Si è svolta ieri sera, al Palazzetto dell’Arte di Foggia, un’iniziativa pubblica organizzata da Forza Italia in vista del Referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo. Al centro dell’incontro, il quesito sulla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, sostenuto dal fronte del Sì.
Al tavolo dei relatori erano presenti gli onorevoli Giorgio Lovecchio e Giandiego Gatta, parlamentari di Forza Italia; Paolo Dell’Erba, consigliere regionale; Carlo Dercole, responsabile provinciale per il Sì e segretario cittadino di Forza Italia Cerignola; l’avvocato Pasquale Rinaldi, di Monte Sant’Angelo, già professore di Diritto costituzionale all’Università di Foggia, legato al centrodestra; gli onorevoli Davide Bellomo, responsabile regionale per il Sì, e Mauro D’Attis, segretario regionale di Forza Italia. In collegamento telefonico è intervenuto anche Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia.
In platea erano presenti circa cinquanta persone, tra cui Rosa Caposiena, presidente del Consiglio comunale di San Severo; i consiglieri comunali foggiani Raffaele di Mauro, Pasquale Cataneo, Franco Nunziante e Nunzio Angiola; Paolo Latorre e Daria Cascarano, segretaria cittadina di Fratelli d’Italia, oltre a un gruppo di giovani della giovanile del partito.
Nel corso degli interventi, D’Attis ha affermato: “Siamo per la separazione delle carriere perché la riteniamo corretta. È falso dire che questa riforma sottoponga la magistratura al governo. Può aiutare anche a recuperare una reputazione intaccata, come dimostra il caso Palamara”.
Dercole ha annunciato una serie di incontri sul territorio: “Votare Sì è un atto di libertà. Con questa riforma si rompe la commistione tra giudice e pubblico ministero e si introduce il sorteggio al Csm”.
Bellomo ha invitato a leggere il testo della riforma: “L’articolo 3 afferma che la magistratura è autonoma e indipendente da ogni altro potere”.
Rinaldi ha richiamato i lavori dell’Assemblea costituente: “Oggi vedo segnali di un equilibrio istituzionale che rischia di saltare”.
Sisto ha definito la separazione delle carriere una battaglia di civiltà: “Il giudice deve essere distante dal pubblico ministero come dall’avvocato. Un giudice davvero terzo rende la giustizia più affidabile”.
L’iniziativa si è conclusa con un invito alla mobilitazione in vista delle date referendarie.
Domani su l’Attacco un ampio approfondimento.
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