Ogni giorno che passa cresce a Orta Nova l’attesa per il ballottaggio dell’8-9 giugno, che vedrà contrapporsi Domenico Di Vito - candidato civico espressione del presidente provinciale Giuseppe Nobiletti e del suo ex capo di gabinetto ortese Antonio Di Carlo – da una parte e il candidato e già primo cittadino di centrodestra Dino Tarantino dall’altra. Al primo turno, Di Vito ha ottenuto il 40,3% delle preferenze, mentre il suo sfidante si è fermato al 31,1%. Più staccata, e fuori dalla corsa alla fascia tricolore, l’unica candidata donna Angela Fazi, sostenuta ufficialmente da due liste civiche, ma supportata anche dal Partito Democratico del vicepresidente e assessore regionale Raffaele Piemontese e del segretario provinciale e Sindaco di Monte Sant’Angelo Pierpaolo d’Arienzo e dal Movimento 5 Stelle – più defilato – del coordinatore provinciale Mario Furore, che ha raggiunto appena il 17%.
È nota da tempo, ormai, la faida interna al centrosinistra tra il dominus piddino Piemontese e il primo cittadino viestano Nobiletti, entrambi interessati a diventare i riferimenti sul territorio del probabile candidato progressista alle prossime elezioni regionali d’autunno Antonio Decaro, anche se Piemontese – su indicazione di Michele Emiliano – starebbe già lavorando a un possibile Piano B, che vedrebbe candidata a governatrice l’ex democristiana Loredana Capone. Piemontese, adesso, vorrebbe sfruttare il consenso ottenuto dalla sua candidata Fazi per proseguire nella battaglia a Nobiletti, dirottando – in modo implicito – parte di quel 17% verso il candidato di centrodestra Tarantino. Timore che alberga nelle coscienze più genuinamente progressiste del Pd di Capitanata.
Intanto, a dimostrazione del fatto che sono già in piedi delle prime interlocuzioni tra Pd e centrodestra - come riferito a l’Attacco da fonti interne al centrodestra foggiano -, la vicenda di Monte Sant’Angelo, che a sua volta s’intreccerebbe con il caso che nelle ultime settimane ha coinvolto il segretario cittadino foggiano del Partito Democratico e assessore al bilancio della Giunta Episcopo Davide Emanuele, accusato di avere occupato per anni – abusivamente – un alloggio di edilizia residenziale pubblica in Via Alberto da Zara 9, sottraendolo di fatto a una famiglia in reale condizione d’indigenza. A Monte Sant’Angelo, la determinazione gestionale numero 637 del 15 maggio 2025, firmata dalla responsabile del Primo Settore Amministrativo del Comune, ha sancito l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di un nuovo agente di polizia locale, la signora Maddalena Pera.
“L’assunzione – si legge nel documento – avviene tramite lo scorrimento della graduatoria del concorso pubblico bandito nel 2024, da cui erano già stati assunti due vincitori”. L’inserimento della nuova unità nella polizia locale avverrebbe a partire da dopodomani, 1° giungo 2025. Tuttavia, la signora Maddalena Pera – che in graduatoria si è classificata terza, con il punteggio di 53,07 – sembrerebbe, sempre secondo fonti provenienti dal centrodestra foggiano, essere pronta a rinunciare all’incarico. Dietro di lei, al quarto posto, pronto a subentrare, con il punteggio di 49,884, c’è Pasquale Rignanese, consigliere comunale foggiano da poco nominato segretario cittadino di Forza Italia, che verrebbe, dunque, assunto nel Comune a guida Pd di Pierpaolo d’Arienzo.
Situazione che spiegherebbe, in un certo modo, le parole proferite a l’Attacco dallo stesso Rignanese sul caso Emanuele: “Io sono di Forza Italia. Forza Italia è il partito del garantismo per eccellenza. Anche io, nel recente passato, con una sentenza di non luogo a procedere dalla mia parte, sono stato gravemente accusato di un fatto simile a quello di Davide Emanuele. L’assessore è innocente fino a prova contraria, e a lui e alla sua famiglia esprimo tutta la mia solidarietà e quella del partito che rappresento”. Insomma, se da un lato le dichiarazioni di Rignanese sono giuste e indubitabili, dall’altro potrebbero sottendere un interesse personale a non incrinare – proprio in questo momento – i rapporti con la segreteria cittadina e provinciale del Partito Democratico, interessato a sua volta a un accordo informale con il centrodestra per vincere, a Orta Nova e non solo, la partita tra Raffaele Piemontese e Giuseppe Nobiletti.
Intanto, nuove sfumature – col passare del tempo sempre più grottesche – stanno continuando a infiammare il Caso Emanuele a Foggia. In un post pubblicato su Facebook, infatti, l’avvocato Mimmo Foglietta – storico militante della destra sociale di Capitanata, passato dal Movimento Sociale Italiano ad Alleanza Nazionale fino a Fratelli d’Italia, prima di confluire nel progetto autonomo dell’ex Sindaco di Roma, oggi in carcere, Gianni Alemanno denominato Indipendenza – ha scritto: “Non solo l’assessore vi ha trasferito la sua residenza (Nella casa popolare di Via da Zara, ndr), ma ha anche dato in affitto quella stessa casa popolare. È questo il vero motivo. Basterebbe chiedere ai residenti di quel condominio”. Cosa che l’Attacco, non avendo ricevuto risposta da Davide Emanuele, ha puntualmente provato a fare. Senza esito. Nessuno dei residenti, infatti, ha voluto parlare.
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