“Se non fosse stato approvato il decreto legge mercoledì sera, avrei disposto con mia ordinanza la sospensione delle lezioni in presenza
nelle scuole della mia città”, a parlare è il Sindaco di Torremaggiore, Emilio Di Pumpo che alla vigilia dell’Epifania aveva incontrato i dirigenti scolastici per valutare un piano d’azione volto a contenere il diffondersi dei contagi da Covid, nel periodo post festività. Ed in effetti di comune accordo, si era giunti alla conclusione che due settimane di didattica a distanza avrebbero risposto al principio di prudenza che il moltiplicarsi delle positività suggeriva.
“Dopo le disposizioni del Governo abbiamo deciso che non avrebbe avuto senso l’ordinanza sindacale, ci affidiamo quindi alle regole fissate dal Consiglio dei ministri, confidando che siano efficaci. Certo, in mancanza del decreto avremmo fatto altre scelte ma rispettiamo l’orientamento del Governo, evitando di lanciarci in decisioni sensazionalistiche e inutili corse in avanti”, ha aggiunto il primo cittadino. Viene dunque meno anche il provvedimento, pure annunciato, attraverso cui il Sindaco avrebbe disposto la sospensione delle attività ludiche e ricreative per i ragazzi fino ai 18 anni.
L’orientamento del Governo era chiaro già nei giorni scorsi quando era stata esclusa categoricamente possibilità di sospendere le lezioni in classe. Diverse le novità del DL circa le regole per la gestione dei casi di positività.
Nella scuola dell’infanzia, già in presenza di un caso di positività, è prevista la sospensione delle attività per una durata di dieci giorni.
Alle elementari invece, con un caso di positività, si attiva la sorveglianza con testing. L’attività in classe prosegue effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività, test che sarà ripetuto dopo cinque giorni.
In presenza di due o più positivi è prevista, per la classe in cui si verificano i casi di positività, la didattica a distanza per la durata di dieci giorni.
Per la scuola media, liceo, istituti tecnici e via di seguito fino a un caso di positività nella stessa classe è prevista l’auto-sorveglianza e con l’uso, in aula, delle mascherine Fpp2. Con due casi nella stessa classe è prevista la didattica digitale integrata per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni, che sono guariti da più di 120 giorni, che non hanno avuto la dose di richiamo.
Per tutti gli altri, è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’auto-sorveglianza e l’utilizzo di mascherine Fpp2 in classe. Con tre casi nella stessa classe è prevista la Dad per dieci giorni.
“Al momento non ricorrono i presupposti per chiudere le scuole”, ha invece dichiarato a l’Attacco il Sindaco di San Severo Francesco Miglio che esclude anche altri tipi di restrizioni. Dello stesso avviso anche Francesco Bonito, Sindaco di Cerignola, città in cui le lezioni riprenderanno regolarmente.
Scuole aperte anche a San Giovanni Rotondo, il Sindaco Michele Crisetti non pensa di sospendere le lezioni, riferiscono dal municipio.
A Lucera oggi è previsto un incontro politico tra Giuseppe Pitta e i suoi per ragionare sul da farsi, la sollecitazione arrivata da alcuni dirigenti scolastici è quella di effettuare uno screening di massa prima di tornare in classe, vale a dire test salivare per circa 3 mila studenti (solo nel primo ciclo) e per 3-400 docenti, numeri che renderebbero le operazioni quanto meno complesse, nei tre laboratori della città e nelle farmacie. Al momento però la situazione non desta particolari preoccupazioni, potrebbe invece rappresentare un problema la positività degli insegnanti per i quali mancano i sostituti. Ma se ne saprà di più oggi.
Era orientato alla sospensione delle attività scolastiche anche il Sindaco di San Nicandro Garganico Matteo Vocale, che come il suo collega di Torremaggiore, alla luce delle nuove disposizioni governative potrebbe non intervenire. “Con gli altri sindaci avevamo deciso di muoverci concordando le scelte e adottando provvedimenti più o meno simili – ha sottolineato Vocale a l’Attacco -. A questo punto credo che si andrà verso la ripresa fissata per il 10 gennaio. Anche perché ad onor del vero i numeri che riguardano i nostri Comuni sono in linea con quelli del Paese e non giustificherebbero provvedimenti diversi da quelli fissati a livello centrale. Nella mia città ad esempio pur avendo 200 contagiati, solo due sono gli ospedalizzati, abbiamo registrato un decesso mercoledì e a quanto ne so si tratta di persone non vaccinate”.
Ma al di là dell’ambito scolastico Vocale ha comunque deciso di inasprire ulteriormente le restrizioni disposte con precedente ordinanza, anticipando gli orari di chiusura dei locali e vietando i tradizionali fuochi di sant’Antonio Abate e san Sebastiano.
A Manfredonia si punta invece sul potenziamento della campagna vaccinale, anche tra i più piccoli: “Sono già oltre 400 i bambini a cui è stato somministrato il vaccino – fa sapere a l’Attacco il Sindaco Gianni Rotice -, spingeremo molto sull’immunizzazione per un rientro a scuola in sicurezza. Quanto alle restrizioni per ora non ne prevediamo, su questo versante l’interlocuzione con la prefettura è costante ed è con il Prefetto che concorderemo eventuali provvedimenti ma per ora ci atteniamo alle disposizioni governative. Ovviamente con circa mille contagiati in città l’attenzione resta molto alta”.
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