Capogiri da “sassolini” dell’equilibrio. La vertigine posizionale parossistica che ha bloccato anche Meloni

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La sensazione è quella di essere stati a lungo su una giostra: si tratta della vertigine parossistica posizionale, un disturbo che causa improvvise e violente vertigini e, in generale, colpisce la popolazione più anziana. Il disturbo, come apparso su tutti gli organi d’informazione, ha colpito anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, costringendola a rinviare di pochi giorni la conferenza stampa di fine anno, a dicembre 2023 o la cantante Elisa, l’anno prima, che dovette annullare alcune tappe del suo concerto. A l’Attacco, lo spiegano due specialisti dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, la dottoressa Francesca Cugliari, responsabile dell’ambulatorio di Vestibologia e il dottor Lucio Vigliaroli, responsabile dell’Unità Operativa di Trattamento della Sordità. “La vertigine parossistica posizionale benigna è in assoluto la vertigine ricorrente più frequente. Interessa il 20% della popolazione generale ed è caratterizzata da episodi di vertigine rotatoria, di breve durata (meno di un minuto) che insorgono in relazione ad alcuni movimenti della testa”. 

Le cause: “È causata da un alterato funzionamento del labirinto localizzato nell'orecchio interno. Il soggetto che ne è colpito ha la sensazione illusoria che ciò che lo circonda si muova in senso rotatorio, come su una giostra, in relazione a specifici movimenti della testa. Nell’orecchio interno sono contenuti l’organo dell’udito, detto coclea, e l’organo dell’equilibrio, detto labirinto che, a sua volta, è composto da tre canali semicircolari (orientati nello spazio a percepire l’accelerazione rotatoria del capo) e da due organi otolitici, l’utricolo e il sacculo, deputati alla percezione dell’accelerazione gravitazionale ovvero della gravità. Questi ultimi contengono particolari cristalli, gli otoliti, immersi in uno speciale liquido che riempie l’intero orecchio interno – hanno spiegato gli specialisti dell’ospedale di san Pio -. Gli otoliti, essendo di un peso maggiore rispetto al liquido che li contiene, si spostano durante i movimenti della testa e stimolano peculiari cellule recettoriali, che a loro volta inviano segnali al cervello informandolo sulle variazioni di posizione del capo nello spazio. Nella maggior parte dei casi il distacco degli otoliti non ha una causa riconoscibile; in altri casi, possono dislocarsi in seguito a traumi cranici come, ad esempio, dopo un incidente stradale”. 

I sintomi di ciò che definito parossistico, cioè un fenomeno o manifestazione accessionale più o meno violenta. Ancora Cugliari e Vigliaroli: “La vertigine parossistica posizionale si manifesta caratteristicamente con la comparsa di vertigini improvvise (per questo è detta ‘parossistica’), di breve durata (secondi), conseguenti a determinati movimenti della testa (per questo definita ‘posizionale’). Questo disturbo può insorgere in alcune situazioni della vita comune come, chinarsi per raccogliere un oggetto da terra, alzare lo sguardo per prendere un libro da una libreria, coricarsi e alzarsi dal letto, girarsi nel letto. Nella maggior parte dei casi alle vertigini si associano altri sintomi, chiamati ‘neurovegetativi’, quali nausea, vomito, sudorazione fredda, tachicardia. Di norma questo disturbo non si associa a sintomi cocleari, come ovattamento auricolare o acufeni. Il sospetto diagnostico si conferma durante la valutazione specialistica con l’otorinolaringoiatra, utilizzando dei test clinici, dette ‘manovre’, che consistono nella mobilizzazione del capo del paziente rispetto al corpo su un lettino. Durante queste manovre lo specialista osserverà gli occhi del paziente con speciali telecamere montate su apposite maschere (videonistagmoscopia), per osservare l’eventuale insorgenza di un particolare movimento riflesso oculare, detto nistagmo”. 

La terapia e le conclusioni di Vigliaroli e Cugliari: “È rappresentata dalle cosiddette manovre liberatorie (manovra di Semont, manovra di Epley), che consistono nel far compiere al paziente, con l’aiuto del medico, determinati movimenti della testa, al fine di mobilizzare l’aggregato otolitico dal canale semicircolare coinvolto. Manovre che potranno essere ripetute dal paziente in autonomia a domicilio, previa istruzione da parte dello specialista di riferimento. Spesso viene prescritta una terapia medica di supporto per limitare la sintomatologia neurovegetativa (nausea o vomito) che può insorgere durante le manovre stesse. Nei soggetti giovani valutare la presenza di cefalea come condizione predisponente ed è possibile una risoluzione spontanea. In conclusione, si tratta di una disfunzione labirintica transitoria, benigna per le sue caratteristiche e che non necessita di particolari terapie mediche. Al momento, non essendoci una causa nota, non esiste una terapia specifica. Tra l’altro, non va confusa con la classica ‘vertigine cervicale’, con la quale non ha alcun rapporto”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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