A tre mesi dall’approvazione delle graduatorie non c’è avvicendamento tra vecchie e nuove commissioni invalidi

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Sono passati ormai oltre tre mesi dall’approvazione delle graduatorie utili a rinnovare i componenti delle tanto discusse commissioni invalidi da parte della Asl Foggia; due dalla pubblicazione delle informazioni di cui la prima delibera era carente. Ma ancora non si intravvede la sostituzione delle vecchie commissioni con le nuove. Eppure il polverone sollevato nei mesi scorsi aveva a che fare anche (ma non solo) con l’anomalia tutta della Asl Foggia di avere in carica ancora le commissioni invalidi costituite nel 2016 che da allora operano ininterrottamente, ancora oggi, nonostante la norma imponga il rinnovamento delle stesse ogni tre anni. Ma, come detto, non c’è solo questa criticità: quest’ultima procedura segue all’annullamento delle graduatorie del precedente avviso, di cui l’Attacco ha dato notizia all’epoca dei fatti. L’avviso risaliva al 2021 e le delibere con cui si validarono le graduatorie sono la 243, la 299 e la 450 pubblicate tra febbraio e aprile del 2022. 

Sin da subito si seppe che molti partecipanti avevano ravvisato delle irregolarità che sarebbero state oggetto di ricorso per le vie legali. Ricorsi che effettivamente non tardarono ad arrivare. Fino a quando la Asl fu costretta ad annullare tutto in autotutela. Molte le questioni che furono sollevate su queste colonne, con il consigliere regionale Antonio Tutolo che rincarò la dose su tutta una serie di opacità delle Cic. Una delle maggiori anomalie delle commissioni invalidi della Asl Foggia riguarda gli incarichi dei presidenti, alcuni dei quali in servizio in due, a volte tre commissioni contemporaneamente.

Il caso è finito al centro di polemiche, ispezioni del Nucleo ispettivo regionale sulla sanità (in quella fase coordinato da Antonio La Scala), all’attenzione della Procura. Su queste colonne il direttore generale della Asl Foggia Antonio Nigri manifestò la volontà di chiudere la questione nuove Cic in tempi serrati, nonostante un fisiologico rallentamento determinato dalle dimissioni improvvise dell’allora direttore sanitario Stefano Porziotta che era presidente della commissione che esaminava i candidati all’avviso pubblico. Ed in effetti si giunse in tempi più o meno rapidi alla definizione delle graduatorie, eppure, come detto, non ci sono ancora le nuove commissioni invalidi. Perché? E’ la domanda che cominciano a porsi in tanti.

Osservatori e addetti ai lavori ritengono che questa esitazione possa dipendere da un braccio di ferro con alcuni sindacati che avrebbero sollevato dubbi circa le valutazioni effettuate rispetto ad alcuni candidati. Le contestazioni riguarderebbero proprio le criticità già emerse su queste colonne, in particolare per ciò che riguarda la figura del terzo componente (ma non solo). Il nodo è appunto nel bando, secondo i più critici dell’intera procedura, che in quanto tale va considerato, anche per la giurisprudenza più consolidata, lex specialis e quindi non derogabile, neppure se in contrasto con una legge, caso nel quale andrebbe rifatto l’intero bando. L’avviso per rinnovare le Cic, per ciò che riguardava il terzo componente, come più volte evidenziato su queste colonne, non richiedeva le specializzazioni. “Ed invece è stata priorità a chi ne aveva – riferiscono fonti de l’Attacco -, dalla Asl dicono di essersi attenuti alle linee guida della Regione ma in realtà anche quelle non ne fanno menzione. Resta il fatto che si è data priorità persino alle specializzazioni equipollenti”.

In poche parole le obiezioni mosse all’Azienda sanitaria si concentrano in particolare sul fatto che i componenti delle Cic dovrebbero provenire dal Sisp, servizio igiene e sanità pubblica in via prioritaria e solo successivamente si dovrebbe pescare in altre specialità. Come confermerebbe anche il regolamento regionale n. 13 sull’organizzazione dei dipartimenti prevenzione del 2009 che individua all’articolo 12 le funzioni, tra le altre cose, del Sisp: “Valutazione medico legale degli stati di disabilità e per finalità pubbliche; accertamenti e attività certificativa medico legale nell’ambito della disabilità”.

Sulla base di questi presupposti ci sarebbero anche diversi ricorsi di chi si è sentito leso nel proprio diritto, oltre alle già citate rimostranze di alcuni rappresentanti sindacali che ora minacciano a loro volta azioni adendo le idonee vie. Da qui scaturirebbero le incertezze della Asl Foggia a dare seguito alle precedenti fasi dell’avviso e rinnovare le commissioni. Delle Cic di Foggia si era interessato anche l’assessorato regionale alla sanità. 
La bufera giudiziaria che ha travolto Bari e la Puglia potrebbe portare ad un rimpasto della giunta Emiliano e forse anche l’incertezza politica potrebbe essere tra le ragioni che stanno rallentando le operazioni in Capitanata. Resta da capire infine come si muoverà il Nirs, alla luce di queste nuove perplessità sull’avviso, dopo il cambio al vertice con la nuova coordinatrice Antonella Bellomo, già Prefetta di Bari.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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