Con l’addio di Porziotta rallenta il tormentato avviso per rinnovo Commissioni invalidi della Asl Foggia

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Le dimissioni di Stefano Porziotta da direttore sanitario della Asl Foggia, dopo nemmeno quattro mesi dalla nomina, hanno colto di sorpresa moltissimi addetti ai lavori, osservatori, mondo della politica ma soprattutto dipendenti dell’Azienda sanitaria che hanno appreso la notizia come un fulmine a ciel sereno. Questo perché, come già esplicitato su queste colonne, il lavoro del medico andriese è regolarmente proseguito finanche lo stesso giorno dell’addio. Chi ha avuto modo di confrontarsi con lui in quelle ore ha fatto notare che nessun elemento avrebbe potuto indurre a prevedere dimissioni così prossime, anche perché Porziotta continuava a pianificare impegni e attività per il futuro. Ecco perché, al di là della formale motivazione (“questioni personali”), molti ipotizzano piuttosto insanabili attriti con il direttore generale alla base della decisione. Una delle questioni più complesse che adesso, senza direttore sanitario, torna nel limbo è la nomina delle nuove commissioni invalidi. L’ex numero due della Asl infatti era il presidente della commissione incaricata di esaminare le candidature presentate al nuovo bando. Peraltro la fase delle valutazioni era appena terminata, si attendevano solo i verdetti. Trapela che Porziotta avrebbe manifestato la volontà di seguire un preciso orientamento nella scelta dei nuovi membri di commissione invalidi, riscuotendo il plauso di molti. Ad esempio per ciò che concerne la scelta del terzo componente. Se per le altre figure delle commissioni i requisiti sono tutto sommato pacifici, per il terzo componente c’è chi ha intravisto un elemento poco chiaro.

A dettare le regole è la delibera di giunta regionale 1387 del 2 agosto 2018, per comprendere le quali occorre descrivere brevemente la composizione del dipartimento prevenzione, da cui si attinge per nominare le Cic: si divide in Sisp, servizio di igiene e sanità pubblica; Sian, servizio igiene alimenti e nutrizione; Spesal, servizio di medicina del lavoro. Infine c'è il servizio veterinario con le sue tre diramazioni. Le commissioni invalidi civili dovrebbero essere a tutti gli effetti organi del servizio di igiene e sanità pubblica perché i medici del Sisp hanno nozioni di medicina legale e sono per la maggior parte specialisti di igiene e sanità pubblica. 

Nel regolamento adottato con la delibera dell'avviso pubblico della Asl Foggia, si parla di dirigenti medici di igiene, in particolare per il terzo componente, non già di igiene e sanità pubblica. Una sottigliezza che però potrebbe fare la differenza: “Parlare di igiene pubblica – hanno spiegato alcuni esperti a l’Attacco -, significa parlare anche di igiene degli alimenti e quindi di Sian. Il che vuol dire aprire alla possibilità di ‘pescare’ medici anche al di fuori di quelle specialità che dovrebbero essere prioritarie, ovvero quelle ricomprese nel Sisp. In particolare quei professionisti del Sian che hanno maturato già esperienza otterrebbero punteggi maggiori dei colleghi del Sisp”. Sulla questione l’ex ds avrebbe sposato, invero, l’idea di dare priorità ai medici del Sisp.

Ed infatti non è escluso, secondo le voci che circolano negli ambienti, che ci potrebbero essere dei ricorsi. Un po’ come accadde per il precedente avviso, annullato in autotutela dalla Asl per la presenza di diverse irregolarità e per una grande quantità di candidati che avevano adito le vie legali per far valere le proprie ragioni.

Ma tutte le valutazioni sono state messe in freezer, in attesa che l’avviso si sblocchi. Almeno fino a ieri, quando il dg ha nominato il nuovo presidente del collegio di valutazione, nella persona di Pierluigi Ciavarella. Resta da capire se il nuovo arrivato vorrà ripartire da zero o deciderà di prendere per buoni i giudizi dati da un’altra persona.

Nel frattempo continuano ad operare le stesse commissioni invalidi nominate da ben 7 anni, per l’esattezza dal 2016, data dell’ultimo avviso utile a determinare graduatorie spendibili. Cosa già di per sé fuori da ogni norma, considerato che legge dispone che i componenti vengano sostituiti ogni tre anni.

Il caso è stato a lungo raccontato da l’Attacco, anche il consigliere regionale Antonio Tutolo ha acceso un riflettore sull’anomalia tutta foggiana, presentando un’interrogazione in consiglio regionale e sottoponendo al direttore generale della Asl Foggia Antonio Nigri una serie di quesiti, sempre relativi a criticità delle commissioni invalidi.

Il servizio è stato oggetto anche di controlli da parte del Nirs, il nucleo ispettivo regionale sulla sanità che ha raccolto e sta analizzando le carte ed attenzionato anche dalla Procura di Foggia.

Le commissioni, così come sono oggi, però potrebbero avere vita breve: sembrerebbe che il governo voglia demandare le funzioni dei medici Asl a funzionari dell’Inps, sulla scorta di quello che è già accaduto per le cosiddette visite fiscali. Ai medici delle Aziende sanitarie è rimasta solo la competenza per ciò che riguarda i controlli sui dipendenti del ministero degli interni, come nel caso, ad esempio degli agenti di Polizia e quant’altro. Funzioni peraltro svolte in orario di ufficio, che quindi non prevedono emolumenti extra, a differenza di ciò che accade per le commissioni invalidi i cui componenti hanno diritto a retribuzioni che integrano il normale salario. “Ecco perché nessuno vuole andare a fare quelle poche visite fiscali che restano alla Asl”, il commento di alcune fonti.
Proprio sui compensi d’oro dei membri delle Cic c’è dibattito. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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