Si assottiglia sempre di più il numero di medici convenzionati che prestano servizio in Capitanata nel sistema dell’emergenza urgenza 118: si è passati infatti dalle 53 unità carenti rilevate a marzo dalla Asl Foggia alle 73 dell’ultima rilevazione risalente a settembre. Un dato che conferma come il servizio sia in grave sofferenza, come in tante occasioni raccontato su queste colonne e come spesso segnalato dagli stessi cittadini.
La figura più carente nel sistema dell’emergenza urgenza è proprio quella del medico, spesso assente nelle ambulanze e nei punti di primo intervento del territorio. Questo implica che venga a mancare quel necessario effetto filtro che la medicina di prossimità dovrebbe espletare nei confronti degli ospedali. Con la conseguenza di Pronto Soccorso congestionati, attese di decine di ore e sempre più frequenti episodi di violenza a danno degli operatori sanitari.
Il 118 senza medico infatti è un’arma spuntata: chi interviene, infermieri e soccorritori, non ha il potere di decidere quali pazienti debbano o meno essere portati in ospedale e così ci vanno tutti, dall’infartuato a quello con un trauma lieve o l’influenza.
La situazione tuttavia non migliora quando si arriva in Pronto Soccorso: anche qui i medici sono una merce rara, nei mesi scorsi l’Attacco ha raccontato di una procedura di reclutamento che ha praticamente spostato gli specialisti dal 118 nelle corsie degli ospedali, come la più classica delle coperte corte, lasciando sguarnito il servizio territoriale. In questo contesto, la soluzione messa in campo dalla Asl Foggia per tenere aperti i reparti è spesso quella delle prestazioni aggiuntive o dei contratti di collaborazione, nelle more di espletare concorsi e avvisi, talora anche con carattere di urgenza che spesso finiscono per andare deserti, visto lo scarso appeal che tale specializzazione esercita sui medici, anche neolaureati.
Prima di individuare gli incarichi vacanti nel 118 la legge stabilisce che la Asl debba espletare la mobilità intraziendale così come fatto di recente e alla quale, per l’appunto, nessun medico ha risposto. Come detto, al numero di 73 unità carenti si è arrivati sommando le risultanze dei residui 2023 ed anni precedenti, che a settembre sono rimaste invariate e ferme a nove, alle carenze rilevate a marzo pari a 53 e alle 11 registrate a settembre, al netto delle dimissioni e pensionamenti intervenuti nel periodo d’interesse.
A soffrire maggiormente di questa carenza è la macroarea 6 che comprende diversi Comuni dell’Alto Tavoliere, in cui mancano 16 unità. Nel dettaglio: nel punto di emergenza territoriale (Pet) di San Severo ai due medici carenti che risultavano a marzo se ne sono aggiunti altri due a settembre, per un totale di quattro. Mancano quattro medici anche al Pet di Torremaggiore, erano tre già a marzo scorso a cui si aggiunge l’unità residua del 2023. Sempre a Torremaggiore mancano due medici alla postazione fissa medicalizzata (Pfm), uno dal 2023 e l’altro da marzo scorso. Al Pet di Serracapriola la situazione resta invariata rispetto a marzo, con tre carenze. Anche al Pet di Lesina mancano tre unità, due già da marzo e l’altra dal 2023.
La seconda macroarea in cui mancano più medici è la 10 in cui mancano 14 specialisti, uno in più rispetto alla rilevazione di marzo, venuto meno in particolare a Mattinata dove complessivamente ora mancano tre unità. Invariata la situazione a Manfredonia con tre unità carenti. Ben cinque invece i medici che mancano al Pet di Monte Sant'Angelo a cui si aggiunge l'unità mancante alla Pfm. La carenza resta invariata a Zapponeta nel cui Pet mancano due medici. Nella macroarea 7 mancano complessivamente 11 medici, uno in più rispetto alla rilevazione del marzo scorso, in particolare al Pet di San Marco in Lamis dove complessivamente mancano due unità, a cui si aggiungono le due della postazione fissa medicalizzata.
Al Pet di San Nicandro Garganico mancano quattro unità, mentre a quello di Cagnano Varano tre. Nella macroarea 1 da marzo a settembre sono venuti meno altri quattro medici: tre al Pet di Lucera e uno a quello di Volturino, in entrambi ora mancano quattro unità per complessive otto nell’intera macroarea. Otto anche nella macroarea 9 ma la situazione è invariata rispetto a marzo, quando al Pet di Peschici mancavano quattro unità, a quello di Vieste tre a cui si aggiunge l'unità che manca alla Pfm dello stesso Comune. Mancano invece sette medici di 118 nella macroarea 8: due in più rispetto alla rilevazione di marzo scorso. In particolare è venuto meno un medico alla postazione fissa medicalizzata di Vico del Gargano e uno al Pet di Rodi Garganico. Quattro medici mancano nella macroarea 3, tutti al Pet di Anzano di Puglia, già da marzo. Tre invece nella macroarea 4, tutti nel Pet di Orta Nova con una situazione invariata rispetto a marzo del 2024. Infine, nella macroarea 5 rappresentata dall’automedica di Foggia Macchia Gialla è venuta meno un’ulteriore unità rispetto al 2023 portando la carenza totale a due.
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