Dubbi su compensi e su mancata applicazione della rotazione di componenti, sempre gli stessi da 7 anni

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Commissioni invalidità civile della Asl ancora nel mirino, dopo gli articoli dei giorni scorsi pubblicati su queste colonne e l’interrogazione promossa dal consigliere regionale Antonio Tutolo che ha chiesto al dg della Azienda sanitaria di Capitanata, Antonio Nigri, di chiarire alcuni punti della questione. Ha fatto molto scalpore l’annullamento in autotutela delle graduatorie della Asl approvate ormai più di un anno fa, annullamento motivato dalla pioggia di ricorsi di molti candidati al relativo avviso (qualcuno ha fatto notare che a questo punto i giudici aditi non potranno più pronunciarsi sul merito per il venir meno dell’interesse) e da errori e pasticci vari ammessi dalla stessa direzione nella procedura. Il che ha dato lo spunto a diversi osservatori e addetti ai lavori per fare una serie di valutazioni su un sistema che sembra mostrare diverse opacità.

Una di queste ha a che fare con i compensi dei componenti che spesso toccano cifre molto alte, a titolo esemplificativo, sulla base di quanto riportato nelle più recenti determine di liquidazione (l’albo pretorio della Asl Foggia da poco ha subito un rinnovamento e gli atti un po’ più risalenti non sono più consultabili), un medico dipendente, nella veste di presidente ha guadagnato in un mese circa 8 mila euro. Ma secondo beninformati non sarebbe la somma più alta. L’atto di liquidazione riporta il riferimento normativo che giustifica una tale cifra: la legge regionale 26 del 09/08/2006, che all’art.31 fissa i compensi dovuti ai componenti ed al segretario della commissione nella seguente misura: al presidente vanno 10 euro per ogni caso definito, 8 euro ai componenti, 4 euro al segretario; un compenso integrativo di 6 euro per chi effettua l’accertamento domiciliare.

Per caso definito si intende uno stesso accertamento anche se comporta più visite allo stesso soggetto. La stessa norma però aggiunge: “I compensi di cui ai commi 1 e 2 per i commissari e il segretario dipendenti delle Ausl sono omnicomprensivi e sono corrisposti solo se le sedute vengono svolte fuori dall’orario di lavoro”.

Proprio sull’omnicomprensività del compenso tanti addetti ai lavori si stanno interrogando, lo stesso Tutolo ha chiesto spiegazioni: “Secondo la legge di riferimento, i compensi aggiuntivi non possono superare remunerazioni in misura superiore ad 1/3 della busta paga; chiedo quindi di sapere quanto percepiscono per questi compiti aggiuntivi tutti i presidenti ed i componenti delle varie commissioni invalidi della provincia di Foggia”, riporta l’interrogazione.

Va detto che la retribuzione netta di un dirigente medico si aggira intorno ai 3300 euro al mese. Sarebbe dunque utile capire se le visite vengono eseguite in orario di lavoro e in che misura e in che modo questa attività incida sul  compenso riconosciuto.

Come è noto le attuali 8 commissioni attive in provincia di Foggia sono le stesse dal 2016, fatto di per sé anomalo considerato che devono essere rinnovate ogni tre anni, tempi che si allungheranno ulteriormente dopo l’annullamento dell’ultima graduatoria. Già da allora, trapela, vennero fatte notare ai vertici dell’Azienda queste prescrizioni di legge e le conseguenti criticità che sarebbero potute emergere in caso di mancato rispetto.

Il fatto che ci siano ancora le stesse commissioni da 7 anni pone peraltro dubbi rispetto all’adempimento di altre regole, disposte dalla deliberazione della giunta regionale n. 1387 del 2 agosto 2018.

Prima tra tutte quella che dispone la rotazione dei componenti delle commissioni ogni tre anni. Su questo punto beninformati fanno notare a l’Attacco che la norma in sé rappresenta in qualche modo un ostacolo all’accesso di nuove figure nelle graduatorie in quanto prevede un punteggio del 60% in più rispetto ai candidati esterni per coloro che già fanno parte di una commissione. D’altra parte la stessa legge dispone che una quota pari al 15% debba essere riservata ai nuovi incarichi scelti con priorità in base alle anzianità di servizio e tra i dipendenti a tempo indeterminato della Asl. Più nel dettaglio secondo gli osservatori, la priorità dovrebbe essere data ai dirigenti medici del servizio igiene di sanità pubblica del Sisp, mentre sono stati riferiti casi di operatori provenienti dal servizio igiene alimenti e nutrizione (Sian) pur essendo entrambi nell’alveo del dipartimento prevenzione. In altri casi pare che siano finite in graduatoria anche altre figure fuori dal dipartimento prevenzione e addirittura fuori dalla Asl stessa.

Non solo, la legge vieta anche che stessi medici e segretari facciano contemporaneamente parte di più commissioni, Tutolo ha reso noto il fatto che in alcuni casi ci siano stessi componenti addirittura in più di tre commissioni.

Sempre secondo le disposizioni regionali ci sono vincoli anche per i medici di medicina generale, che possono essere nominati quali componenti delle commissioni ma in ambiti territoriali diversi da quelli in cui operano. Un principio che in teoria dovrebbe essere adottato per tutti i componenti di commissione per evitare che si occupino di casi di persone che possono conoscere o incontrare nel loro contesto.

Ancora, i componenti o segretari in corso di incarico prossimi alla pensione devono darne tempestiva comunicazione al direttore generale o al direttore del dipartimento prevenzione per le conseguenti procedure relative alla cessazione dell'incarico e per poter consentire una rapida sostituzione. Anche su questo punto c’è chi riferisce qualche ritardo.

Non meno importante la regola secondo la quale coloro che rivestono cariche politiche o amministrative non possono essere nominati componenti delle commissioni, entro i due anni successivi alla cessazione degli stessi incarichi. Anche sul rispetto di questa disposizione pare ci possano essere un paio di casi che meriterebbero un controllo.

Molto considerato nel contesto delle commissioni invalidi è Giuseppe Russi, direttore della struttura di medicina legale, responsabile unico di molti procedimenti relativi alle liquidazioni e in generale coinvolto nell’organizzazione delle stesse. “Tutti in pratica vanno a chiedere consiglio a lui per qualunque cosa”, rivelano fonti a l’Attacco. Non a caso le precisazioni che la Asl Foggia inviò all’allora assessore regionale Pier Luigi Lopalco alla prima interrogazione dello stesso Tutolo datate luglio 2021, portano in calce anche la sua firma, oltre a quella del direttore del Sisp, Iannucci.

Gli osservatori, insomma, fanno notare che le regole ci sono e sono chiare, peraltro sempre regolarmente richiamate negli atti che la stessa Asl Foggia redige. Quello che si invoca a questo punto è una più marcata trasparenza sui compensi, sulla selezione dei componenti delle Cic, sul rispetto dei principi fissati dalla legge.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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