Una delle soluzioni che la Regione Puglia aveva prospettato per fronteggiare la crisi idrica della Capitanata era quella di approvvigionarsi dal vicino Molise di acqua che, a detta di tanti, verrebbe sversata in mare. Nel gennaio 2021 l’assessore regionale al bilancio e vicepresidente dem Raffaele Piemontese aveva annunciato il progetto per portare acqua dal Molise alla Puglia grazie alla realizzazione di un'opera importante, del costo stimato in 10 milioni di euro, per costruire una condotta di 10 chilometri, dalla diga del Liscione fino ad un impianto di potabilizzazione nei pressi della diga di Occhito, per l'irrigazione delle campagne pugliesi.
“Ci sono state già delle interlocuzioni tra la Regione Puglia con il presidente Emiliano e la Regione Molise per fare in modo che il terzo lotto della Finocchito possa essere realizzato e che da 40 a 70 milioni di metri cubi d'acqua, questo è il range, possano essere convogliati nel potabilizzatore di AqP che si trova a Finocchito. Questo consentirebbe all'acqua presente nell'invaso di Occhito di essere utilizzata in misura maggiore per l'agricoltura, perché quell'acqua che viene dal Molise, essendo potabile, entrerebbe direttamente nelle reti idriche che vanno a Foggia città e nel territorio della provincia”, aveva annunciato Piemontese.
Addirittura si parlò di tempi brevi per la realizzazione dell’opera: un anno e mezzo o al massimo due.
Progetto su cui ci fu (e c’è ancora oggi) una disputa molto accesa tra le forze politiche molisane in consiglio regionale, tanto che ad un certo punto arrivò anche un esposto in Corte dei conti per fermare il transito dell’acqua da una regione all’altra. Da allora in realtà non se ne fece nulla, ha riparlato di recente della famosa condotta il deputato Giandonato La Salandra. A fine agosto in un Ordine del Giorno della Camera, su richiesta del meloniano, è inserita infatti la realizzazione del collegamento di 10 chilometri dalla diga del Liscione per portare in Puglia, ogni anno i tanto attesi 40-60 milioni di metri cubi d’acqua.
Ma indiscrezioni dalla regione limitrofa riferiscono che l’opera potrebbe essere definitivamente accantonata.
A ricordare gli impegni assunti dalla Regione Molise nel 2021 a settembre scorso ci ha pensato la consigliera Micaela Fanelli, in quota Pd: “Il consiglio approvò la mozione a mia prima firma, che impegnava il presidente Toma a ‘definire una programmazione idrica regionale, garantendo che l’erogazione avvenga prioritariamente per i bisogni civili e produttivi del Molise e che nessuna altra erogazione verso altre regioni possa essere fatta se non risulta l’assoluta certezza di tale soddisfacimento di fabbisogno’. Cioè, nessuna preclusione a condividere la nostra acqua con altri territori, stante però la necessità di assicurare, prioritariamente, i fabbisogni di tutti i molisani, che mai come quest’anno stanno soffrendo della carenza di risorse idriche dovute alla siccità e alle reti colabrodo”.
In quella occasione, ricorda la dem l’aula diede mandato al governatore anche “di verificare gli accordi stipulati con la Regione Puglia nel 1979 e il rispetto degli stessi, al fine di definire la programmazione attesa da oltre 30 anni, per procedere ad una equa compensazione circa il mancato utilizzo dell’acqua di Occhito da parte del Molise e il mancato introito derivante ed eventualmente alla stipula di un nuovo accordo. Solo successivamente, si legge nel dispositivo dell’atto approvato, si potranno servire altri territori e comunque garantendo le migliori forme di compensazione ed equo ristoro”.
Principi su cui Fanelli ha chiesto precise garanzie, in particolare in relazione proprio agli interventi richiesti dalla Regione Puglia per attingere acqua dall’invaso del Liscione tramite la famosa condotta “e che allo stato risultano difficilmente praticabili”, ha sottolineato la consigliera molisana.
Ancora di più se si considera che una ventina di giorni fa le autorità che si occupano della gestione delle acque in Molise avevano inviato una nota ai Sindaci di 41 Comuni della provincia di Campobasso e a 26 Comuni di Campania e Puglia per comunicare la necessità di intervenire sin da subito, con chiusure notturne dei serbatoi e, se necessario, anche durante alcune ore diurne. “Per compensare il continuo, progressivo e significativo decremento dell'erogazione di acqua dalle sorgenti del Matese, è obbligatorio, per i Comuni in indirizzo, effettuare chiusure notturne delle reti di distribuzione già dalla notte di oggi (era il 30 settembre, ndr) per evitare lo svuotamento di condotte e serbatoi e, se necessario, anche nelle ore diurne in relazione alle esigenze degli utenti finali serviti dalle reti di distribuzione", scrisse il dirigente Carlo Tatti in una nota contrassegnata con carattere di “urgenza”. Va da se che se il Molise è a secco, non ci sarà acqua per la Puglia tantomeno una condotta che la trasporti.
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