Maia Rigenera attende il Sì dell’amministrazione Pitta sul suo nuovo impianto di produzione di biometano

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Il titolo della proposta di delibera è lungo e complesso. Vale la pena riportarlo per esteso: “Variante sostanziale dell’impianto di compostaggio aerobico esistente della società Maia Rigenera, sito in agro di Lucera, finalizzata alla realizzazione del processo di digestione anaerobica con tecnologia wet dei rifiuti organici, già oggi autorizzati per tipologia e quantità. Realizzazione della fase di digestione anaerobica per la produzione di biometano e ammendanti”. La traduzione in italiano più comprensibile significa che l’impianto a contrada Ripatetta si farà. O almeno è questo l’intendimento dell’amministrazione Pitta che porterà l’unico provvedimento nella seduta del primo Consiglio comunale dell’anno, in programma nel pomeriggio di domani.

La questione arriverà in aula dopo essere stata analizzata in due distinte sessioni dalle due commissioni consiliari “Attività produttive” e soprattutto “Urbanistica”, perché la decisione dell’assemblea riguarderà soprattutto la variante al Piano Urbanistico Generale, così come indicato dal dirigente comunale, Pietro Savoia, che aveva sancito l’incompatibilità del nuovo stabilimento e l’ampliamento dei due capannoni esistenti rispetto alla situazione esistente, e quindi si rendeva necessaria una nuova e precisa dichiarazione sulla pianificazione del territorio propedeutica alla costruzione di uno nuovo complesso tecnologico accanto a quello esistente, autorizzato a incamerare però sempre lo stesso quantitativo di rifiuti già stabilito in precedenza (183 mila tonnellate tra frazione organica dei rifiuti solidi urbani, fanghi e sfalci di verde pubblico, ma anche feci animali, urine e letame e scarti di tessuti vegetali e legnosi), con la possibilità quindi di creare un doppio e consequenziale processo produttivo che in effetti non abbandona il compost per l’agricoltura, ma solo dopo il primo trattamento anaerobico da cui viene fuori il cosiddetto “digestato” a cui poi aggiungere il 30% di materiale “strutturante”. 

Il gruppo industriale, guidato da Antonio Salandra, aveva già incassato il parere favorevole di compatibilità ambientale della durata di cinque anni, a seguito di pronunciamento di tutti gli enti competenti che hanno preso parte alla conferenza dei servizi di competenza prima regionale e poi provinciale, durata un paio di anni, e ottenuto quindi la Valutazione favorevole di Impatto Ambientale, comunque con una serie di prescrizioni tecniche e logistiche da rispettare. Ma prima del rilascio del cosiddetto “Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale” ha bisogno di presentare proprio la variante urbanistica e la convenzione siglata con il Comune in materia di compensazioni ambientali. E per l’occasione ha messo sul piatto qualcosa di decisamente superiore alle aspettative, così come spiegato dal diretto interessato che aveva fissato in 112 mila euro all’anno l’importo calcolato nella percentuale massima del 3% del fatturato derivante dalla vendita (a 38 centesimi come prezzo 2024) di una produzione di circa 10 milioni di metri cubi. 

“E’ volontà di questa società – è stato messo per iscritto - considerare un maggior valore commerciale di vendita del gas, che tenga conto degli incentivi previsti per la produzione di biometano, riconoscendo al Comune circa 210.000 euro per una durata di 15 anni, quindi con un totale complessivo di 3.150.000 euro”. Ma nella convenzione da firmare c’è addirittura anche altro, perché nel frattempo si è aggiunta una cosiddetta “proposta migliorativa”, consistente nella realizzazione, a proprie spese, di un impianto fotovoltaico della potenza di 1 megawatt su aree eleggibili o immobili di proprietà dell’ente stesso, finalizzato alla costituzione della prima comunità energetica di proprietà comunale ma condotta direttamente dal soggetto privato che ha le opportune competenze in materia progettuale, gestionale, tecnica e di formazione del personale, con espresso incarico di coinvolgere aziende e privati che ne vogliano eventualmente far parte. 

A questo si aggiunge la cessione di circa 6 mila metri quadri di suolo della zona da adibire a parcheggio di gestione del Comune che tra gli obblighi ha pure il divieto di autorizzare altri insediamenti dello stesso tipo nelle vicinanze di quello di contrada Ripatetta. Nel testo dell’intesa risulta individuata già una precisa opera da realizzare spese di Maia, vale a dire il rifacimento di Piazza Matteotti, compresi i sottoservizi, ma sarebbero previsti anche altri interventi di definiti di “riequilibrio ambientale e paesaggistico” che le Amministrazioni di turno naturalmente concorderanno con l’azienda che aveva comunque già presentato due volte il suo intendimento a Palazzo Mozzagrugno, in altrettanti incontri in cui erano stati presentati elaborati tecnici e intenzioni produttive. 

Davanti al Sindaco Giuseppe Pitta, assessori e consiglieri di maggioranza e minoranza, Salandra aveva portato direttamente il suo ingegnere capo, Luigi Rutigliano, che ha esposto le caratteristiche dell’impianto in regime anaerobico, cioè senza emissioni nell’aria, aggiornato con le ultime inserzioni tecnologiche e strutturali disponibili, come per esempio la creazione di cinque bocche di ingresso per i compattatori rispetto all’unica attuale, ma anche tutti gli accorgimenti possibili per mitigare le emissioni odorigene nell’aria, una delle peggiori caratteristiche del processo di produzione del compost, effettivamente molto avversata dalla popolazione di un vasto territorio del triangolo che comprende anche Foggia e Troia.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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