Il Miramare di Manfredonia pronto a riaprire i battenti ai suoi tifosi dopo mesi di attesa (non questa settimana, però) e lo Zaccheria che viceversa per la quinta volta in stagione resta desolatamente deserto sono legati dal fil-rouge di una agibilità che se per l'impianto sipontino è finalmente ritrovata, per lo stadio di viale Ofanto torna ad essere un dilemma. Come spesso accade, d’altronde, per tutti quegli impianti ubicati nel centro cittadino. A Manfredonia da giorni sono al lavoro per assemblare l’area di prefiltraggio che sino a questo punto della stagione ha rappresentato il freno per ottenere l’ok per la riapertura definitiva del Miramare, chi in queste ore ha curiosato per le vie del centro cittadino avrà notato l'enorme armamentario di cancellate assemblato per testare la bontà dell'opera realizzata. E a qualcuno è anche venuto spontaneo sottolineare: “Toh, guarda: queste cancellate mi ricordano molto quelle dello Zaccheria...”.
E qui casca l'asino, già perché sembrerebbe proprio che l'intera area di prefiltraggio predisposta a Manfredonia non solo provenga direttamente da Foggia, ma sia addirittura la stessa utilizzata allo Zaccheria. E allora la domanda sorge spontanea: vuoi vedere che col Taranto si gioca a porte chiuse perché al di là delle motivazioni addotte dall’ordinanza prefettizia, che qualche oggettiva crepa qua e là la presenta, si nasconde dell'altro? E infatti non c'è voluto molto per scoprire che la ditta New Esil srls, appaltatrice delle recinzioni allo Zaccheria, dopo circa 13 anni ha chiuso col Comune di Foggia: la società, che ha assicurato la sicurezza dello stadio per un lungo lasso di tempo, si è ritrovata fuori dai giochi infatti per non aver mai sottoscritto regolare contratto d’appalto con l’amministrazione comunale, come peraltro previsto dalla legge, avvalendosi finora solo di semplici comunicazioni effettuate dal Rup con l’avallo del dirigente di turno.
La New Esil pare abbia terminato l’ultimo affidamento per 10 partite non accettando la proroga per altre due gare. E il G.O.S (Gruppo Operativo di Sicurezza), dopo una riunione in Prefettura tenutasi lo scorso 25 luglio, avrebbe stabilito di acquisire dalla Ngt Costruzioni srl dei blocchi in cemento, i cosiddetti Betonfer per la recinzione dello stadio. Che però non sarebbero collaudati, e quindi (teoricamente) non potrebbero essere montati nemmeno quando il Foggia gioca a porte chiuse. Ne consegue che le recinzioni montate dalla precedente gestione sarebbero molto più affidabili di quelle attuali, che sono molto simili a quelle montate a Caserta e che non forniscono tutte le garanzie necessarie.
La New Esil fa riferimento alla famiglia di noti artigiani foggiani Tucci che, come si ricorderà, nel giugno del '11 salì agli onori della cronaca per l’estremo gesto dell'allora 50enne fabbro Daniele Tucci, che - salito sulla tribuna dello stadio Zaccheria - per ore minacciò di lanciarsi nel vuoto rivendicando il pagamento di lavori effettuati presso la struttura per conto del Comune di Foggia. La vicenda fortunatamente si concluse nel giro di poche ore senza conseguenze, per quanto si registrarono momenti di forte tensione nel piazzale Fratelli Sarti. Titolare di un’omonima impresa artigiana nel capoluogo dauno, Tucci aveva effettuato lavori per la messa in sicurezza dello stadio e vari altri interventi per una somma di circa 300mila euro.
Di questo credito una parte era vantata nei confronti del Comune e un’altra dal club rossonero. Il fabbro si era già reso protagonista di un’altra protesta eclatante: sempre per gli stessi motivi, un anno prima aveva disinstallato i tornelli che lui stesso aveva provveduto a sistemare presso lo Zaccheria. Le porte dello stadio restano chiuse, ma le recinzioni per il prefiltraggio continuano ad animare la discussione, con il provvedimento pubblicato ieri sull'Albo pretorio del Comune, che conferma che si sta cercando di uscire dall'impasse per risolvere quelli che comincia ad assumere tutte le sembianze del pastrocchio. Ufficialmente le motivazioni che hanno portato al divieto di accesso del pubblico per il derby odierno col Taranto non chiamano in causa l’agibilità dello Zaccheria, per cui almeno ufficialmente la questione ‘prefiltraggio’ non ha inciso sulla decisione. Ma è chiaro che le recenti riunioni del Gos hanno comportato delle valutazioni sui recenti cambiamenti.
Il 21 dicembre scorso fu emanata un’ordinanza che disciplinava la circolazione veicolare in occasione degli incontri di calcio nelle strade limitrofe allo stadio Pino Zaccheria e che ordinava di adottare i provvedimenti di circolazione, obblighi, divieti e limitazioni da 4 ore prima sino a tre ore dopo l'incontro di calcio. Nell'ordinanza si parlava anche dei "nuovi sistemi di prefiltraggio istituiti e collaudati in data 10 dicembre 2023" e "si riteneva opportuno dover ampliare, solo i tempi relativamente alle attività di montaggio e smontaggio dei predetti sistemi di prefiltraggio, da sei ore prima e sino a quattro ore dopo".
L'ordinanza del 4 gennaio, allunga ulteriormente i tempi delle operazioni di montaggio e smontaggio, fissandole da 7 ore prima della partita sino a 4 ore dopo. In sostanza, oltre mezza giornata di strada chiusa, blocchi al traffico e disagi inevitabili per i residenti.
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