“Mi incatenerò al cancello se servirà a salvare centro prevenzione tumori”. Parola di Sindaco Marino

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“L’impegno dell’amministrazione per salvare il centro prevenzione tumori di San Paolo di Civitate è massimo”, è la rassicurazione

del Sindaco del Comune dell’Alto Tavoliere, Francesco Marino, raggiunto telefonicamente da l’Attacco.

Su queste colonne proprio ieri si è acceso un riflettore sul destino del centro, sostanzialmente fermo da oltre un anno, da ottobre 2020 per l’esattezza, data in cui il ginecologo oncologo Antonio Santangelo, responsabile della struttura Asl, è andato in pensione. Da allora l’Azienda sanitaria di Capitanata non è riuscita a trovare un suo sostituto e l’intensa attività di diagnostica e controllo del centro si è di fatto interrotta.

Numerose erano le prestazioni erogate dal centro: visite senologiche, ecografie senologiche, mammografie, screening per il tumore al collo dell’utero, pap test, colposcopia, ecografia transvaginale, ecografia pelvica. Un presidio importantissimo al fianco della salute e del benessere delle donne. Oggi è possibile effettuare solo i pap test nel centro, a discapito di una vastissima utenza che è rimasta in pratica orfana di assistenza. Di recente si è costituito un comitato spontaneo di cittadini che in pochi giorni ha raccolto centinaia di firme per chiedere la completa rifunzionalizzazione del centro e proprio ieri l’Attacco ha riportato il loro grido d’allarme.

“In un primo approccio con la direzione aziendale, con il direttore sanitario Antonio Nigri e con i capo dipartimento di radiologia del territorio, Sandro Scelzi ci è stato riferito che c'è una scarsa attenzione da parte dei colleghi per il centro di San Paolo – ha spiegato il Sindaco -, sembra per la presenza di ecografi obsoleti in dotazione alla struttura. Abbiamo d'altra parte appreso dai giornali che una parte del territorio foggiano è stato dotato di ecografi di ultima generazione per la senologia. Subito dopo le feste, ho in programma un incontro con la direzione sanitaria e chiederò nella maniera più assoluta che anche il centro di San Paolo sia fornito di ecografi che permettano di fare una diagnosi puntuale”.

La dotazione di macchine non all’avanguardia scoraggerebbe i medici a prestare servizio a San Paolo, che non avrebbero la necessaria sicurezza in un percorso di diagnosi e prevenzione. In parole povere, le immagini prodotte da strumenti vecchi impedirebbero di individuare con chiarezza eventuali problemi di salute.

Rinnovare le macchine quindi è doveroso, ribadisce Marino: “Il centro di San Paolo ha una storia trentennale, ha una casistica di tutto rispetto ed era diventato un punto di riferimento non solo per le donne dell'area distrettuale ma di tutta la Asl Foggia ed anche delle regioni limitrofe, qui veniva gente dal Molise e in qualche caso anche dalla Campania. Purtroppo il dirigente che aveva portato questo centro ad un livello alto, di attività e di prestazioni, è andato in pensione. Lo stesso ha chiesto però di poter continuare la sua attività anche come forma di volontariato, la direzione sanitaria ci aveva assicurato che avrebbe dato il consenso ma sembra che le autorizzazioni che direttore sanitario mi ha garantito di aver firmato stanno ancora viaggiando tra i vari protocolli: queste lungaggini burocratiche stanno rallentando il suo ritorno. Anche su questo chiederò che diano una mano per snellire le pratiche”.

Parola d’ordine dell’amministrazione è: difesa del presidio sanitario. “Ne ho parlato anche con gli altri Sindaci del distretto, io sono coordinatore di un comitato di primi cittadini e a loro ho esposto la questione. Purtroppo le emergenze Covid, le situazioni contingenti e le festività ci hanno obbligato a rimandare la conferenza dei Sindaci del distretto durante la quale avremmo dovuto parlare del centro di San Paolo ma anche di altri servizi distribuiti sul territorio. L’Asl ora deve prendere un preciso impegno: si fa un gran parlare di territorio, del fatto che la medicina di prossimità debba essere potenziata e che non bisogna centralizzare i servizi, però poi bisogna mettere in atto politiche di valorizzazione delle strutture territoriali. Qualche maligno ha prospettato l’ipotesi che ci sia in atto una strategia per depotenziare San Paolo e favorire altri centri. Ma se così dovesse essere io interverrò, al fianco della popolazione a protestare e poi insieme agli altri Sindaci del distretto con i quali ho già parlato e che mi hanno mostrato la massima solidarietà. Depotenziare il centro di San Paolo sarebbe uno sgarbo per l'Alto Tavoliere e questo non dovrà succedere, a costo di incatenarmi davanti alla struttura e comunque di presiedere, insieme alla giunta, una riunione permanente all'interno del centro. Non è possibile perdere un patrimonio di esperienza e di attività qual è quello che ha maturato il centro di San Paolo”.

L’amministrazione sta viaggiando con il comitato cittadino su due parallele, assicura Marino: “Il fine ultimo è la difesa e la rivalorizzazione del nostro centro”, ha ribadito il primo cittadino.

Già la settimana prossima verrà convocata la conferenza dei Sindaci ma prima ancora Marino conta di interfacciarsi con il direttore sanitario della Asl.

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