Don Uva, gelo a Bari tra Regione e Telesforo: la fine dell’idillio? Universo Salute valuta la vendita

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Un’altra “dattolata” è stata archiviata dal nuovo direttore generale del Policlinico Riuniti di Foggia, Giuseppe Pasqualone, in questi giorni. A finire tra le operazioni partorite dall’ex manager dell’ospedale Vitangelo Dattoli che non avranno una continuità nel nuovo corso dell’ospedale sono stati i contratti di locazione tra Azienda ospedaliera e Gruppo Telesforo.

In anteprima su queste colonne, nel giugno 2020 venne pubblicata la notizia relativa all’avvio della ricerca da parte della direzione generale del Policlinico di immobili, fuori dalla struttura sanitaria, idonei ad ospitare uffici amministrativi e alcuni ambulatori, perché le usuali sedi erano prossime ad essere oggetto di lavori di riqualificazione. L’unico a rispondere alla chiamata fu il Gruppo Telesforo, con Casa di Cura Riunite Villa Serena e Nuova San Francesco srl che propose l’immobile di viale Europa 12 che un tempo ospitava proprio la clinica Villa Serena.

Il contratto si concretizzò e l’immobile venne acquisito dall’ospedale alla cifra di circa 350mila euro l’anno. Dopo tre anni l’accordo è in scadenza e la nuova governance ha inviato tramite pec al Gruppo Telesforo la comunicazione di formale disdetta. Uffici e ambulatori torneranno quindi all’interno del polo ospedaliero consentendo al Policlinico un cospicuo risparmio di risorse economiche. Una decisione, quella dell’attuale dg, che non sorprende considerato che quell’operazione, sin dal suo arrivo a Foggia nella veste di commissario straordinario, aveva destato, trapela, non poche perplessità, sia in termini finanziari che di sensatezza.

Ma, al di là delle valutazioni rispetto al caso specifico, l’episodio rappresenta l’ennesima tegola che cade sulla nota compagine imprenditoriale foggiana, alle prese con un vero periodo nero.

I guai sono iniziati nelle scorse settimane con la bufera giudiziaria che ha travolto il reparto femminile ex ortofrenico del Don Uva di Foggia all’interno del quale la Procura di Foggia e i Carabinieri avrebbero accertato gravi episodi di maltrattamenti e, in alcuni casi, violenze sessuali, a danno delle pazienti fragili ricoverate. Le indagini sfociarono negli arresti in carcere di 7 persone, sanitari dipendenti della struttura, ai domiciliari di 8 e di restrizioni per altrettanti operatori, per un totale di 30 persone coinvolte. Come è noto l’Opera Don Uva, in dissesto finanziario per un buco di circa 500 milioni di euro, venne rilevata, dopo una delicatissima operazione coordinata da Michele Emiliano e dalla Regione, da Universo Salute, la società nata per l’occasione, composta da Paolo Telesforo col suo Gruppo (60%) e Michele D’Alba, con la sua holding imprenditoriale (40%).

Se in un primo momento i due andavano d’amore e d’accordo, più di recente i rapporti si sono inaspriti e con il passare del tempo i rappresentanti del Gruppo Telesforo sono diventati dominanti nella compagine societaria. Non a caso, l’attuale ad di Universo Salute è Luca Vigilante, genero di Paolo Telesforo, a sua volta manager di una delle società del Gruppo.

Fatto sta che dalla notizia degli arresti, si sono susseguiti controlli e ispezioni in struttura, da parte di funzionari della Regione, delle varie Asl, dei Nas, questi ultimi fino alla scorsa settimana. Si sono rincorse notizie e smentite sulle risultanze di tali controlli, anche se il nodo principale riguarda l’adeguatezza del personale che la società ha impiegato nei vari reparti. Ma indipendentemente da questo elemento, su cui Vigilante in persona ha sempre garantito circa l’adeguatezza del setting assistenziale e addirittura della presenza di personale in eccesso, rispetto agli standard regionali, è trapelato sin da subito il forte disappunto di Michele Emiliano sulla vicenda, anche e soprattutto, riferiscono beninformati, alla luce dell’impegno profuso dalla Regione per assicurare ad Universo Salute le migliori condizioni per poter operare con efficienza nel sistema della sanità pugliese, tanto da attirarsi anche le critiche dei rappresentanti di categoria delle altre strutture private, sentitisi messi in secondo piano.

E dopo la sospensione del riconoscimento delle tanto attese nuove tariffe, il gelo del governatore sarebbe parso inequivocabile in occasione di uno degli ultimi incontri tenutosi a Bari, nei giorni scorsi. Presenti i rappresentanti della società, il direttore del dipartimento salute Vito Montanaro e il presidente Emiliano. Fonti in Regione riferiscono che quest’ultimo non abbia proferito parola e che sia toccato a Montanaro dire sostanzialmente no a tutte le richieste di Universo Salute.

Ormai è di dominio pubblico il messaggio con cui Telesforo in persona manifestava la speranza, alla vigilia delle regionali, che i dipendenti scegliessero di premiare chi in Regione stava facendo tanto per la società ma tra gli addetti ai lavori è risaputo che quei rapporti idilliaci siano ormai solo un lontano ricordo. Ad incidere sull’insofferenza del presidente sarebbe stata anche la guerra tra i due soci. Il che andrebbe a dare peso ad una voce che sta circolando da qualche giorno e con insistenza nell’ambiente: Universo Salute sarebbe pronta a lasciare il Don Uva, il polo sanitario sarebbe in vendita alla modica cifra di 160-180 milioni di euro. Ci sarebbe peraltro l’interessamento di un trust pronto a rilevare l’intera “baracca”. La scelta sarebbe stata determinata dalla (intervenuta) consapevolezza della insostenibilità dell’impresa, alle condizioni attuali.

Il trasferimento di proprietà peraltro non dispiacerebbe neppure allo stesso Emiliano. D’altra parte il soggetto che dovrebbe subentrare avrebbe a sua volta la necessità di avere precise garanzie proprio dalla Regione.

Per ora si tratta di voci non confermate, che addirittura si spingono oltre per ciò che riguarda il futuro del Gruppo Telesforo: c’è infatti chi riferisce che ci potrebbe essere una possibilità che la famiglia possa spostare il proprio campo d’azione a Roma, dopo aver venduto tutto qui in Capitanata.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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