Un incontro pubblico per discutere del referendum costituzionale sulla giustizia e spiegare ai cittadini le ragioni del NO. È ciò che si è svolto sabato 14 marzo a Vieste, nella sala convegni dell’hotel Falcone, su iniziativa della consigliera regionale Rossella Falcone. Al tavolo magistrati e rappresentanti istituzionali che hanno affrontato i punti più discussi della riforma in vista del voto del 22 e 23 marzo.
Tra gli interventi più attesi quello del procuratore della Repubblica di Foggia, Enrico Infante, che ha posto l’accento sui possibili effetti della riforma sull’autonomia della magistratura: “Ritengo sia importante votare NO perché la riforma costituzionale erode gli spazi di autonomia e indipendenza della magistratura e incrementa l’influenza della politica sulla giustizia”, ha spiegato a l’Attacco.
Secondo il procuratore alcuni meccanismi previsti dal nuovo assetto rischiano di alterare l’equilibrio attuale: “Il giudice disciplinare potrebbe essere composto in maggioranza da designati della politica e non da magistrati, mentre il sorteggio negli organi di governo riduce la possibilità dei magistrati di fare maggioranza tra loro e di evitare influenze esterne”.
Ma per Infante il punto centrale riguarda soprattutto la tutela dei cittadini: “Il problema non è per i magistrati ma per i cittadini, soprattutto per i soggetti più deboli. Se la carriera di un magistrato dipende dalla politica può nascere la tentazione di non disturbare il potente di turno”.
Sulla riforma si è soffermato anche il presidente del Tribunale di Bari, Alfonso Orazio Maria Pappalardo, che ha invitato a guardare ai problemi concreti del sistema giudiziario. “Questa riforma non avvicina i cittadini alla giustizia perché i nodi veri riguardano la durata dei processi, la rapidità delle decisioni e l’effettività delle garanzie. Su questi aspetti non offre risposte” - ha detto ai microfoni dell’Attacco.
Il magistrato ha anche richiamato la complessità della materia: “La giustizia è un tema tecnico e molto delicato. È giusto che i cittadini partecipino al dibattito, ma alcuni aspetti richiedono strumenti di conoscenza specifici”.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di incontri pubblici organizzati sul territorio per spiegare i contenuti della riforma e favorire un confronto diretto in vista della consultazione referendaria.
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