che invece rischia di avallare la scellerata gestione dell'Oasi Lago Salso fatta in questi cinque anni dall'ente Parco”, dicono alcuni ambientalisti a l’Attacco. “Peraltro, la visita guidata la farà lo stesso agronomo che avallò per conto della spa la distruzione degli habitat a pascolo fatta nell'Oasi, motivo per il quale il Comune aveva revocato la concessione. Un vero corto circuito!”.
La nota stampa diramata spiega: “Con il patrocinio gratuito del Comune di Manfredonia, domenica si celebra la Giornata mondiale dell’acqua con una serie di appuntamenti volti a sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza delle risorse idriche. L’evento, organizzato da Libera Di Bari e dal Club Alpino Italiano, prevede un ricco programma di attività che spaziano dalla scoperta dell’ambiente naturale alla storia delle fonti d’acqua locali. La giornata si aprirà alle ore 08:30 presso la sede Lago Salso, dove i partecipanti verranno accolti dalla responsabile dell’evento, Libera Di Bari. Seguirà, alle ore 09:00, una visita guidata condotta dal’agronomo Michele Ciuffreda dell’ente Parco nazionale del Gargano all’interno della zona umida protetta, un’area di 540 ettari di grande rilevanza naturalistica”.
“Questa iniziativa rappresenta un’importante occasione per riflettere sull’uso e la tutela dell’acqua, risorsa preziosa per l’ambiente e per la comunità”, è la conclusione degli organizzatori. Come sottolineato dalle associazioni ambientalistiche WWF Foggia e CSN-Pro Natura a febbraio scorso, “a cinque anni dall'avvio da parte dell’ente Parco del Gargano della procedura di liquidazione della sua società di gestione, l'Oasi Lago Salso, uno dei gioielli naturalistici più rilevanti della Puglia, si trova in una situazione di stallo gestionale che minaccia la sua conservazione e il suo ruolo chiave nella tutela della biodiversità, così come la confinante Riserva Naturale dello Stato di Popolamento Animale Palude di Frattarolo, anch’essa sotto l’egida gestionale del Parco. Cinque anni non sono bastati al presidente uscente dell’ente Parco, professor Pasquale Pazienza, per attuare il "profondo cambiamento e riorganizzazione" dell’oasi da lui promesso all’indomani della messa in liquidazione. Oggi l'Oasi Lago Salso è ancora chiusa al pubblico ed è priva di una gestione attiva. Viceversa, i risultati che erano stati raggiunti precedentemente alla messa in liquidazione, con il risanamento dei conti propedeutico al rilancio dell’area, sono stati del tutto vanificati, lasciando l'Oasi Lago Salso in uno stato di coma profondo”. Una “crisi gestionale senza precedenti”.
“La liquidazione della società Oasi Lago Salso spa, divenuta operativa il 30 dicembre 2019 e tuttora in corso, ha comportato il deterioramento delle infrastrutture e la compromissione degli habitat naturali, entrambi parte del demanio del Comune di Manfredonia”, hanno evidenziato. “Le attività di monitoraggio ambientale sono state ridotte drasticamente e totalmente cancellati i programmi di educazione e sensibilizzazione. Parallelamente, le risorse economiche drenate dalla società di gestione e quantificabili in diverse centinaia di migliaia di euro, sono state dirottate per pagare il liquidatore, i commercialisti, gli avvocati e vari altri consulenti, privando l'area di risorse essenziali per la sua gestione attiva. La mancanza di una gestione stabile ha impedito l'accesso a fondi nazionali ed europei destinati alla tutela delle aree protette, aggravando ulteriormente la situazione. L'assenza di interventi di manutenzione ha portato alla progressiva regressione dell'Oasi col prosciugamento delle nuove zone umide realizzate dieci anni fa e la messa a coltura dei pascoli naturali, compromettendo decenni di sforzi per la sua conservazione. Un'emergenza per l'intero ecosistema delle paludi sipontine”.
Come raccontato da l’Attacco lo scorso anno, l’amministrazione la Marca mesi fa bloccò il tentativo di Pazienza di far passare presso il Ministero dell’ambiente la propria proposta di istituzione di una “Oasi di Stato” per Lago Salso (ovvero una nuova Riserva Naturale statale come l’esistente e attigua Palude di Frattarolo, già sotto l’egida dell’Ente Parco). Una mossa quasi riuscita, nella totale esclusione del Comune di Manfredonia, proprietario dei terreni. La bozza del decreto ministeriale sulla nuova riserva statale era già pronta a parlava di gestione da parte del Parco.
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