Attesa per decisone Consiglio di Stato su aumento tariffe nelle Rsa. “Partiamo da sentenza favorevole al Tar”

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E’ stata fissata al 14 novembre l’udienza in Consiglio di Stato durante la quale la corte suprema amministrativa deciderà il destino delle delibere della Regione Puglia, già bocciate dal Tar sull’aumento della quota di compartecipazione delle tariffe a carico dei ricoverati nelle Rsa, su cui tante speranze ripongono le famiglie dei fragili. Ieri sera a Foggia, l’avvocato Giacomo Sgobba ha aggiornato i suoi assistiti sulle prospettive e sui possibili scenari a seguito della sentenza.

“Siamo ormai arrivati al capolinea – ha ricordato il legale a l’Attacco -. Siamo pronti per discutere l'epilogo di questa storia. L'auspicio è che il Consiglio di Stato abbia un occhio di riguardo nei confronti delle nostre ragioni, perché credo che la Regione abbia fatto delle delibere quanto meno discutibili. Noi siamo forti di una sentenza del Tar e ora speriamo che questo scenario si possa riproporre anche davanti al giudice d’appello”.

Intanto il tempo passa e le preoccupazioni delle famiglie dei fragili aumentano. “Questa situazione ha portato uno scompiglio generale perché le delibere hanno determinato un aumento sconsiderato delle tariffe, in una situazione economica generale molto precaria; quindi, l'obiettivo è quello di far valere le nostre ragioni per tornare a discutere di un piano tariffario posto a favore dei beneficiari, che dovrebbe essere il più adeguato possibile alla situazione e alla portata di tutti”, l’auspicio di Sgobba.

Tanti i familiari dei ricoverati nelle varie strutture di Capitanata in platea, tra cui Antonio Cavallo, noto all’opinione pubblica per essere intervenuto in più occasioni sulla questione, avendo sua madre ricoverata presso la Rsa San Raffaele di Troia. “Abbiamo paura che il giudizio possa essere sempre a favore del potente e non del povero – ha dichiarato a l’Attacco -, in questo caso i nostri pazienti e di conseguenza noi parenti che dobbiamo poi cercare di pagare. Chiedo ai giudici che dovranno giudicarci, nel guardare le carte, di tener presente che stanno per emettere una sentenza che riguarda persone che non prendono più di mille euro al mese come nel caso di mia madre, che purtroppo si troveranno a pagare 1550 euro di retta e non sapranno come fare, nonostante l’impegno delle famiglie che hanno già i loro problemi”.

E poi, con un gesto simbolico, brandendo un paio di manette, Cavallo ha aggiunto: “Ci sia qualcuno che abbia il coraggio di arrestarmi. Se ci sarà una sentenza contraria deve sapere il signor presidente Emiliano e tutta la Regione, come ho scritto nel nostro manifesto, che la nostra nave, anche se loro sperano che venga affondata o che il sottoscritto possa cadere, no affonderà mai”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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