“Tema del dissesto gestito totalmente dal commissario di governo, opportuno sarebbe dare più spazio ai Sindaci”

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Sono complessivamente tre i Comuni della Capitanata su cui insiste l’invaso di Occhito: Carlantino, Celenza Valfortore e San Marco La Catola. Sant'Elia a Pianisi, Macchia Valfortore, Pietracatella, Gambatesa e Tufara sono i Comuni per la parte relativa alla provincia di Campobasso. Ma sono Macchia e Carlantino che si fronteggiano e che condividono un territorio particolarmente ricco di frane e su cui il geologo Vincenzo Troncone ha posto l’attenzione.

Il rischio potrebbe essere quello di una tracimazione delle acque dell’invaso che seguirebbero poi il percorso del fiume Fortore fino al mare con imprevedibili (e incalcolabili) danni al territorio. Va detto che nel tragitto che compirebbe l’acqua non ci sono centri abitati ma ad avere la peggio potrebbero essere le numerose attività produttive presenti e le persone che vi operano.

Come è noto e come ha fatto notare anche il Sindaco di Carlantino, Graziano Coscia a l’Attacco “l’argomento in questione è di competenza del commissario di governo per il contrasto del dissesto idrogeologico nella Regione Puglia” e non dei Comuni. Il commissario ha il compito di provvedere all'attuazione di interventi prioritari e urgenti di mitigazione del rischio idrogeologico sul territorio regionale bypassando in qualche modo le lungaggini burocratiche che i normali iter comportano. 

Il passaggio delle competenze a questa figura ha sostanzialmente tagliato fuori dalla maggior parte delle decisioni proprio gli enti locali su cui quelle stesse decisioni vengono calate. “Per quanto riguarda il nostro Comune – ha illustrato a l’Attacco il Sindaco di Celenza Massimo Venditti -, non siamo interessati da particolari fenomeni franosi soprattutto a ridosso del lago, sicuramente ci sono criticità più importanti nel Comune vicino di Carlantino e per le quali di recente è stato finanziato un intervento da 700 mila euro di cui però si occupa direttamente la Regione. Il dissesto che insiste sul nostro territorio è di minore entità e si concentra intorno all’abitato e su cui sono stati effettuati dei lavori. Ma tutto il procedimento è in capo alla Regione e alla struttura commissariale. In passato, negli scorsi anni, erano gli enti locali a progettare, mettere a gara, appaltare e realizzare i lavori per mitigare il dissesto. I Sindaci venivano convocati ai tavoli per poter esporre segnalazioni e pianificare interventi, ora di tutto questo, come dicevo si occupa la Regione. Tutto quello che noi possiamo fare è limitarci a segnalare dei problemi, dopodiché arrivano i tecnici della Regione che si occupano di eseguire i rilievi del caso. Oggi a noi compete al massimo fare piccoli lavoretti, per qualche fenomeno minore, ad esempio di recente noi ci siamo candidati per un bando da 260 mila euro per sistemare un breve tratto di una strada. Il punto è che sarebbe da capire se rendere i Comuni marginali abbia davvero velocizzato la realizzazione delle opere, come è accaduto per la ricostruzione del ponte Morandi a Genova. Ma la sensazione è che non sia così”.

In alcune circostanze, rileva Venditti, le amministrazioni comunali hanno dimostrato di essere molto più veloci.
“Del resto una maggiore partecipazione dei Comuni sarebbe auspicabile, considerato che le sentinelle del territorio siamo noi. Io, ad esempio, vivo a Celenza, con la mia famiglia, chi meglio di me sa cosa serve e cosa succede qui? Emblematici sono i casi in cui arrivano finanziamenti che non rispondono alle reali esigenze del territorio. Senza contare che spesso accedere ai bandi diventa complicato non solo per le procedure in sé ma anche perché nei nostri piccoli Comuni i tecnici sono in servizio due volte a settimana e tutto si complica ulteriormente. Quindi sì, sarebbe auspicabile una maggiore presenza dei Sindaci e un maggiore potere d’azione soprattutto in questioni così importanti. Non possiamo ridurci solo a fare la parte di quelli che chiedono le tasse ai cittadini”.

Al momento risulta in corso l’iter per la realizzazione del Fsc 2014-2020, piano operativo ambiente che prevede interventi per la tutela del territorio e delle acque. Secondo atto integrativo all'Accordo di programma MATTM - Regione Puglia finalizzato alla programmazione e al finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico (Piano frane II) con interventi per la riduzione del rischio idrogeologico, in particolare il consolidamento della frana Rione Toppo - Diga di Occhito con il completamento X lotto nel Comune di Carlantino.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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