I lavori sono stati aggiudicati il 16 luglio 2020 dalla Rti costituita dalle società Arace Laboratori srl e Ditta Geoprove srl per un importo di 728.026,81 euro al netto di Iva.
Discorso diverso va fatto per le discariche di penultima generazione perché queste dovevano essere ben isolate dal sottosuolo e dotate di sistemi di raccolta del percolato, dotazione questa spesso non ben tenuta come nel caso delle ex discariche comunali di Foggia dove solo dopo il fallimento di Amica, e grazie all'azione di Raphael Rossi consulente del Sindaco Mongelli, si è potuto conoscere che la discarica in uso aveva falle nei teli di contenimento ha ricordato Giorgio Cislaghi, voce di spicco della comunità foggiana da sempre interessato al tema della gestione dei rifiuti -. In seguito, per l'insano progetto di sfruttare lo spazio esistente tra le due discariche ex Agecos e la Frisoli, con le prime indagini ambientali si è scoperto che la zona delle due discariche è inquinata cosa che ha portato ad accantonare il progetto di ampliamento delle discariche e conseguentemente all'emanazione del divieto di prelievo di acque dal sottosuolo per un'area di un chilometro dalle discariche stesse.
Pochi anni dopo, con la sospensione dell'autorizzazione alla costruzione di un impianto per trattare i fanghi dei depuratori, si è potuto apprendere che un terreno nelle vicinanze dell'impianto di biostabilizzazione dei rifiuti è inquinato. A pochi metri dal terreno inquinato è prevista la costruzione di un impianto per la digestione anaerobica della Forsu (un biodigeritore per trattare la frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani) e della discarica di servizio e soccorso necessaria per l'ultimare le dotazioni indispensabili per l'impianto di biostabilizzazione gestito da Amiu Puglia.
Probabilmente evidenzia Cislaghi - è per questa situazione ambientale compromessa, che limita fortemente le possibilità produttive delle aziende agricole e rende incerti i piani di implementazione produttiva per il trattamento dei rifiuti, che è scaturita l'esigenza di procedere alla caratterizzazione ambientale dell'area delle discariche esaurite. Il Comune di Foggia, su iniziativa del Servizio Ambiente, ha partecipato al bando P.O.R. Puglia Fesr 2014-2020 aggiudicandosi i fondi per la %u2018esecuzione di tutte le attività occorrenti per eseguire e dare completamente ultimate le indagini geognostiche ed ambientali comprensive di analisi chimiche di laboratorio per la caratterizzazione dei terreni, delle acque sotterranee e di percolato nel sito ubicato in contrada Passo Breccioso di Foggia a circa Km 10 dal centro abitato, come meglio descritti negli elaborati del progetto esecutivo'. I lavori in questione erano considerati estremamente urgenti tanto che al punto 5 del bando di gara per la loro esecuzione si legge: %u2018Il minor tempo di esecuzione dei lavori è oggetto di offerta e, pertanto, il termine stabilito per l'ultimazione sarà conseguentemente modificato sulla base del tempo ridotto offerto dall'impresa aggiudicataria. Per ragioni di urgenza, l'impresa si impegna in sede di offerta, a dare inizio ai lavori anche in assenza di contratto ed a seguito della comunicazione di aggiudicazione dell'appalto ai sensi dell'art. 32 commi 8 e 13 del d.lgs. 50/16 e s.m.i.'.
I lavori sono stati aggiudicati il 16 luglio 2020 alla Rti costituita dalle società Arace Laboratori srl e Ditta Geoprove srl per un importo di 728.026,81 euro al netto di iva più %u20AC8.359,78 per oneri della sicurezza ed il contratto tra Comune di Foggia e la Rti è stato firmato il giorno 12 ottobre 2020, come l'attacco aveva raccontato qualche mese fa.
Vista l'urgenza delle indagini ambientali ci si aspettava che, come da bando di gara che è vincolante per le parti, i lavori iniziassero già nel mese di agosto (non si era neanche sottoposti a restrizioni causa Covid-19) o che almeno, in deroga al bando, questi cominciassero subito dopo la sottoscrizione del contratto di appalto ed è sulla base di queste considerazioni che nel mese di febbraio 2021 chiedevo al Servizio Ambiente del Comune di Foggia informazioni sullo stato dei lavori e se vi fossero i primi dati delle analisi effettuate ricevendo, a mezzo pec, dallo stesso servizio la seguente comunicazione: %u2018In merito alla questione posta e vista la nota prot. gen. n. 22729 del 02.03.2021 a firma del coordinatore del servizio contratti si informa la S.V. che al momento i lavori risulterebbero non iniziati. Per ulteriori informazioni potrà rivolgersi direttamente al responsabile del procedimento. (firmato) Servizio Ambiente'.
Tralasciando l'inusuale fatto che il documento non riporta la firma di chi ha scritto lo stesso assumendosene le responsabilità, tralasciando il fatto che è il servizio ambiente ad aver emesso il bando di gara viene da chiedersi come sia possibile che chi si deve occupare dell'ambiente del Comune non sappia a che punto sono i lavori che lo stesso servizio considera urgenti e che chi a redatto la risposta non si sia premurato di chiedere spiegazioni sui presunti ritardi dei lavori, si chiede Cislaghi.
Va ricordato che le note richiamate nel bando, dell'art. 32 commi 8 e 13 del d.lgs. 50/16, impongono che sia il committente dei lavori a impartire i documenti che autorizzano l'inizio dei lavori stessi in urgenza tutelando l'azienda che si è aggiudicata l'appalto e, quindi, c'è da chiedersi se detti ordini di lavoro siano mai stati emessi.Non resta che esprimere stupore per come le questioni ambientali vengono trattate da questa Amministrazione, da come siano ignorate le ricadute economiche sulle attività agricole e di quali siano i tempi per affrontarle, da come a parole i lavori per conoscere la situazione ambientale siano urgenti, tanto da prevederlo chiaramente nel bando, quanto poi siano dilatati i tempi per iniziare gli stessi lavori. Questo ennesimo esempio di %u2018sciatteria amministrativa', sempreché corrisponda al vero la nota ricevuta, la dice lunga su come l'Amministrazione Comunale vuol trattare le questioni ambientali perché conoscere cosa si è fatto di male all'ambiente negli anni passati serve per pianificare le bonifiche ambientali usufruendo di altri fondi messi a disposizione dall'Unione Europea con le benefiche ricadute sull'economia agricola nella zona interessata dai divieti e recuperando terreni per implementare la dotazione di impiantistica del territorio come l'impianto per trattare la Forsu e la discarica di servizio per l'impianto di biostabilizzazione di proprietà del Comune di Foggia, conclude Cislaghi.
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