Anche per i prossimi anni il Covid condizionerà pesantemente i bilanci e le attività della sanità pubblica, lo conferma la relazione
che accompagna l’approvazione del bilancio 2022 del Policlinico Riuniti di Foggia, che sin dalla premessa mette in evidenza che: “Le risorse per il finanziamento delle funzioni e delle attività per il triennio 2022/2024 hanno come punto cardine e prioritario quello di orientare il sistema aziendale per fronteggiare le conseguenze della emergenza sanitaria da coronavirus. Il bilancio di previsione 2022 presenta, in partenza, un reale fabbisogno di risorse finanziarie insufficienti che lo Stato dovrà necessariamente integrare e trasferire alla Regione Puglia per garantire lo sforzo da compiersi per far fronte anche per l’anno appena iniziato al contrasto della pandemia da Covid-19”.
Il finanziamento corrente assegnato al Riuniti per il 2022 è pari a quello destinato per il 2019 ma occorre un adeguamento pari al 30% per i servizi non tariffati, oltre al rimborso dei costi previsti per contrastare la pandemia. Per la parte in conto capitale saranno utilizzate le linee di finanziamento già concesse, mentre le sopraggiunte spese indifferibili ed urgenti a carico del bilancio autonomo saranno autorizzate con atto deliberativo aziendale.
Pur essendo la pandemia un avvenimento straordinario, è altrettanto chiaro che si sia manifestata l’urgente necessità di riorganizzare e sostenere con maggiori risorse il ruolo del territorio che mai come in questa circostanza avrebbe potuto impedire l’eccesso di domanda di cure riversate sulla struttura ospedaliera, colta di sorpresa a fare fronte al numero così elevato di ricoveri di pazienti in fase acuta.
Tiene conto della dura prova sostenuta dal servizio sanitario pubblico la programmazione triennale dell’Azienda che non solo vede un aumento di risorse, ma anche una previsione di spesa per l’impatto da Covid-19 di 19.583.000 di euro a copertura del 1° semestre 2022; per l’intero anno 2021 l’incremento della spesa corrente provocato dalla pandemia è stato di oltre 38 milioni di euro con un recupero, però, del gap di produzione persa nel 2020 rispetto al 2019 pari circa all’80%. “Nel caso la pandemia si dovesse protrarre anche nel 2022 – rileva la direzione strategica del Riuniti -, sarà necessario, oltre le previsioni stimate a tutto il primo semestre, incrementare ulteriormente i finanziamenti da parte della Regione Puglia per garantire i Lea”.
Anche per il prossimo esercizio finanziario verrà posta massima attenzione al contenimento della spesa relativa ai dispositivi medici che richiederà un attento e continuo monitoraggio, attesi i consistenti risparmi di spesa richiesti dalla Regione per il triennio 2022-2024 rispetto alla spesa preconsuntivata: l’obiettivo minimo di budget aziendale per i dispositivi medici per il 2021 è stato fissato a 5.422.660 di euro per poi passare a 2.711.330 nel 2022 e a 1.807.553 nel 2023. Anche per la spesa farmaceutica la Regione ha posto degli obiettivi minimi di risparmio della spesa rispetto al dato preconsutivato per il triennio 2022-2024, passando dall’obiettivo minimo di budget aziendale per il 2022 di oltre 1,5 milioni di euro a circa la metà del 2024 con 777 mila euro.
Come detto, l’Azienda ha fatto e dovrà ancora fare i conti poi con la sospensione delle prestazioni determinata dall'insorgenza dell’emergenza epidemiologica. Vi è stata inoltre la sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi e degli effetti degli atti amministrativi in scadenza, come ad esempio la proroga dei Piani Terapeutici Aifa. Con la fase 2 della gestione dell’emergenza iniziata il 4 maggio, in Puglia sono ripartite le prestazioni sanitarie non urgenti con ricoveri di elezione, visite ed esami previo appuntamento: i cittadini con prestazioni in sospeso sono stati contattati dalle strutture in base a una lista di attesa, tipo di patologia e condizione clinica con la precedenza ai pazienti già prenotati nel periodo della sospensione che non hanno potuto effettuare la prestazione, tenuto conto che quelle con codici U e B e rivolte ai pazienti oncologici non sono state mai sospese. Il Policlinico Riuniti ha richiamato circa 12 mila utenti a fronte di 24 mila prestazioni ambulatoriali sospese nel periodo dell’emergenza coronavirus a partire dal 9 marzo 2020. Ad ottobre vi è stata una seconda sospensione delle attività ordinarie che si è protratta per tutto il 2020.
Essendo da marzo 2020, ospedale Covid nella rete prevista dal Piano Regionale Pugliese, gli adempimenti previsti in relazione alle modalità e i criteri di elaborazione e approvazione del bilancio previsionale stabiliti dalla Regione Puglia “rendono molto più critico il contesto economico-finanziario nel quale l’Azienda sarà costretta ad operare nel prossimo triennio. Le risorse economiche e finanziarie che la Regione Puglia ha indicato di prevedere in bilancio sono quelle assegnate nell’anno 2019. Resta confermato anche per l’anno 2021, in conseguenza dell’ultimo Protocollo d’intesa Regione Puglia - Università degli Studi di Foggia - Facoltà di Medicina e Chirurgia, la riduzione del contributo di un punto percentuale corrispondente 4 milioni di euro. Resta ineludibile che l’emergenza sanitaria abbia determinato una consistente flessione di tutta la produzione aziendale ed in modo particolare di quella in regime di ricovero ordinario”.
Con i numeri alla mano, tra ricoveri ordinari, day hospital e day surgery e prestazioni ambulatoriali, l’ospedale nel 2019, cioè nell’ultimo anno pre Covid l’ospedale aveva incamerato 147,3 milioni di euro, scesi a 124,4 nel 2020, per rivedere lo scorso anno una leggera risalita, a 131,3 milioni, pari ad un incremento del 5%. Per quanto riguarda la produzione extra regionale, nel 2019 era pari a 5.010.521,38 di euro, nel 2020 3.862.961,35 e nel 2021 era di 3.483.257,70. La regione che maggiormente contribuisce a questo dato complessivo è la Basilicata con 1,16 milioni di euro dell'ultimo anno, anche se nel 2019 erano 1,8 milioni. Segue la Campania con 740mila euro, che però nel 2019 erano 1,27 milioni. Al terzo posto c'è il Molise con quasi 600mila euro, in ripresa nel 2021 rispetto ai 435 mila del 2020. Picco di spesa dalla Sicilia passata dai 40 mila euro del 2019 ai 99 mila del 2021. Significativo anche il contributo proveniente dalla Lombardia: nel 2019 la spesa si attestava intorno ai 227 mila euro per passare a 310 mila nel 2020 e ridursi a 143 mila nel 2021. La spesa meno rilevante è quella delle province autonome di Trento e Bolzano da cui complessivamente arrivano 1400 euro. Il dato riferito ai pazienti residenti in Puglia invece vede una spesa nell'anno 2019 pari a circa 97 milioni di euro, scesi a 82 nel 2020 e ulteriormente calati nell'ultimo anno a 78 milioni di euro.
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