Una segnalazione dettagliata, circostanziata e carica di preoccupazione arriva direttamente dai dipendenti della postazione 118 di Lucera. Una denuncia che mette nero su bianco condizioni logistiche e strutturali ritenute non più sostenibili per chi ogni giorno garantisce il servizio di emergenza-urgenza sul territorio. Una situazione che, secondo il personale sanitario e tecnico, rischia di incidere non solo sulla dignità del lavoro, ma anche sull’efficienza e sulla sicurezza del servizio reso ai cittadini. Nel documento inviato a l’Attacco, i lavoratori elencano una serie di criticità che riguardano gli spazi e le dotazioni della postazione. In primo luogo, viene segnalata l’assenza totale di locali adibiti a spogliatoio, costringendo il personale a cambiarsi in ambienti impropri e privi dei requisiti minimi previsti dalle norme sulla sicurezza e sull’igiene nei luoghi di lavoro. Altro nodo centrale è rappresentato dal bagno, unico per l’intera postazione e privo di aerazione naturale o forzata. Il servizio igienico, spiegano i dipendenti, è dotato esclusivamente di lavandino e wc funzionanti, senza ulteriori servizi idonei, ed è utilizzato contemporaneamente per esigenze fisiologiche, per la pulizia dei presidi sanitari impiegati durante gli interventi e persino per il deposito della biancheria sporca utilizzata nel corso del servizio. Una commistione di funzioni che viene definita inaccettabile sotto il profilo igienico-sanitario. Gravi anche le condizioni della stanza autista-soccorritore, descritta come un ambiente unico, privo di aerazione e di luce naturale per l’intera giornata. L’unica finestra presente, infatti, affaccia su un corridoio interno del l’ospedale, senza possibilità di garantire un adeguato ricambio d’aria o un’illuminazione naturale sufficiente. Una situazione che, secondo il personale, incide negativamente sul benessere psicofisico degli operatori, spesso costretti a lunghe permanenze in servizio. Non va meglio alla stanza riservata agli infermieri, che – sempre secondo la segnalazione – è caratterizzata dall’assenza di autonomia nella gestione dell’impianto di aria calda e fredda. “Attualmente – spiegano – siamo costretti a utilizzare stufette personali per riscaldarci”, con evidenti problemi di sicurezza e di adeguatezza degli impianti. L’ambiente, inoltre, risulta separato dagli altri locali da un corridoio e da una porta tagliafuoco, rendendo più complessa la gestione operativa e la comunicazione interna. Tra le criticità segnalate figura anche l’assenza di copertura delle linee telefoniche. Da anni, denunciano i dipendenti, il servizio internet viene garantito a spese degli stessi operatori, una situazione che appare paradossale per una struttura deputata all’emergenza sanitaria. A completare il quadro, le condizioni dell’ambulanza, che risulta priva di una copertura adeguata dagli agenti climatici. Nei mesi estivi, riferiscono, la temperatura interna può superare anche i 47 gradi, con evidenti rischi per il personale, per i mezzi e per le attrezzature sanitarie. Sulla vicenda è intervenuto il Sindaco di Lucera, Giuseppe Pitta, che a l’Attacco ha fatto il punto sulla situazione e sul ruolo dell’amministrazione comunale.
“Mi sono sentito l’ultima volta con i sindacati sanitari appena qualche giorno fa”, ha spiegato il primo cittadino. “Un loro rappresentante è venuto a trovarmi qui in Comune e abbiamo avuto un confronto franco sulla questione. La settimana prossima, non appena mi comunicheranno il giorno preciso, abbiamo già fissato un appuntamento per effettuare un ulteriore sopralluogo in ospedale”. Il Sindaco ha poi chiarito la propria posizione sulla collocazione del servizio 118. “A mio modesto parere il 118 deve stare in ospedale. Parliamo di una funzione prettamente sanitaria, che ha poco a che fare, in realtà, con le competenze comunali. Il Comune non ha la titolarità diretta di questo servizio, che rientra nell’organizzazione del sistema sanitario”. Pitta ha comunque ribadito la disponibilità dell’ente locale a collaborare per individuare una soluzione. “Io sono più che disponibile a mettere a disposizione un immobile comunale per lo svolgimento di questo servizio. Tuttavia, l’immobile dove abbiamo fatto la prima ricognizione non è risultato adeguato. Mancano i parcheggi e altre dotazioni essenziali per quelle che sono le esigenze operative del 118”. Il primo cittadino ha poi sottolineato come siano in corso interlocuzioni per trovare un’alternativa condivisa. “Stiamo lavorando per cercare di dare una mano e individuare una soluzione che possa andare bene a tutti, nel rispetto delle esigenze del personale e, soprattutto, dei cittadini che hanno diritto a un servizio efficiente”. Infine, la netta contrarietà alle cosiddette soluzioni temporanee. “Io non ritengo giusto allontanare il 118 dall’ospedale. Le soluzioni-tampone non vanno bene. Non possiamo pensare di trasferire temporaneamente il 118, perché questo provocherebbe uno sperpero di denaro pubblico e creerebbe ulteriori disagi, senza risolvere il problema alla radice”. Sulla questione è intervenuto anche il direttore generale dell’Asl Foggia, Antonio Nigri, che ha confermato le criticità segnalate dal personale. “Il problema effettivamente c’è, non possiamo negarlo”, ha ammesso a l’Attacco. “Da tempo siamo in contatto con l’amministrazione comunale di Lucera per cercare insieme una soluzione”. Nigri ha spiegato che i sopralluoghi effettuati negli immobili comunali non hanno dato esito positivo. “Abbiamo valutato alcuni locali messi a disposizione dal Comune, ma purtroppo non sono risultati idonei”. L’Asl, ha aggiunto il direttore, sta ora lavorando su un’alternativa interna all’ospedale. “In questi giorni chiederemo al Policlinico Riuniti un comodato d’uso gratuito per altri locali dell’ospedale Lastaria di Lucera, diversi da quelli attuali che – come giustamente sottolineano i dipendenti – non sono adeguati”. Nigri ha inoltre assicurato che “sono in corso interventi di rifacimento per accogliere dignitosa mente i lavoratori” e che, in collaborazione con Sanitaservice, “stiamo lavorando per consegnare anche altre strutture”. Pur riconoscendo un ritardo sulla sede di Lucera, ha concluso: “Siamo moderatamente fiduciosi che il problema possa risolversi a breve”.
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