A Serracapriola il primo intervento pubblico del Procuratore di Foggia sulla riforma Nordio a sostegno del No

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Quella di sabato scorso è stata per il Procuratore di Foggia Enrico Infante – insediatosi lo scorso 19 dicembre presso la Procura della Repubblica di Foggia – la prima uscita pubblica sul tema della riforma Nordio a sostegno del No. Nella serata del 24 gennaio scorso, nella splendida cornice del Castello Maresca di Serracapriola, si è tenuto l’incontro pubblico dal titolo “La riforma Nordio: perché è giusto dire no!”, promosso dalle associazioni KEEP ODV e Il Muro Invisibile ODV. L’iniziativa ha inteso offrire un momento di informazione e confronto sui contenuti e sugli effetti della riforma della giustizia, con particolare attenzione ai profili di autonomia della magistratura e di tutela dei principi costituzionali. Dopo i saluti di Paolo Rossi, presidente di KEEP ODV, sono intervenuti il Procuratore di Foggia Enrico Infante, il giudice del Tribunale di Larino Rinaldo D’Alonzo e il sostituto procuratore di Foggia Matteo Stella. A moderare l’incontro è stato il giornalista Michele Pistillo. Il Procuratore Infante, intervistato da l’Attacco, ha spiegato perché sarebbe giusto dire No, soffermandosi sulla perdita di autonomia e indipendenza della magistratura che si verificherebbe qualora prevalesse il Sì. “È giusto dire No perché il senso profondo di questa riforma è una riduzione degli spazi di autonomia nel governo della magistratura da parte del corpo dei magistrati che elegge i propri rappresentanti. Questo meccanismo viene spazzato via e quindi si rafforza l’altro pilastro del governo della magistratura, cioè la politica – ha dichiarato a l’Attacco Infante –. Quindi, si riducono gli spazi di autonomia e indipendenza della magistratura e si ampliano gli spazi di direzione della magistratura da parte dei rappresentanti della politica. Secondo me questo è un male per i cittadini e mi permetto, in quanto cittadino, di sostenerlo”. Infante, dopo aver sottolineato come sia una riforma che riguardi la società civile tutta, lascia un duplice interrogativo che sottende le motivazioni che dovrebbero far propendere per il No: “Il punto è che tipo di autorità di garanzia vogliamo nei prossimi anni. Vogliamo un’autorità di garanzia che sia espressione, di volta in volta, del vincitore delle elezioni e del continuum maggioranza-governo verso sempre chiusi orientamenti e si razionalizzano i sistemi politici occidentali? O vogliamo un’autorità di garanzia che non sia in una maniera o in un’altra anch’essa espressione del potere esecutivo, ma sia veramente terza rispetto al potere esecutivo?”.

“Complessivamente, rilevo che c’è una buona qualità del dibattito pubblico e ci siano confronti di livello. Certo, poi c’è stampa e stampa. Ci sono organi di stampa che legittimamente scelgono di avere una posizione schierata in un senso o in un altro. Però complessivamente, vedendoli tutti e non fossilizzandosi sull’una o l’altra testata, il dibattito mi pare di buon livello – risponde il Procuratore in merito all’inserimento nel dibattito pubblico sulla riforma Nordio da parte della stampa –. Se mi consente una battuta, che una volta sentii da una mia insegnante di filosofia al liceo, che diceva: “Peggio di chi non legge nessun libro è chi legge un solo libro”. L’invito è, per il dibattito sugli organi di stampa e in generale sui mezzi di comunicazione, di non limitarsi a uno solo. Vedendone vari, si ha un bel quadro e poi ci si può fare meditatamente la propria opinione”. “Abbiamo deciso di organizzare questo incontro per far sì che luoghi come Serracapriola oltre a essere periferia geografica, non siano anche periferia del pensiero. Quindi, crediamo che sia necessario in territori come questo discutere di argomenti così importanti e metterli al centro del dibattito pubblico”, ha affermato a l’Attacco Paolo Rossi, presidente dell'associazione KEEP ODV. Che poi ha espresso parole di apprezzamento per l’importante presenza della serata: “Siamo molto contenti di poter ospitare il Procuratore. Per noi è un messaggio molto importante: si tratta di essere vicini a territori periferici ma soprattutto alle iniziative che partono dal basso”. In conclusione, l’architetto ha ribadito il valore dell’iniziativa: “A volte è difficile accendere il dibattito pubblico in piccoli borghi. Con ospiti di alto profilo abbiamo analizzato le ragioni del No in modo concreto e non ideologico: criticità tecniche, impatti reali sul funzionamento del sistema e possibili effetti collaterali. L’obiettivo è offrire strumenti di comprensione, creare valore informativo e favorire una scelta consapevole, partendo dal territorio e dal confronto serio”. È stato presentato un decalogo del NO, dieci buone ragioni per non approvare la riforma Nordio: 1) è la prima volta che il potere esecutivo decide di limitare profondamente il ruolo del potere giudiziario; 2) il vero obiettivo: indebolire il CSM, garante dell’indipendenza dei giudici dal potere politico; 3) la riforma rende più facili le pressioni indebite della politica sulla giustizia; 4) sorteggio casuale dei membri togati: un CSM meno competente è meno efficiente e più indifeso; 5) la riforma incoraggia la scelta pilotata dei membri laici in quota alla maggioranza; 6) un PM più forte e un CSM più debole: uno squilibrio pericoloso; 7) la separazione delle carriere è spesso l’anticamera di un controllo politico diretto sui PM; 8) la riforma non rende la giustizia più efficiente: la rende meno indipendente; 9) il potere disciplinare sui giudici passa a un organo nuovo, esterno e più permeabile; 10) un attacco alla magistratura è sempre un attacco alla democrazia.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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