Temperature africane, aumentano le chiamate al 118. “Oltre i classici mancamenti, sinistri stradali e incendi”

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Finalmente il caldo torrido delle ultime settimane sembra aver ceduto il passo a temperature più vicine a quelle indicate dalle medie stagionali ma gli effetti dell’afa si sono fatti sentire anche sulla salute dei cittadini. Lo confermano i dati diffusi dal nascente osservatorio nazionale della Società italiana di medicina d’emergenza urgenza (Simeu) che ha condotto una rilevazione sulle diagnosi di uscita, dai quali emerge che le diagnosi classificate come “colpo di calore” rappresentano il 4% del totale degli accessi di Pronto Soccorso, con una consistente differenza tra regioni del Nord (2%) e del Centro-Sud (5%). Dalla stessa rilevazione emerge un maggior effetto “indiretto” delle alte temperature sullo stato di salute dei cittadini: le patologie peggiorate o acutizzate per causa del caldo estremo sono infatti l’8% del totale degli accessi, anche in questo caso con sensibili differenze per area geografica (6% al Nord, 11% al Centro-Sud).

Proiettando la rilevazione sul totale nazionale si può stimare che circa 2 mila persone ricorrano quotidianamente al Pronto Soccorso per un colpo di calore, e circa 4600 per un effetto indiretto del caldo su altre patologie. La Capitanata è stata una delle aree geografiche più roventi e anche il sistema sanitario del territorio ha dovuto fare i conti con un aumento delle richieste di intervento al servizio 118 e degli accessi in Pronto Soccorso.

“E’ un fenomeno che si verifica ogni estate – spiegano a l’Attacco addetti ai lavori operanti sul territorio provinciale -, nei mesi di luglio e agosto le statistiche dimostrano che i cittadini fanno maggiormente ricorso al sistema dell’emergenza urgenza, i numeri sono direttamente proporzionali alle temperature registrate".

"In altre parole, più fa caldo e più aumentano le chiamate al 118. La casistica più frequente riguarda gli anziani, i malati cronici, i pazienti con patologie particolari che interessano l’apparato cardiocircolatorio e respiratorio, gli ipotesi e così via. Anche quest’anno, soprattutto in concomitanza con l’ondata di calore degli ultimi giorni, registriamo un picco di interventi, in particolare per il classico mancamento da caldo estremo”.

Ad incrementare le richieste di intervento contribuisce anche il maggiore afflusso di mezzi su strada che determina un aumento dell’infortunistica. “Negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli incidenti stradali, talora anche mortali a seguito dei quali si ricorre al servizio dell’emergenza urgenza".

"Ma non si fermano neppure gli incidenti sul lavoro, in entrambi i casi, questo non sempre lo si dice, si potrebbe essere in presenza di cause legate al caldo: l’operaio schiacciato dal trattore ad esempio potrebbe essere stato vittima di un malore dovuto al caldo, che ha poi provocato la perdita del controllo del mezzo. Il sinistro automobilistico di solito è provocato dalle alte velocità, dall’uso del cellulare e dall’abuso di alcool e droghe ma anche dal calore che si sviluppa negli abitacoli”, hanno ricordato gli operatori sanitari.

A congestionare il servizio dell’emergenza urgenza ci si mette anche il fenomeno degli incendi, sicuramente collegato alle condizioni climatiche, che proprio in questi giorni sta flagellando in più punti il territorio provinciale. “Il personale del 118 viene certamente coinvolto, in presenza di intossicazioni da fumo o per ustioni, che non necessariamente possono riguardare i cittadini: gli interventi si rendono necessari anche per prestare soccorso al personale che si occupa dello spegnimento delle fiamme”.

Ad un fisiologico aumento delle richieste di soccorso corrisponde, nel periodo estivo, una riduzione del personale disponibile che, a sua volta beneficia delle ferie. “La coperta è sempre troppo corta, il personale è sempre di meno e bisogna fare i conti con una atavica carenza in organico".

"Si cercano quindi delle soluzioni tampone, come ha fatto il Policlinico Riuniti che ha aperto i concorsi a non specialisti ma con esperienza nel 118. Ma anche in questo cosa potrebbe non rivelarsi una scelta efficace, considerando che molti medici non parteciperanno per poter continuare a prestare servizio ‘a gettone’, non vincolati cioè a turni massacranti e con remunerazioni molto più vantaggiose".

"E fino a quando il sistema prevederà questo tipo di reclutamento il problema verosimilmente persisterà. La Asl Foggia ha anche disposto la sospensione degli effetti della convenzione con il Riuniti sempre per il personale medico da destinare al Pronto Soccorso, almeno fino a settembre, proprio per coprire i presidi del territorio, in particolare nei Comuni mete dei turisti”.

Per ora quindi la situazione sembra essere, tutto sommato, sotto controllo con tutte le difficoltà che proprio la carenza dei medici comporta.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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