“E’ incredibile dover affrontare i disservizi di un sistema dell’emergenza urgenza carente mentre si è già alle prese con una lunga odissea ospedaliera”, è il commento esasperato di Matteo Russi, noto sui social col nickname Matteo Gargano, cittadino di Carpino che nelle ultime settimane sta vivendo a stretto contatto con la sanità del territorio per un problema di salute di un suo familiare. Senza entrare nel dettaglio della vicenda personale, Russi sta affrontando una serie di vicissitudini iniziate a marzo: in modo del tutto inatteso il parente dell’uomo si è trovato all’improvviso a dover far ricorso a cure ospedaliere. Il decorso sta seguendo dei tempi, tra alti e bassi, il familiare non si è ancora pienamente ristabilito e capita a volte che le condizioni di salute ancora incerte determinino la necessità di fare ricorso al servizio 118.
E’ proprio in questo che Russi ha riscontrato delle situazioni ritenute non adeguate. “Stiamo parlando di un episodio accaduto in questi giorni – ha spiegato l’uomo a l’Attacco -, il nostro caro ha accusato un malessere, simile a quello che aveva avuto qualche giorno prima e decidiamo di chiamare l’ambulanza. Si presenta un mezzo che aveva a bordo solo un autista e un soccorritore, come è noto si tratta di personale che non ha possibilità di intervenire in alcun modo, si può limitare ad effettuare pochissime analisi ma nulla di più. Non potendo fare altro, gli operatori si attaccano al telefono e ci restano per almeno una quarantina di minuti, in attesa di avere indicazioni. Trascorso questo tempo finalmente arriva un’ambulanza la cui equipe disponeva di un infermiere. Il sanitario, dopo aver visitato il paziente ha riscontrato una situazione complessa. Ma anche in questo caso, trattandosi di personale non autorizzato a prendere decisioni, l’equipe non ha potuto muoversi, l’ambulanza, col paziente a bordo, non è potuta partire. Anche in questo caso si è attivato un viavai di telefonate durato altri 15 minuti in attesa che arrivasse l’indicazione di un medico, senza l’autorizzazione del quale soccorritori e infermieri non si assumono il rischio di decidere il da farsi”.
Dopo questa sorta di trattativa telefonica il personale sanitario ha l’ok per trasportare il malato in ospedale, presso il quale i medici hanno disposto il ricovero del paziente e dove è tuttora in trattamento per delle complicazioni subentrate nel processo di guarigione. Matteo Russi si è quindi rivolto a l’Attacco per mettere al corrente l’opinione pubblica di quanto accaduto. “Approfitto del giornale per raccontare questo episodio – ha evidenziato l’uomo - nella speranza che questa mia incresciosa esperienza aiuti a maturare una sensibilità maggiore nei rappresentanti delle nostre istituzioni locali. Non si tratta solo di una cosa che riguarda me, a tutti i cittadini di questo territorio può accadere di trovarsi in difficoltà e di avere bisogno di un servizio così delicato come quello dell’emergenza urgenza sanitaria. E’ notizia di questi giorni, di un Sindaco che ha deciso di incatenarsi per focalizzare l’attenzione delle istituzioni sul problema del lago di Varano, allora mi chiedo perché non ci si incateni anche per la sanità? Oppure, se si vuole agire diversamente, risolvendo in silenzio il problema interloquendo con i giusti canali istituzionali, lo si faccia purché qualcuno se ne occupi. Il punto è che non possiamo più vivere in queste condizioni sul Gargano. Si tratta di una questione di priorità e spero che chi di dovere accolga questo mio invito e si faccia portavoce nelle sedi opportune affinché un servizio essenziale per i cittadini sia reso efficiente e fruibile”.
Le difficoltà riscontrate nell’emergenza urgenza hanno in larga parte a che fare con la carenza di personale in particolare medico. Nel caso di specie, il disservizio a Carpino è stato per determinato per l’appunto dall’assenza di un medico a bordo delle due ambulanze intervenute. La questione è nota, proprio di recente una ricognizione della Asl Foggia, che gestisce il servizio 118, nell’ambito del Piano estate ha rilevato che manca il 47% di medici del 118 nei Comuni del Gargano a maggiore affluenza turistica (Vico, Vieste, Peschici e Rodi): a fronte della previsione di 30 professionisti risultano in servizio solo 16. Ma la situazione non è migliore nelle altre località dell’intera Capitanata in cui la percentuale di carenza medica rispecchia più o meno quella registrata sul Gargano e nell’intera Puglia (dove sono al momento 300 medici disponibili rispetto ai 530 previsti).
Ma la criticità, seppure diffusa, è particolarmente sentita e sofferta dai cittadini, come dimostrano le numerose segnalazioni di malcontento e insoddisfazione che spesso sfociano in rabbia, raccontate a più riprese anche su queste colonne e per cui si chiede sempre con maggiore insistenza un intervento risolutivo.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).