Sindaca dal parrucchiere abusivo, ex amministratore: “Se inconsapevole, doveva reagire con una task-force”

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Per anni avrebbe esercitato senza alcuna autorizzazione il parrucchiere Gianluca Lupo, titolare di un salone in via Tugini a Foggia, chiuso di recente a seguito di uno sfratto per morosità eseguito da ufficiale giudiziario e polizia municipale. La vicenda rientrerebbe tra i numerosi casi di abusivismo nel settore dell’estetica, se non fosse per un dettaglio clamoroso: tra le clienti assidue del salone risulterebbe anche la Sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo. Secondo alcuni testimoni, la prima cittadina si sarebbe recata più volte nel salone accompagnata dall’autista e dall’auto di servizio, ignorando – come altre frequentatrici – la mancanza dei requisiti richiesti per legge: autorizzazione comunale, iscrizione alla Camera di Commercio, qualifica professionale, rispetto delle norme igienico-sanitarie e rilascio di scontrini fiscali. Una contraddizione evidente per la Sindaca che ha istituito un assessorato alla legalità e che si è fatta promotrice di controlli severi contro l’abusivismo, oggi al centro di un caso che mette in dubbio la sua coerenza politica. Il tema è particolarmente sentito dalla Cna di Foggia, che nel marzo scorso ha assegnato a sei Comuni virtuosi il premio Forbici d’Oro, tra cui Bovino, Castelluccio Valmaggiore e Castelnuovo della Daunia, mentre alle località più colpite dal fenomeno – come Cerignola, le Tremiti e Motta Montecorvino – sono andate le Forbici Nere. La Cna denuncia la presenza di quasi 800 operatori abusivi in provincia, con numeri elevati proprio a Foggia, e lavora a una proposta di legge regionale per regolamentare il settore, promuovendo cultura della legalità e strumenti come l’affitto di poltrona per i giovani professionisti. La Sindaca Episcopo, dopo l’articolo pubblicato da l’Attacco, che ha sollevato il caso, è intervenuta sulla pagina Facebook del quotidiano. “Ho gli scontrini con tanto di numero di serie e data. E la persona non è affatto abusiva”, ha chiarito la prima cittadina. “Il coiffeur è un buon padre di famiglia, ed è del tutto in regola con la professione artigianale: licenza autorizzativa mai ritirata e partita Iva”, ha scritto Episcopo. “Non sono mai stata accompagnata dal servizio di tutela (che testimonierà a mio favore) essendo scesa sempre nel tragitto comune/casa nelle mie brevi pause di lavoro, non un metro di più fuori rotta”, ha chiosato. “La licenza del Comune è in regola e in corso di validità”, la rassicurazione finale. Sulla vicenda, l’Attacco ha provato ad ascoltare direttamente il segretario della Cna Antonio Trombetta, appena sconfitto da candidato sindaco nella sua Lesina.

“Nell’ultimo mese sono stato impegnatissimo con le elezioni comunali di Lesina, per cui non ho seguito la vicenda e non posso esprimere un parere a riguardo”, ha detto. “Stasera ho l’assemblea di analisi del voto. Consentitemi di chiudere quella partita e poi sarò a completa disposizione”, ha assicurato. L’Attacco ha provato a contattare anche la centrale operativa della polizia locale di Foggia. “Non siamo tenuti a rilasciare dichiarazioni alla stampa. Per questo genere di informazioni, bisogna parlare direttamente con il dirigente comandante Vincenzo Manzo”, ha tagliato corto il responsabile. “Non sono autorizzato a rilasciare dichiarazioni senza previo accordo con l’ufficio stampa”, ha detto il dirigente comandante del corpo Vincenzo Manzo. “Non posso dire nulla, soprattutto su una cosa che non riguarda strettamente l’ambito di competenza del corpo che dirigo. La polizia municipale è tenuta a controllare che le attività commerciali cittadine siano in regola? E chi lo dice che l’attività commerciale in questione non sia in regola? La Sindaca Episcopo smentisce la notizia riportata da l’Attacco? Io non confermo e non smentisco nulla. Non sono tenuto a farlo. C’è un ufficio stampa che, se lo ritiene opportuno, può esprimersi a riguardo”, ha dichiarato il comandante.

Intanto, un’autorevole fonte con un passato nella pubblica amministrazione locale ha contattato l’Attacco. “La Sindaca dimentica di essere la massima autorità sanitaria cittadina”, ha ricordato. “Trovo alquanto grave la superficialità di chi dovrebbe dare l’esempio, e invece annuncia di mostrare gli scontrini sostenendo di avere sempre pagato regolarmente”, ha aggiunto. “Se fosse stata inconsapevole dell’attività abusiva, avrebbe dovuto reagire mettendo una task-force tra il servizio di igiene pubblica dell’Azienda Sanitaria Locale – ufficio che rilascia l’autorizzazione e ne detiene il controllo – e la polizia locale, poiché tali attività abusive, oltre a effettuare evasione fiscale, mettono soprattutto a repentaglio la salute pubblica”, ha affermato.

In Consiglio comunale, nella coalizione di maggioranza della Sindaca Episcopo, tuttavia, c’è un consigliere comunale che nella vita svolge l’incarico di tecnico Asl addetto ai controlli delle attività in questione. Si tratta di Antonello Di Paola. “Non ho seguito la vicenda”, ha ammesso in apertura di conversazione con l’Attacco. “Non bisogna confondere i piani: nella Asl non mi occupo di verificare se le attività commerciali sono in regola”, ha chiarito. “In Consiglio comunale, invece, non è un ambito di mia competenza. Faccio parte di una commissione che si occupa di altro e che in questo momento sta portando avanti altre battaglie. Non saprei esprimermi, nello specifico, su questa questione”. 

Nel frattempo, è arrivata a l’Attacco una precisazione da parte della parrucchiera Giò Forcella. “Da un vostro titolo - Il parrucchiere abusivo della Sindaca, Giò Forcella: “Lo Stato è il nostro socio-ombra: quasi impossibile delinquere” - si evince che il parrucchiere abusivo della Sindaca sono io”, scrive. Naturalmente l’attività in questione non è dell’apprezzata hair stylist foggiana. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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