Althea ricorre al Tar per annullare la revoca del Partenariato sul Deu. “Delibera illegittima e lesiva”

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Lamentano l’illegittimità della deliberazione con cui la governance del Policlinico Riuniti di Foggia ha revocato la gara europea a procedura aperta con l’offerta economicamente più vantaggiosa relativa al project financing per il complemento, l’allestimento e la gestione integrata dei comparti operatori nonché la realizzazione e gestione della nuova centrale di sterilizzazione e relativi servizi del nuovo dipartimento di emergenza urgenza dell’ospedale, ritenendola lesiva per i loro interessi e diritti poiché la procedura di gara revocata è giunta a conclusione ed il relativo progetto sarebbe immediatamente cantierabile: per questa ragione la società Althea Italia Spa, con sede legale a Roma, in proprio e nella qualità di mandataria del Rti costituendo con Steritalia Spa, ha notificato al Policlinico di Foggia, l’8 maggio scorso, il ricorso, proposto dinanzi al Tar Puglia, sede di Bari per ottenere l’annullamento della revoca.

ospedLa direzione strategica dell’ospedale foggiano ha deciso di costituirsi in giudizio per resistere alle avverse pretese in difesa delle ragioni e degli interessi dell’amministrazione, poiché “nell’arco temporale intercorso dalla proposta ad iniziativa privata, luglio 2020, risultano essere mutate le premesse organizzative, economiche e finanziarie poste alla base delle strategie aziendali e, conseguentemente, gli elementi di valutazione della fattibilità, convenienza, sostenibilità e della permanenza dell’interesse pubblico a ricorrere allo strumento del partenariato ad iniziativa privata, nonché al progetto proposto dall’operatore economico”, si legge negli atti.

Il mandato di rappresentanza e difesa dell’Azienda ospedaliera è stato conferito a Raffaele Daloiso, avvocato civilista, libero professionista, iscritto nell’elenco aperto agli avvocati esterni 2023 del Policlinico Foggia. La vicenda è ormai nota, su queste colonne per la prima volta si parlò dell’operazione di fatto messa in piedi, in sordina, dall’allora direttore generale Vitangelo Dattoli.

Si tratta di quelle 6 sale operatorie, di cui 4 tradizionali, 1 di radiologia interventistica e 1 ibrida, la cui realizzazione era rimasta in stand by, per mancanza di risorse, stando a quanto dichiarato più volte dall’ex dg, il quale per sopperire a tale carenza, pensò per l’appunto al famoso project financing, revocato di recente dal nuovo manager Giuseppe Pasqualone, perché ritenuto non conveniente.

Il Ppp prevedeva che il privato investisse 20 milioni per completare le sale operatorie e allestire una nuova centrale di sterilizzazione, in cambio della commessa per la gestione dei servizi per 10 anni e 8 mesi, al costo, per l’ospedale, di 160 milioni oltre Iva. Una operazione che scatenò molte polemiche e perplessità. Di recente, come raccontato su queste colonne, è emerso che basteranno poco più di 3 milioni per allestire le sale operatorie (che faranno partire anche la cardiochirurgia), soldi pubblici peraltro che la Regione ha già stanziato per Foggia.

Sin dal suo arrivo Pasqualone aveva manifestato la volontà di vederci chiaro nell’operazione, lui che da direttore generale della Asl Brindisi aveva portato a termine un Ppp raccontato da l’Attacco, in tempi non sospetti, come esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, quanto al rispetto dei principi di trasparenza, partecipazione ed efficienza nell’utilizzo dello strumento previsto dalla legge.

Dopo i dovuti approfondimenti, è emerso che il partenariato del Policlinico non era più un’operazione vantaggiosa e sostenibile dal punto di vista economico (o forse, come evidenziato da diversi addetti ai lavori ed osservatori su queste colonne, non lo era mai stata). E ad aprile l’intera procedura che era arrivata a gara con un unico concorrente, l’Rti Althea-Steritalia, è stata revocata. Rinunciare al Ppp non significa che l’ospedale rinunci al completamento del Deu.

Già a dicembre scorso, la direzione aziendale del Policlinico aveva richiesto alla Regione Puglia il proprio via libera, atteso l’interesse prioritario dell’attivazione del completamento delle sale operatorie progettate per il sesto piano del Deu, e nel breve termine delle due sale di cardiochirurgia e di una sala angiografica. Da Bari hanno condiviso l’interesse manifestato e hanno autorizzato il Policlinico di Foggia, nelle more del finanziamento, ad avviare le procedure necessarie all’attivazione del reparto operatorio.

“A seguito di una valutazione di massima – si legge negli atti ufficiali dell’ospedale -, si è desunto l’importo complessivo delle opere ed attrezzature da realizzare, pari ad 3,2 milioni di euro così ripartito: opere edili 1,2 milioni di euro; impianti elettrici e speciali 1,5 milioni di euro; impianti meccanici 500 mila euro”. I soldi, come detto, ce li mette Emiliano. Un epilogo invocato da molti: l’ospedale pubblico più importante del Nord della Puglia verrà completato con risorse pubbliche".

"Molte meno rispetto ai 20 milioni preventivati dal privato. Un risparmio dovuto anche al fatto che la direzione strategica ha valutato superfluo l’allestimento di un’altra centrale di sterilizzazione, non costituendo “esigenza indifferibile e conveniente, considerato che attualmente ogni blocco operatorio è servito da efficienti sistemi di sterilizzazione”.

Naturalmente c’era da aspettarsi che l’operatore economico avrebbe messo in campo ogni mezzo utile per far valere le proprie ragioni. Ma fonti dall’ospedale fanno sapere a l’Attacco che prevale un discreto ottimismo sull’esito del ricorso, dettato dall’estrema meticolosità e attenzione adottate per redigere l’atto di revoca della gara, che la renderebbe pressoché inattaccabile.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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