Pino Longo, l’uomo “tra le linee” che attraversa politica e burocrazia: chiave dei precari equilibri di palazzo

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Nel complesso e stratificato equilibrio amministrativo del Comune di San Severo, da vari lustri si staglia imperiosa la figura del segretario generale Pino Longo. Un autentico uomo tra le linee, utilizzando una metafora calcistica che ben restituisce la sua collocazione tra politica e tecnostruttura. Un ruolo di raccordo che, secondo diverse ricostruzioni, gli avrebbe consentito negli anni di incidere su molte delle principali partite amministrative cittadine, generando allo stesso tempo riconoscimenti professionali e attriti interni. In questa fase, uno dei fronti più delicati riguarda il suo rapporto con la dirigente ai servizi sociali Silvana Salvemini, rigorosa lady di ferro nell’applicazione delle regole e protagonista di un approccio gestionale distante da quello attribuito al segretario. La convivenza tra due modelli organizzativi opposti si inserisce in un contesto già segnato dalle tensioni politiche che attraversano da tempo l’amministrazione guidata dalla Sindaca Colangelo, alle prese con una maggioranza segnata da dimissioni, azzeramenti e cambi di casacca. Il profilo professionale di Longo racconta una carriera consolidata nella pubblica amministrazione, con una formazione che comprende lauree in scienze politiche e giurisprudenza, abilitazione alla professione forense e iscrizione all’albo dei segretari comunali in fascia A+. Dallo scorso anno ricopre l’incarico di segretario generale del Comune di San Severo dopo numerose esperienze nello stesso ente e in diversi comuni del territorio. Secondo ricostruzioni raccolte da fonti interne alla realtà politico-amministrativa cittadina, Longo rappresenterebbe una figura capace di muoversi con disinvoltura tra gestione tecnica e dinamiche politiche, attestandosi stabilmente come punto di riferimento e trait d’union con diversi portatori d’interesse. Una fonte ricostruisce così il suo percorso. “Longo nasce socialista. Poi, nel tempo, coltiva la carriera da segretario comunale. Dopo Tangentopoli si allontana dall’area socialista in senso stretto, mantenendo comunque amicizie e contatti con storici dirigenti del garofano come Pino Lonigro. Insomma, viene dalla Prima Repubblica. Per le sue capacità e per le incapacità degli attuali amministratori, è diventato un punto di riferimento centrale per questa amministrazione. Non è uno di quei segretari che svolge le funzioni di notaio. Lui segue da vicino l’attività amministrativa, e siccome intorno ha terra bruciata, a livello di preparazione, ha tanto campo libero”. 

La stessa fonte ricostruisce il rapporto complesso con l’ex Sindaco Francesco Miglio, con cui la collaborazione si sarebbe incrinata alla vigilia delle elezioni del 2019. “Quando Longo si è trovato di fronte uno come Miglio, con i cosiddetti attributi, è andato in rotta. Se il politico si affida completamente al dirigente, significa che non conta niente. Quando accade, è sempre colpa del politico che non studia abbastanza. Mai del dirigente. Longo, avendo delle competenze che la politica di adesso non ha, pretende di ottenere delle cose che non gli spettano o, viceversa, fa delle cose che la politica magari non vuole che faccia, però allo stesso tempo non è in grado di contrastarlo. Naturalmente sempre seguendo i criteri di legge. Non parliamo di cose illecite. Il punto è tutto qui. Lui è più preparato degli attuali amministratori. Con Miglio, invece, era diverso. Quindi la partita l’hanno gestita insieme. Perché hanno rotto? È successo, secondo me, ma non posso dare conferma, perché al ballottaggio del 2019, siccome tutti davano Miglio per spacciato, Longo provò strategicamente a riposizionarsi su Marianna Bocola. Poi Miglio vinse e la loro collaborazione terminò”.

Sempre secondo la stessa ricostruzione, il ritorno a San Severo nell’attuale fase politica sarebbe stato favorito da specifici equilibri interni alla coalizione. “Oggi Longo ha un ottimo rapporto con la presidente del Consiglio comunale Rosa Caposiena. Non so se solo per reciproca stima o per interesse. L’interesse di Longo è sempre stato soltanto quello di essere riconfermato nel ruolo. Solo il passo falso del 2019 lo ha spodestato. Tuttavia, lui è prossimo alla pensione. Per cui non credo che al momento gli interessi troppo. E poi la legge sui segretari è ridicola. Se un Sindaco ha il potere di toglierti, è ovvio che tu da segretario devi seguire la politica. Colangelo lo ripesca tramite Giuseppe Manzaro. Lei non decide niente. Le sta bene perché è bravo, le risolve un sacco di problemi. Manzaro è quello che sta su tutto. È lui il vero Sindaco, il regista. È storia nota, ormai. Senza di lui non si muove niente”. 

Una seconda fonte insiste sul peso operativo del segretario e sul riconoscimento professionale di cui gode. “Longo si sente il Sindaco, da sempre. Scavalca la politica, perché è oggettivamente bravo. Litiga con Miglio perché a Miglio, ovviamente, questa cosa dava particolarmente fastidio. Ma Miglio aveva il polso per tenerlo a bada. Viceversa, a persone meno esperte Longo appare come una figura cui fare riferimento, uno preparato. Longo è un grande lavoratore. È importante per il Comune di San Severo. È uno che si impegna molto. Riesce a risolvere cose complesse. Ci tiene a fare le cose in maniera lecita e lineare. È una persona perbene, e questa è la premessa”. 

Nel sistema di relazioni istituzionali descritto dalle fonti, Longo viene indicato come figura vicina ad alcuni esponenti della maggioranza, tra cui il consigliere di Fratelli d’Italia Leonardo Lallo e la presidente del Consiglio comunale Rosa Caposiena. Sul caso di presunta incompatibilità che ha riguardato quest’ultima, con l’intervento dell’Autorità nazionale anticorruzione, una fonte afferma: “L’aggancio principale di Longo è Lallo, ma ha un legame molto stretto anche con Caposiena. Anche perché a Palazzo Celestini gli uffici della presidenza del Consiglio e della segreteria sono adiacenti, quindi la collaborazione è anche più agile in quest’ottica, al di là dei rapporti personali e politici. Sulla questione di Caposiena, infatti, Longo ha fornito delle risposte che o sei ciuccio o vuoi coprire qualcosa. E Longo non è ciuccio”. 

La stessa ricostruzione collega la scelta del segretario agli equilibri politici interni. “Quando Longo venne scelto, Lallo fu decisivo. Vennero ricevuti sia lui che Rosati. Ma fu Manzaro, alla fine, che convinse Colangelo a prendere Longo”. 

In questo quadro si inserisce il rapporto conflittuale con la dirigente ai servizi sociali Silvana Salvemini, professionista con un percorso consolidato tra Manfredonia, Foggia e San Severo, con responsabilità dirigenziali in ambiti complessi e competenze maturate anche in ambito accademico e formativo. La gestione dei servizi sociali sanseveresi rappresenta uno dei settori economicamente più rilevanti dell’ente, con un volume annuale di risorse che sfiora i 51 milioni di euro tra finanziamenti, voucher e assegni sociali, e con un flusso costante di procedure amministrative. Secondo una fonte, lo scontro tra Longo e Salvemini deriverebbe da impostazioni gestionali profondamente diverse. 

“La contropartita di Fratelli d’Italia era Silvana Salvemini, che fu voluta sempre da Manzaro, perché gliel’aveva consigliata un amico. Sono andati anche a pranzo, qualche volta, Salvemini, Manzaro e questo amico, in modo da stringere, nelle intenzioni di Manzaro, un rapporto di amicizia. Ovviamente Salvemini non è per niente stupida, per cui non si è fatta certo imbambolare da Manzaro. Adesso i rapporti tra Longo e Salvemini sono pessimi, perché Longo mette il naso ovunque mentre Salvemini è l’esatto opposto. Sono due persone perbene, ma agli antipodi”. La stessa fonte descrive anche alcune dinamiche interne agli uffici. “Alcuni dipendenti dell’ufficio cultura avevano preso l’abitudine di andare da Longo a lamentarsi di Salvemini, che per il suo atteggiamento è una molto divisiva. O si ama o si odia. Facevano come i bimbi che vanno dalla maestra. Salvemini lo veniva a sapere e si incavolava. E aveva ragione”. 

Dalle testimonianze raccolte emerge quindi il ritratto di due figure considerate entrambe solide sul piano professionale ma portatrici di visioni organizzative difficilmente conciliabili. “Parliamo di due professionisti molto validi, ma completamente diversi nel modo di operare. Lei è intransigente, lui invece cerca sempre di conciliare, e quindi sono ai ferri corti. Questa è la causa di tutto”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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