Fact-checking video Colangelo, strategia da socialismo reale: Sindaca venga a l’Attacco per vera intervista

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Sette minuti di video. Una scrivania pulita. La Sindaca seduta al centro dell’inquadratura e, alle sue spalle, assessori e consiglieri di maggioranza disposti come una quinta scenica. Volti tirati, sguardi bassi, posture rigide. Più che una squadra compatta, una fotografia che restituisce un certo imbarazzo collettivo. L’effetto complessivo ricorda più un messaggio presidenziale d’oltreoceano o un cinegiornale d’altri tempi che una normale comunicazione istituzionale locale. Non una conferenza stampa, non un confronto aperto, non uno spazio per le domande. Un video registrato, montato e diffuso sui social. È così che la Sindaca di San Severo, Lidya Colangelo, ha deciso di “rompere il silenzio” e inaugurare quello che lei stessa ha definito il “Diario di Amministrazione Comunale”. Un diario che, almeno per ora, assomiglia più a un monologo che a un dialogo. Nel suo intervento, Colangelo sostiene che l’amministrazione comunale sia stata oggetto, nelle ultime settimane, di “numerose false notizie”, di “accuse false e infamanti”, di “cattiverie personali e addirittura professionali”. Rivendica una scelta iniziale di non rispondere. “Avevamo deciso in un primo momento di rispondere con il silenzio”, spiega, aggiungendo però che questo silenzio sarebbe stato interpretato come debolezza e persino come ammissione di colpa. Da qui la decisione di cambiare linea e “iniziare un percorso di comunicazione attiva con i cittadini”. Il paradosso è tutto qui: la comunicazione attiva prende la forma più chiusa possibile. Nessuna domanda, nessuna interlocuzione, nessun contraddittorio. La maggioranza schierata alle spalle della Sindaca funge da sfondo simbolico, come a rappresentare un consenso che non viene costruito nel confronto ma mostrato in scena. Una scelta che stride con l’invocazione continua alla trasparenza e al dialogo. Nel video vengono affrontati diversi temi che hanno animato il dibattito politico cittadino negli ultimi mesi: la presidenza del Consiglio comunale, la posizione del vicesindaco, la nascita di un “nucleo operativo di supporto politico”, il ruolo di Giuseppe Manzaro, le dimissioni del consigliere Ciro Pistillo e l’invito pubblico a denunciare eventuali reati. Su ciascuno di questi punti la Sindaca offre una propria ricostruzione, netta nei toni e rassicurante nella forma. Ma è una ricostruzione che, messa a confronto con documenti, dichiarazioni pubbliche e fatti noti, presenta omissioni, forzature e contraddizioni evidenti. È per questo che il video, più che chiudere una fase, ne apre un’altra. Perché, se davvero l’amministrazione ha deciso di uscire dal silenzio, allora il racconto va verificato. Punto per punto. Senza slogan, senza scenografie, senza fondali umani. Solo con i fatti.

Nel video, la Sindaca insiste a lungo sul tema del silenzio, presentandolo come una scelta politica consapevole. “Avevamo deciso in un primo momento di rispondere con il silenzio ad accuse che ritenevamo false e infamanti”. Una ricostruzione che non trova riscontro nella cronaca degli ultimi mesi. Il silenzio dell’amministrazione non è stato affatto una linea costante. È stato piuttosto selettivo. Quando le polemiche hanno riguardato questioni ritenute gestibili o convenienti, la maggioranza è intervenuta puntualmente. Basti ricordare gli attacchi ai dirigenti comunali, le polemiche su Piazza Carmine o il finanziamento da 119mila euro, su cui non sono mancati comunicati e prese di posizione dettagliate. Il silenzio si è imposto solo quando il merito delle questioni diventava scomodo, quando toccava nodi politici interni, equilibri di potere, presenze ingombranti e ruoli informali. Non una strategia, dunque, ma una difficoltà evidente a entrare nel merito. Sul tema della presidenza del Consiglio comunale, Colangelo afferma: “Non sussiste nessuna ipotesi di decadenza di Rosa Caposiena dalla presidenza del Consiglio comunale di San Severo”. Aggiunge di essersi recata personalmente dagli organi competenti più di una volta per chiarire definitivamente la questione. Tuttavia, allo stato attuale, la vicenda può dirsi archiviata da tempo. Nonostante le indiscrezioni su presunte nuove segnalazioni, non risultano ulteriori atti formali né riscontri da parte di ANAC o di altri organismi competenti. Nessun procedimento aperto, nessuna contestazione in corso. Si tratta di una questione già risolta, che viene riesumata dopo mesi e rilanciata come se fosse attuale, con modalità che appaiono quantomeno singolari. Passando alla vicesindaca Annapaola Giuliani, la Sindaca è perentoria. “Annapaola Giuliani è e resta il nostro vicesindaco”. Precisa che gode della stima della maggioranza e che non sono mai stati sollevati problemi al suo interno. La questione viene liquidata come “unicamente di natura politica, interna alla coalizione che la rappresentava”. Nei fatti, però, non risulta alcuna reale volontà di rimuovere Giuliani. Il suo sostegno politico appare riconducibile esclusivamente alla Sindaca stessa, che di fatto ne certifica la permanenza in giunta senza passaggi politici formali. Più che una questione chiusa, una scelta personale rivendicata. Uno dei passaggi più controversi del video riguarda la nomina del noto nucleo operativo di supporto politico al Sindaco, definito gratuito e composto da quattro persone. Colangelo ringrazia pubblicamente i componenti e rivendica la legittimità della scelta. Ma questa figura non ha alcun fondamento nell’ordinamento amministrativo italiano. Non esiste nel diritto degli enti locali, non è prevista da alcuna norma, non ha un inquadramento giuridico. Non a caso, l’incarico non è mai stato formalizzato. Si tratta di una definizione coniata ad hoc, funzionale a giustificare la presenza costante di Giuseppe Manzaro negli uffici comunali e nelle chat degli amministratori. Proprio Manzaro diventa il fulcro del racconto della Sindaca, che si dice indignata per come sarebbe stato “dipinto e descritto come una sorta di delinquente”. Colangelo ricorda il suo passato da consigliere comunale e afferma che gli sarebbe stato proposto sin dai primi giorni un ruolo ufficiale, sempre rifiutato per motivi lavorativi. Qui però emerge una mezza verità. Dopo la rimozione di Sponcichetti, Manzaro avrebbe tentato in più occasioni di ottenere la nomina ad assessore. Tentativi bloccati dal veto espresso da Alessandra Spada. Questo elemento trova conferma nel successivo rimpasto delle deleghe. Non potendo formalmente diventare assessore, Manzaro ha comunque mantenuto un’area di influenza significativa. Marino è stato spostato dall’urbanistica ai lavori pubblici, assessorato di fatto retto dal consigliere Tardio, figura fiduciaria riconducibile allo stesso Manzaro. È in questo contesto che nasce l’espressione di “sindaco-ombra”, non da una costruzione giornalistica, ma da un documento ufficiale letto in Consiglio comunale dai consiglieri di Alternativa Civica e ribadito pubblicamente durante la seduta delle dimissioni della presidente Spada. Arrivando al tema più delicato, quello delle dimissioni di Ciro Pistillo, la Sindaca adotta un tono personale. “Ciro Pistillo è una persona a cui voglio tanto bene”. Ma respinge “completamente al mittente” le sue dichiarazioni su una presunta mancata trasparenza dell’amministrazione, invitando chiunque abbia notizie di reato a denunciare, aggiungendo: “Venite da me e vi accompagnerò io stessa in Procura”. Pistillo, però, offre una ricostruzione radicalmente diversa. “Ne è passato un messaggio totalmente errato e non veritiero - scrive che mi ha fatto apparire come una persona omertosa”. E ancora: “Io non ho mai nascosto nulla e non ho mai fatto illazioni: ho semplicemente chiesto spiegazioni in merito a fatti riportati dai giornali. Spiegazioni che non ho mai ricevuto”. Secondo Pistillo, la sua lettera di dimissioni non sarebbe nemmeno stata letta e il silenzio della Sindaca avrebbe esposto lui, la sua famiglia e l’intera amministrazione a dubbi e sospetti. “Sei tu, Sindaco, a mettere sotto la lente di ingrandimento tutti i componenti dell’amministrazione comunale”. Pistillo smentisce anche la versione fornita sul nucleo operativo. “A me nessuno ha mai chiesto se fossi d’accordo o mi ha informato. L’ho saputo esclusivamente dai social, a cose già fatte”. Un passaggio che rafforza l’idea di una gestione opaca delle decisioni politiche interne. Infine, l’invito pubblico a denunciare. Secondo quanto risulta, esisterebbe già un fascicolo aperto sugli affidamenti diretti riconducibili a Marino e Manzaro, fascicolo che continua ad arricchirsi. Gli accertamenti sarebbero stati avviati sulla base di un esposto presentato dal consigliere Angelo Masucci e di dichiarazioni attribuite a Bruno Savino. Quando la vicenda è esplosa pubblicamente, la Procura aveva già avviato verifiche. Di tutto questo, la Sindaca sarebbe stata a conoscenza. Non risulta però che abbia mai presentato denuncia. Alla luce di ciò, l’invito a denunciare, accompagnato dalla promessa “vi accompagnerò io stessa”, appare più come un’operazione di immagine che come una prassi realmente adottata. A oltre un anno e mezzo dall’insediamento, il dibattito pubblico di San Severo continua a ruotare attorno a rimpasti, equilibri interni e gestione dell’ordinaria amministrazione celebrata come risultato straordinario. Se davvero la Sindaca ha deciso di aprire alla stampa, come affermato nel video, allora il passaggio successivo è inevitabile. l’Attacco la aspetta in redazione, per un’intervista vera, con domande vere. Perché la trasparenza non si mette in scena, ma si pratica.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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