Nell’anno di (dis)grazia 2023 si può dire che in Capitanata c’è una reale e soprattutto efficace interazione tra ospedali, pronto soccorso, 118 e territorio? No.
Si può affermare che le strutture sanitarie siano configurate in maniera tale da rendere quanto più veloce possibile l’effettuazione di una diagnosi e la somministrazione di una cura soprattutto quando si è di fronte a una cosiddetta “patologia tempodipendente”? No.
Queste risposte se le sono date direttamente tra loro i vertici di alcuni importanti settori sanitari della provincia, nell’ambito di un convegno allestito giovedì sera a Lucera dalla Centrale Operativa 118, organismo che sta cercando di fare da collettore tra una serie di esigenze a favore dei cittadini, auspicando una felice connessione umana e informatica.
Basti pensare che c’è un edficio in cui, in caso di ictus o evento neurologico simile, dal pronto soccorso alla radiologia bisogna cambiare addirittura due ascensori. Oppure non è certo cosa rara dover assistere a un intervento di ambulanza proveniente da 30 chilometri di distanza, perché quella del posto è già impegnata per un’altra chiamata. E quindi può trascorrere anche mezzora prima che arriva un veicolo che poi magari a bordo presenta “solo” un infermiere.
Il tema del pronto soccorso, peraltro, è notoriamente sempre di grande attualità, affrontato nell’occasione dalla dirigente del Policlinico di Foggia, Paola Caporaletti, che ha ammesso di avere pochi medici a disposizione ma si è anche lamentata della scarsa appropriatezza degli accessi alla struttura del capoluogo e pure a Lucera, in questo secondo caso più che altro perché non attrezzato per gestire emergenze da codice rosso.
“E’ vero – ha aggiunto la professoressa – che al momento non ci sono nemmeno protocolli e la rete è costituita dai nostri telefonini personali, anche tra colleghi di altre specialità, ma è chiaro che non è questo lo strumento ideale per gestire una situazione di emergenza”.
E allora come si possono migliorare le condizioni generali dei servizi? “Abbiamo il dovere di sfruttare al meglio le piattaforme informatiche che già esistono e di cui disponiamo – ha spiegato il dottor Stefano Colelli, direttore della Centrale 118 – e l’esempio più concreto è il sistema Edotto che utilizziamo solo a un decimo delle sue capacità".
"Per quanto ci riguarda, stiamo portando avanti un’idea che si sta trasformando in progetto concreto in correlazione che i servizi informatici della Asl Foggia, cioè unire tutti i settori in un unico sistema con le sue varie interfacce, facendo collaborare quindi tutti i presidi dislocati sul territorio in grado di parlare, esprimersi e dare risposte univoche ai cittadini".
Questo lavoro lo stiamo facendo anche esternamente, armonizzando la correlazione con il numero unico delle emergenze 112, e anche con quello europeo 116117, terminale istituito a livello europeo per richiedere assistenza, prestazioni o consigli sanitari non urgenti”.
“Ci stiamo concentrando sulla creazione di una rete tra la Centrale Operativa del 118, quelle territoriali e le unità mobili di telemedicina – ha confermato l’ingegnere Tommaso Petrosillo, responsabile dei Sistemi Informativi e Telecomunicazioni della Asl – proprio per migliorare la qualità, l’efficienza e l’integrazione dei servizi di emergenza urgenza sull’intera provincia".
"Il nostro lavoro deve considerare quasi un centinaio di sedi, 3.500 terminali, 200 server e 100 sottosistemi, per cui è chiaro che si tratta di un’operazione complessa che tocca anche le questioni della sicurezza informatica su cui stiamo completando un progetto da 1,4 milioni di euro finanziato con il Pnrr. Nel 2020 abbiamo subito un attacco hacker penetrato dal cellulare personale di un medico, per fortuna non ci sono state grandi conseguenze, ma questo ovviamente non dovrà più accadere”.
E quando si parla di servizi sanitari a beneficio della popolazione, il primo che viene in mente è proprio quello del soccorso immediato, argomento quanto mai spinoso non solo per quanto (non) accade in una struttura, ma anche prima di arrivarci. E allora proprio Colelli ha preannunciato qualcosa che potrebbe assumere valenza storica per l’intero territorio provinciale, vale a dire una completa riorganizzazione della mappatura delle postazioni 118.
“Stiamo ragionando anche sulla base dei dati di cui disponiamo – ha affermato – e quindi stiamo vedendo quali sono quelle meno sollecitate e quelle di più. E’ chiaro che uno dei correttivi andranno proprio su Lucera che dispone di una sola ambulanza molto richiesta, mentre abbiamo visto che ci sono centri dei Monti Dauni meno utilizzati. E poi daremo diverso valore alla cosiddetta auto medica con lo specialista a bordo, dislocata su un comprensorio in cui farà da raggiera rispetto alle postazioni mobili tutte intorno”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).