Addio a Urbano, il potente direttore del dipartimento Prevenzione messo in pensione prima di quanto volesse

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Sembra arrivata al capolinea la lunga esperienza da dirigente della Asl Foggia di Gino Urbano, il potente manager della sanità locale, che negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di direttore del dipartimento prevenzione, in un periodo peraltro in cui è stato decisivo nella gestione della pandemia. La notizia è ufficiale, essendo stata negli scorsi giorni pubblicata, a sorpresa, anche la relativa delibera a firma del direttore generale Antonio Nigri. Urbano, che la scorsa settimana ha compiuto 68 anni, a partire dal prossimo luglio, dovrà andare in pensione. L’allora dg Vito Piazzolla aveva concesso al veterinario, il 27 ottobre 2021 la permanenza in servizio fino al raggiungimento del 40esimo anno di servizio effettivo e quindi fino al 30 giugno 2023.

A giugno 2022, Urbano aveva inoltre chiesto di ottenere la permanenza in servizio sino al compimento del settantesimo anno di età, avvalendosi del cosiddetto Decreto Agosto, del 2020, promulgato per far fronte all’emergenza Covid, secondo cui: “Al fine di assicurare un efficace assolvimento dei compiti primari di tutela della salute affidati al ministero della salute, di garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e di fronteggiare la carenza di medici specialisti, specialisti biologi, chimici, farmacisti, fisici, odontoiatri e psicologi, fino al 31 dicembre 2022 (in deroga alle leggi previgenti, ndr), i dirigenti medici e sanitari del servizio sanitario nazionale possono presentare domanda di autorizzazione per il trattenimento in servizio anche oltre il limite del quarantesimo anno di servizio effettivo, comunque non oltre il settantesimo anno di età”.

Con successiva delibera del commissario straordinario del 21 settembre è stato autorizzato il trattenimento in servizio oltre il 40esimo anno di servizio effettivo e, quindi, fino al compimento del settantesimo anno di età: l’ultimo giorno di lavoro era stato quindi fissato al 29 febbraio 2025.

Ma oggi la Asl Foggia fa notare che “la ratio della disposizione in esame è chiaramente quella di garantire che sino al 31.12.2022 venga assicurato ‘un efficace assolvimento dei compiti primari di tutela della salute’ e, quindi di ‘garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e di fronteggiare la carenza di medici specialisti’”. In più dall’Azienda ricordano che “l’originaria formulazione della norma prevedeva l’applicazione di tale deroga ai soli medici specialisti e che l’intervento correttivo ha esteso ad altre specifiche figure professionali la suddetta deroga, con esclusione, quindi, dei veterinari” e che “tale estensione deve ritenersi tassativa e non suscettibile di interpretazione estensiva trattandosi di norma eccezionale che deroga ai principi generali, rilevato che detta tassativa estensione appare, altresì, in linea e coerente con le finalità perseguite dal Legislatore, come peraltro ribadito dalla circolare della Presidenza del Consiglio dei ministri del 25 gennaio 2021”.

Urbano è appunto un veterinario e non un dirigente medico e la sua qualifica non rientra quindi nella platea dei soggetti - come specificatamente individuati - destinatari della previsione speciale introdotta dal DL, oggi ma anche quando venne autorizzato a proseguire il contratto.

Non solo la Asl quindi si rende conto che Urbano non avrebbe avuto diritto al trattenimento in servizio oltre i termini ma mette in campo anche la diffida arrivata il 16 settembre 2022 dal Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica e dall’Ordine dei medici veterinari della provincia, che hanno evidenziato in relazione all’atto deliberativo che autorizza Urbano a restare ancora in Asl “profili di violazione di legge, eccesso di potere ed incompetenza, nonché possibilità di danno erariale per l’Azienda”.

Anche il dipartimento salute, tramite propria nota il 26 gennaio, ha ribadito che “la possibilità di trattenimento in servizio anche oltre il limite del quarantesimo anno di servizio da parte dei dirigenti medici e sanitari del Ssn, ha esaurito la propria efficacia il 31 dicembre 2022”. Ma già qualche giorno prima la Asl aveva fatto partire il procedimento di riesame/annullamento della deliberazione di settembre.

Ad inizio febbraio Urbano ha presentato anche delle controdeduzioni che però non sono state ritenute meritevoli di accoglimento, in quanto “innanzitutto – si legge nell’atto della Asl -, il chiaro tenore letterale della disposizione legislativa esclude i veterinari dalla possibilità di richiedere il trattenimento in servizio anche oltre il limite del quarantesimo anno di servizio effettivo; infine, ma non da ultimo, in ordine ai medici veterinari, quest’Azienda sanitaria potrà ‘assicurare un efficace assolvimento dei compiti primari di tutela della salute’ e, quindi, ‘garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza’, mediante l’utilizzo di apposita graduatoria concorsuale, tuttora valida, efficace e capiente”.

E quindi “accertata e valutata la sussistenza dei presupposti per procedere all’annullamento, in via di autotutela del sopra richiamato provvedimento alla luce delle illegittimità riscontrate e descritte sopra, tenuto conto dell’indubbio interesse pubblico alla correttezza e legittimità dell’azione amministrativa, interesse pubblico certamente rilevante e prevalente rispetto all’interesse del dott. Luigi Urbano a continuare a prestare servizio oltre il limite di età pensionabile prescritto per legge”, l’atto del trattenimento in servizio è stato annullato e il direttore del dipartimento sarà pensionato dal 1 luglio prossimo.

Beninformati riferiscono di un Urbano su tutte le furie, esattamente come accadde quando venne defenestrato la prima volta, come raccontato su queste colonne. Era l’estate del 2021, al suo posto ad interim era diventato direttore del dipartimento prevenzione l’allora direttore sanitario, oggi direttore generale, Nigri. Tra i due pare non sia mai corso buon sangue e se allora Urbano riuscì in qualche modo a spuntarla e a ritornare in sella, oggi sembra essere arrivato, come detto, al capolinea della sua carriera.

A rendere indifendibile il veterinario, anche presso le alte sfere baresi, sarebbe stato l’approfondimento, svelato da l’Attacco ad ottobre scorso, relativo al progetto realizzato tra dipartimento prevenzione e Parco del Gargano denominato “Il Gargano in carrozza”, in cui è coinvolta Ilaria Colio, su cui ci si è posti il dubbio se fosse o meno una veterinaria. Fu anche l’intervento del presidente dell’Ordine a chiarire che la donna non lo fosse. A seguito degli articoli, anche il Nirs di recente ha effettuato un’ispezione presso la sede di San Severo dell’associazione di cui Colio è componente e che si occupa per la Asl della Pet Therapy.

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