Dopo poco più di un anno dall’ultimo reportage svolto dal quotidiano l’Attacco, le cose non sono purtroppo cambiate su via Alfredo Petrucci, che forse non dirà nulla alla maggior parte dei foggiani, ma ben conosciuta nella zona Nord della città, da chi frequenta principalmente il rione Candelaro: l’arteria, infatti, collega via San Severo e, più esattamente, l’incrocio di fianco l’Ufficio di collocamento, e il resto del quartiere Candelaro. Poco più di cento metri di via che costeggiano la chiesa di Sant’Alfonso e passano davanti l’ingresso di un MD sito proprio in zona. Oggi come allora, dopo le numerose segnalazioni giunte in redazione, ci siamo appostati per quasi mezza giornata con l’obiettivo di capire se il fenomeno è davvero così presente come riferito. Bene. In appena mezz’ora sono state conteggiate 12 auto che pur di abbreviare il tragitto ed evitare un semaforo hanno preferito attraversare la pista ciclabile ed entrare direttamente nel quartiere da via San Severo. Anzi, questa volta per poco non ci scappava anche la rissa.
Proprio così perché al suono di clacson di un automobilista, proprio sulla striscia blu della pista, un passante ha risposto in malo modo. “La pista ciclabile di via Petrucci – dicono i passanti – viene utilizzata principalmente per passaggio di auto e parcheggio. La situazione poi si complica ulteriormente perché su quella stessa via è presenta l’uscita di un garage condominiale.
“Da una parte si potrebbero fare continue segnalazioni alle forze dell'ordine con annesse multe per i trasgressori, così da disincentivare comportamenti nocivi sia alla viabilità che al corretto utilizzo dei mezzi - aggiungono i residenti - dall'altra crediamo sia necessario chiedere a questi concittadini, magari persone a loro vicine, di spostare semplicemente la macchina da quel punto e comprendere l'importanza di un semplice gesto”.
Tantissime volte basta veramente niente per cambiare le cose. “Ognuno di noi ha le proprie ragioni sulla propria vita, fin quando questa non nuoce o intralcia gli altri. Confidiamo speranza nel buon senso di ogni cittadino che ama e rispetta Foggia come la propria casa e farà modo e maniera per renderla vivibile, per se stesso e gli altri ”. “Abito in via Capitanata da una vita e dal mio palazzo insiste l’ingresso – e l’uscita - di un box proprio sulla stradina. Il passaggio delle auto o delle moto crea forti pericoli di incidenti, tra l’altro già accaduti in passato”- evidenzia un uomo.
“Quel tratto di strada è costantemente preso d’assalto da mezzi pesanti nonostante la presenza di paletti, poi divelti,che ne avrebbero dovuto delimitare l’area e, soprattutto, di una pista ciclabile – spiega a l’Attacco - la larghezza della pista permette di fatto il passaggio delle autovetture.
La stradina viene oggi usata come scorciatoia per chi arriva da via San Severo e vuole entrare nel rione senza dover fare tutto il giro di viale Candelaro. E non solo. Stessa cosa vale per la maggior parte delle persone che si recano al supermercato lì vicino a fare la spesa. Comprano, riempiono l’auto e via sulla pista ciclabile”.
“Ho diversi amici che abitano in quella zona e che puntualmente cercano di segnalare il problema senza però mai ricevere risposta da parte degli enti preposti – concludono un residente – bisogna accendere i riflettori su certe situazioni che nuociono alla collettività, bisogna risaltare queste problematiche anche dal punto di vista etico e morale. Bisogna far riflettere i foggiani su certe cose”.
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