“Durante un turno notturno sono scesa a prendere un caffè. E’ arrivato un uomo che in maniera abbastanza aggressiva, ha iniziato a chiedere dove fosse il reparto di Psichiatria. Il tempo di iniziare a dargli una risposta che ha iniziato a insultarmi, a dirmi parolacce e così via”, così inizia la testimonianza di Giorgia Sernia, biologa del Policlinico Riuniti di Foggia, scesa in piazza per protestare contro le aggressioni a danno dei sanitari, essendo stata essa stessa bersaglio di violenza verbale, mentre era a lavoro.
“Di lì a poco mi ha raggiunta il tecnico, un collega uomo. E praticamente l’uomo si è raffreddato e si è allontanato. Da allora ho deciso di non prendere più caffè” dice con un piccolo sorriso la donna.
Vi preoccupa la l'emorragia di personale medico e sanitario che sta investendo il Policlinico? “Ci preoccupa parecchio, non tanto perché lo avvertiamo, quando lavoriamo in carenza di personale, che vuol dire lavorare sotto pressione, però lo avvertiamo soprattutto per l'utenza, perché per quanto cerchiamo di dare il massimo effettivamente, poi ci rendiamo conto che la mancanza di personale non ci permette di garantire la performance migliore”.
Nel giro di pochi anni i sanitari sono passati da eroi a bersagli dei cittadini. “Forse questo fenomeno si è ingigantito proprio dopo di allora, perché passato quel periodo di paura vediamo questo atteggiamento aggressivo nei confronti della sanità, degli operatori sanitari”, ha concluso Sernia.
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