Proseguono le attività di controllo e ispezione che la Regione nelle scorse settimane aveva annunciato e che riguardano la gestione e il funzionamento delle Rsa e dei centri diurni. Dopo i casi di cronaca, che hanno riguardato in particolare la provincia di Foggia, politica e tecnostruttura hanno dato una accelerata ad una serie di azioni, avvalendosi anche del supporto del Nirs (Nucleo ispettivo regionale in sanità), che stanno portando anche ai primi risultati. A seguito della riorganizzazione del settore, con le delibere e relativi regolamenti attuativi risalenti al 2019, nel mese di marzo 2021 sono stati rilasciati gli incarichi ai dipartimenti di prevenzione delle Asl provinciali per le verifiche sul possesso dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi in relazione ai posti assegnati ai fini della conferma dell’autorizzazione all’esercizio e del rilascio dell’accreditamento.
I regolamenti hanno determinato due fabbisogni: uno più ampio relativo ai posti in autorizzazione (che ha incluso tutti i posti esistenti oltre che consentire il rilascio di nuove autorizzazioni dando priorità alle istanze di attivazione di strutture in distretti sociosanitari più carenti di posti); uno più contenuto relativo ai posti in accreditamento (allineato al parametro nazionale stabilito dal comitato Lea presso il ministero della salute). Per dare applicazione alla nuova normativa si è reso necessario effettuare una puntuale attività di ricognizione delle strutture esistenti, unitamente alla necessità di disciplinare il percorso di richiesta della conferma del precedente titolo autorizzativo, oltre che la possibilità di richiedere l’accreditamento.
Tutta l’attività istruttoria condotta negli ultimi due anni ha riguardato circa 400 strutture sociosanitarie. Per dare uniformità alle attività di verifica dei requisiti, la Regione ha predisposto appositi modelli, nonché circolari esplicative. D’altra parte, come più volte denunciato dalle associazioni di categoria rappresentative di Rsa e centri diurni, si registrano notevoli ritardi nella conclusione delle procedure, ritardi dovuti, rilevano dalla Regione alle “costanti e gravi carenze nello standard organizzativo che si riscontrano nei confronti della maggior parte delle strutture, carenze rilevate anche se è stato rilasciato parere favorevole sul possesso dei requisiti da parte dei dipartimenti di prevenzione. A ciò si aggiungano i casi in cui i dipartimenti di prevenzione trasmettono gli esiti delle verifiche con documentazione a supporto totalmente o parzialmente carente (a volte anche senza la trasmissione delle schede predisposte dall’ufficio da compilare e restituire unitamente al parere). In molti casi viene indicato soltanto il nome del responsabile sanitario della struttura senza indicare titolo di studio, specializzazione, data di nascita, numero di iscrizione all’ordine professionale (dati essenziali in quanto il responsabile sanitario è un requisito che la legge regionale n. 9/2017 prevede di indicare nell’atto di autorizzazione all’esercizio). Quanto innanzi non permette l’adozione dell’atto finale di conferma di autorizzazione all’esercizio e di accreditamento ma genera lavoro istruttorio aggiuntivo che esita con note interlocutorie di diffida ad adempiere nei confronti del legale rappresentante delle strutture; con note di richiesta di integrazione documentazione ai dipartimenti di prevenzione”, si legge in una delle recenti comunicazioni del dipartimento salute della Regione.
Insomma, le burocrazie del territorio non funzionano come dovrebbero.
Nel dettaglio, fino ad oggi sono in tutto 95 i provvedimenti di rilascio di parere di compatibilità da parte della Regione, 23 in provincia di Foggia; i provvedimenti di revoca sono 16 in Puglia, 4 dei quali riguardano strutture della Capitanata. Sono state poi rilasciate 17 autorizzazioni all’esercizio, 2 delle quali in provincia di Foggia. Le autorizzazioni all’esercizio e accreditamento sono a livello regionale 41, 17 delle quali in Capitanata.
E’ stata inoltre monitorata anche l’attività delle Asl che hanno il compito di controllare le strutture, sulla base del numero degli incarichi conferiti ai dipartimenti di prevenzione per tipologia di struttura; il numero di verifiche effettuate e il numero di strutture alle quali sono riscontrate carenze in merito al possesso dei requisiti organizzativi nonostante il parere favorevole espresso dal dipartimento di prevenzione territorialmente competente; la percentuale di strutture a cui sono state riscontrate carenze sul totale delle strutture oggetto di verifica.
Per quanto riguarda le strutture con sede nel territorio della Asl Foggia, le verifiche per l’autorizzazione all’esercizio sono effettuate dal dipartimento di prevenzione della stessa Azienda, mentre le verifiche per l’accreditamento sono di competenza del dipartimento di prevenzione della Asl Bat.
Più nel dettaglio, per quanto riguarda i controlli sulle Rsa con non autosufficienti presenti in provincia di Foggia, ai fini dell'autorizzazione dell'esercizio, il numero di verifiche effettuate è pari a 13, su 21 incarichi affidati; il livello di risposta è stato pari al 62%. Le carenze riscontrate sono state 8, pari al 62%. Ai fini dell'accreditamento, sempre su 21 incarichi affidati, 9 sono state le verifiche effettuate con un livello di risposta pari al 43% e nessuna carenza riscontrata. Per quanto riguarda i controlli ai fini dell'autorizzazione dell'esercizio per i centri diurni di non autosufficienti, 9 sono state le strutture controllate su un totale di 13 incarichi affidati, con un livello di risposta pari al 69% e 1 carenza riscontrata pari all'11%. Per quanto riguarda invece i controlli ai fini dell'accreditamento, su 12 incarichi affidati 8 verifiche sono state effettuate e nessuna carenza riscontrata. Circa i controlli relativi all'autorizzazione all'esercizio delle Rsa per disabili, 10 sono stati gli incarichi affidati e 6 le verifiche effettuate con una risposta pari al 60%. 4 le carenze riscontrate, pari al 67% del totale, per quanto riguarda invece i controlli ai fini dell'accreditamento sempre per le Rsa disabili, su 8 incarichi affidati 4 gli accertamenti effettuati con una risposta pari al 50%. Per i centri diurni per disabili ai fini della autorizzazione all'esercizio, su 13 incarichi sono stati effettuati 10 controlli con una risposta del 77%, 6 le carenze riscontrate pari al 60%. Rispetto ai controlli per l'accreditamento, su 12 incarichi ne sono stati effettuati 10 con una risposta pari all'83%, ed è stata riscontrata 1 carenza pari al 10%.
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