Mentre l’amministrazione comunale di San Severo continua a muoversi in un clima di forte tensione politica e istituzionale, due nuovi elementi contribuiscono ad appesantire ulteriormente il quadro. Da un lato, il comunicato ufficiale dei consiglieri comunali di opposizione sul concorso per la Polizia Locale, dall’altro il racconto di una fonte interna che torna a mettere al centro della scena il ruolo politico di Giuseppe Manzaro. Il primo fronte riguarda il bando di concorso per sei posti di istruttore di vigilanza, pubblicato dal Comune lo scorso 17 dicembre. Secondo i consiglieri comunali di minoranza, il bando sarebbe a rischio di nullità per violazione della normativa a tutela dei soggetti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Nel comunicato stampa diffuso nelle scorse ore, i consiglieri affermano testualmente: “Nuova figuraccia per l’amministrazione comunale guidata da Lidya Colangelo. Il bando di concorso per 6 posti di istruttore di vigilanza rischia di essere nullo per violazione della legge sulla tutela dei soggetti con DSA. Il decreto interministeriale del 9 novembre 2021 obbliga le amministrazioni a prevedere espressamente nei bandi di concorso la possibilità di sostituire le prove scritte con un colloquio orale, di utilizzare strumenti compensativi o di usufruire di un prolungamento dei tempi di svolgimento delle prove concorsuali. Lo stesso decreto aggiunge testualmente che la mancata adozione delle misure comporta la nullità del bando. Ebbene, nel bando di concorso pubblicato dal Comune manca completamente qualsiasi riferimento alla tutela dei soggetti con DSA. È l’ulteriore dimostrazione di mancanza di conoscenza delle norme a tutela dei più fragili della società, oltre che di sciatteria e inconsapevolezza amministrativa. È urgente che l’amministrazione provveda all’annullamento del bando in autotutela e alla sua riadozione nel pieno rispetto delle leggi citate. In caso contrario, il rischio è quello di vedere annullata l’intera procedura concorsuale e di dover risarcire, con soldi pubblici, i danni subiti dai soggetti interessati. Abbiamo chiesto alla Sindaca di annullare il bando e abbiamo inviato la richiesta anche alla Prefettura, al Ministero per la Pubblica Amministrazione e a quello per le Disabilità. Non è accettabile che l’amministrazione guidata dalla Colangelo violi le leggi a tutela dei più fragili senza che nessuno paghi per le relative responsabilità”. Il comunicato è firmato dai consiglieri comunali Felice Carrabba, Ciro Cataneo, Anna Maria Damone, Loredana Florio, Leonardo Irmici, Angelo Pasquale Masucci, Francesco Sderlenga, Alessandra Spada e Raffaella Vene. Parallelamente, sul piano politico, continua a emergere un racconto interno che collega anche questa vicenda alle dinamiche di potere che da mesi attraversano Palazzo Celestini.
Una fonte beninformata ha fornito a l’Attacco una lettura complessiva della crisi, soffermandosi in particolare sul ruolo di Giuseppe Manzaro. “Sponcichetti viene nominato come punto di raccordo tra Manzaro e Stefanetti, cioè l’area riconducibile a Giandonato La Salandra. Quando scoppia il caso, nessuno si dimette subito. Restano tutti fino a marzo. E questo perché, sfruttando l’apertura del fascicolo, iniziano un braccio di ferro interno contro Manzaro. Sponcichetti, che dice nell’intervista che vi ha rilasciato ‘per me l’amicizia conta’, si fa nominare da Manzaro, diventa il suo bracciodestro, poi capisce che Manzaro fa il comodo suo solo con Marino e che lui, su certi affari, non conta nulla. A quel punto gli si rivolta contro, non per sete di giustizia, ma nella speranza che Manzaro venga buttato fuori per prendere il suo posto. In questa vicenda il tema non è chi sapeva e chi no, perché sapevano tutti. Il tema vero è un altro: perché, anche quando gli metti tutto il mazzo contro, Manzaro vince sempre? Vince contro la maggioranza stessa, portandosi dentro Caposiena dall’opposizione. Vince contro Sponcichetti e Savino. Vince contro Alessandra Spada. Vince persino contro l’opinione pubblica, perché gli articoli li leggono tutti e la Sindaca se lo tiene sempre lì”. La fonte si sofferma poi sul silenzio politico della maggioranza. “Colangelo è un consigliere come gli altri quattordici di maggioranza. È la più visibile, certo, quella con più responsabilità, ma resta un consigliere. Che lei stia zitta non lo condividiamo, ma il punto sono gli altri. Nessun gruppo di maggioranza ha mai fatto un comunicato, nemmeno per dire ‘basta bugie’ o esprimere solidarietà al Sindaco. E sai perché? Perché è tutto vero”. Secondo la stessa ricostruzione, l’attuale equilibrio sarebbe puramente tattico. “Se Manzaro trovasse un’alternativa, abbandonerebbe questa amministrazione. Il problema è che dopo questa disfatta nessuno si fida più di lui, quindi resta dov’è. Fratelli d’Italia sa che, andando a votare, dovrebbe aprirsi a nuovi ingressi e convivere con Savino e altri. Piuttosto che perdere posizioni, restano. Nei giorni scorsi c’è stata una riunione di maggioranza urgente. Colangelo è in bilico, ma per ora non cade. Si confida che Di Nauta abbia scaricato la responsabilità su Sponcichetti, che essendo ormai fuori dalla giunta non viene considerato un problema. Finché regge il rapporto tra Tardio, consigliere espressione di Manzaro, e Marino, Tardio resta in maggioranza”. Il comunicato sul concorso per la Polizia Locale e il nuovo racconto interno si inseriscono così in un contesto già segnato da indagini, verifiche ispettive e fratture politiche mai ricomposte. Un quadro nel quale, ancora una volta, le questioni amministrative si intrecciano con dinamiche di potere che continuano a sollevare interrogativi sulla tenuta e sulla trasparenza dell’esperienza guidata dalla Sindaca Lidya Colangelo.
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