A rischio sopravvivenza laboratori analisi. “Nuovo tariffario insostenibile, danni a pazienti e settore”

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Tagli dei costi previsti per le analisi dal 20% al 70%: è quanto dispone il nuovo tariffario nazionale emesso dal competente ministero che entrerà in vigore a partire dal 1 gennaio. Questo significa, in parole povere, che se fino ad oggi la determinazione di un ormone tiroideo era quantificata in 6,40 euro, col nuovo anno scenderà a 2,65. Il pap test, una prevenzione oncologica, che richiede una lettura del vetrino da anatomopatologi, è passato da 11,16 euro a 5,55: praticamente il 50% in meno. Una mazzata per i laboratori analisi, non solo privati convenzionati ma anche pubblici a cui il servizio sanitario nazionale corrisponderà tariffe da molti ritenute assolutamente insostenibili e ben al di sotto della spesa sopportata dai professionisti. E’ la posizione che a l’Attacco manifesta Adelia Aquilano, a nome della rete a cui appartiene, la Omnialab che aggrega 8 laboratori analisi dislocati a Lucera, San Severo, Cagnano Varano, Torremaggiore, San Paolo di Civitate, Foggia, Serracapriola e Lesina. “Ma sono certa di parlare a nome di tutti i colleghi – precisa Aquilano -, la situazione è talmente grave che prevediamo di non riuscire più a erogare le prestazioni, ora gratis, agli esenti a cui saremo costretti a chiederne il pagamento. Le nuove tariffe non coprono neanche i costi. Non si tratta di una riduzione dei guadagni, si tratta proprio di non coprire le spese. Ci sono addirittura degli esami l’esecuzione dei quali ci porterà in perdita, nella migliore delle ipotesi andiamo in pari. E’ chiaro perché la situazione è insostenibile, così ce ne andiamo tutti a casa”.

A fronte di questa modifica, alcune regioni sono riuscite a prevedere delle integrazioni al nuovo tariffario per impedire che gravi esclusivamente sui laboratori analisi pubblici e privati, come ad esempio in Emilia Romagna, in particolare per ciò che riguarda la patologia clinica.

“In Puglia, invece, questo non sarà possibile, la Regione a chiare lettere ci ha già messi al corrente di questo, i vertici hanno peraltro manifestato la loro preoccupazione per le ripercussioni che avrà il nuovo tariffario. Al momento è aperto un tavolo tecnico a livello ministeriale, in Regione c'è già stata un'interlocuzione con i sindacati e i rappresentanti di tutte le sigle, case di cura, ma anche del pubblico, i direttori generali chiedono di rivedere le decisioni ministeriali – ha aggiunto Adelia Aquilano -. Prima di Natale dovrebbe essere in programma un nuovo incontro ma ad oggi nessuno ci ha dato rassicurazione alcuna”.

Il nuovo tariffario a cascata avrà ricadute anche sui pazienti. “Prendo come riferimento il nostro laboratorio di Cagnano – ha illustrato la biologa -, qui facciamo i prelievi due volte a settimana e la nostra agenda è già piena. Prestazioni che alleggeriscono il servizio pubblico che comunque ha tempi di prenotazione, di esecuzione e refertazione più lunghi dei nostri. A breve a soffrire di più saranno le urgenze che facciamo per la quasi totalità noi. Di fatto la medicina territoriale la gestiamo noi con i medici di famiglia e i pediatri, i pazienti non pensano di andare a San Giovanni a 30 km, attraversando la foresta Umbra, solo per fare un esempio, con tutti i tempi che occorrono. Vengono nei laboratori convenzionati in esenzione, fanno gli esami, anche per le urgenze, per cui abbiamo sempre dei posti liberi, e hanno il loro referto nel giro di qualche ora. Va detto che noi prendiamo in carico il grosso degli oncologici, a cui garantiamo prestazioni velocissime. Questo non si potrà fare più, a meno che non ci riduciamo a chiedere un contributo ai pazienti esenti (invalidi, disoccupati, cronici, donne in gravidanza), che giustamente si rifiuteranno di pagare. Di conseguenza si allungheranno ulteriormente le già congestionatissime liste d’attesa”.

Nella sola provincia di Foggia sono non meno di 50 i laboratori analisi privati che contribuiscono a fornire un servizio ai cittadini. Con il nuovo tariffario entra in crisi quindi un pezzo di economia.

“Se le cose restano così lavoreremo solo con i paganti, ragione per la quale avremo molti meno utenti e le analisi diverranno un servizio d’elite. Non solo, con meno prestazioni da erogare, è evidente che i titolari dei laboratori saranno costretti a ridimensionare il personale e quindi a licenziare biologi, tecnici, infermieri: un disastro su tutta la linea. Senza contare la mortificazione che dovremo affrontare nel dover dire no ai pazienti o a chiedere loro il pagamento della prestazione che gli spetta gratis. Mortificazione e anche rischio di aggressione. Noi siamo i primi a non volere questo: da oltre 40 anni, nel caso di Cagnano, siamo al servizio dei cittadini, li conosciamo tutti, siamo sempre al loro fianco e oggi questa decisione insensata rischia di disperdere tutto”.

La speranza quindi è quella che, a livello ministeriale, si riveda il nuovo tariffario.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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