Paziente ortofrenico Don Uva cade, fratture multiple: scoperto dopo ore nel seminterrato, scatta denuncia

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Malasanità di Capitanata. È l’ennesimo episodio che l’Attacco porta all’attenzione dell’opinione pubblica affinché i dirigenti facciano chiarezza sulle situazioni incresciose che avvengono periodicamente nelle strutture sanitarie e le segnalazioni possano sollecitare le sorde istituzioni regionali affinché si intervenga tempestivamente in favore di un sistema sanitario in difficoltà cronica. Da tempo, le varie associazioni sanitarie del territorio lamentano la carenza di personale medico, aggravata dal pensionamento dei dottori e dalla loro mancata sostituzione, e le condizioni critiche a cui sono spesso costretti i pazienti. Ed è proprio su questo tema che verte la segnalazione arrivata da un fonte vicina al giornale. L’episodio sembrerebbe collocarsi quasi in contemporanea con quello già raccontato qualche settimana fa facente riferimento ad un bambino tracheostomizzato ricoverato in un locale adibito a deposito presso l’Ospedale Riuniti di Foggia, che trovò soluzione solo dopo tre giorni di richiami. Non molto distante dal Policlinico, all’Universo Salute Opera Don Uva, sembrerebbe essersi consumato un nuovo caso di imprudenza sanitaria. La fonte ascoltata denuncerebbe la malagestione dei pazienti, perdurante ormai da anni, nell’area ortofrenica della struttura. Ma non è tutto. Nella scorsa metà di dicembre, appunto, sarebbe avvenuto un episodio che ha del surreale. Quanto trapela dagli ambienti del Don Uva non farebbe altro che confermare quella che sembrerebbe essere la situazione deplorevole alla quale sono sottoposti i pazienti ortofrenici già da alcuni anni. Protagonista dell’episodio un paziente ricoverato al quarto piano del reparto ortofrenico del polo sanitario, del quale tuteliamo l’identità tenendo riservate le generalità. Il paziente, uno dei pochi che riceveva periodicamente in visita i propri parenti, a differenza di altri che invece sono abbandonati a loro stessi, aveva ancora facoltà a deambulare a differenza dei tanti che risiedono nell’area. Intorno al 17 dicembre – data dell’episodio, che non ci è stata riferita con assoluta certezza –, il paziente avrebbe preso l’ascensore arrivando al seminterrato, dove è situato il Teatro Don Uva. Qui emerge la prima singolarità. Infatti, gli ascensori necessiterebbero dell’inserimento di un codice esterno, a disposizione solo degli operatori, affinché vi sia garantito l’accesso. La domanda è lecita: come ha fatto il paziente a prendere l’ascensore se non munito dell’autorizzazione? Le ipotesi sono numerose, ma nessuna di quelle supposte è stata confermata.

Non potendo risalire nuovamente al quarto piano perché necessario il codice per l’ingresso in ascensore e non trovando via di uscita – stando a quanto riferito dalla fonte e confermato più tardi da una seconda persona – sarebbe caduto dalla rampa che porta al teatro. Dell’assenza del paziente non se ne sarebbe accorto nessuno, tant’è che pare sia rimasto agonizzante a terra per ore. L’infermiere smontante del turno mattutino non avrebbe notato nulla “fuori posto”, dicasi lo stesso per quello del turno pomeridiano. 

E qui spunta la seconda incongruenza. Gli infermieri comunicano per iscritto al collega del turno successivo la regolare presenza di tutti i pazienti in reparto. Anche in questo caso, la domanda sorge spontanea: come hanno fatto a non accorgersi dell’assenza di un paziente? E a questa se ne aggiungono altre due: gli accertamenti vengono realmente effettuati? Oppure si dà per scontata la presenza dei pazienti comunicando per iscritto qualcosa di assolutamente inattendibile? 

Sarebbe stata l’infermiera del turno notturno, un paio d’ore dopo il suo subentro, a notare l’assenza del paziente, allertando i colleghi e avviando le ricerche. Trovato grazie ai continui lamenti, il paziente sarebbe stato visitato dal medico di guardia e portato successivamente in ospedale per gli accertamenti del caso, i quali avrebbero riportato un trauma cerebrale con fratture multiple. 

Ad oggi, sono incerte le condizioni in cui versa l’uomo e non è neppure chiaro se sia stato dimesso oppure no. Pare certo, invece, che i parenti abbiamo sporto denuncia. È contro i vertici aziendali che si punta il dito. “Hanno costretto i pazienti ad uno stato di semi-libertà”, racconta la fonte a l’Attacco. 

Dall’ottobre del 2017 è il Gruppo Telesforo a gestire il Don Uva e, alcuni mesi dopo aver vinto la gara di acquisizione della struttura, avrebbero reso – stando alla testimonianza della fonte – l’area ortofrenica una “trappola” per i pazienti, impossibilitati ad uscire autonomamente e a interagire con i pazienti degli altri reparti. I pazienti non avrebbero libero accesso all’esterno, cosa che invece precedentemente avveniva tranquillamente. Ci sarebbe una cancellata che impedirebbe la normale interazione con gli altri pazienti presenti nella struttura e con i parenti di questi. Un perimetro di “ghettizzazione” eretto pochi mesi dopo il subentro del nuovo gruppo proprietario della struttura e che non consentirebbe di poter uscire liberamente e recarsi in altre zone dell’ospedale. I bar sono inaccessibili, al pari dei viali e l’unico ingresso è sorvegliato da una guardia giurata. “La giornata è già lunga di per sé, lo stato in cui si trovano non fa altro che allungare l’agonia dei pazienti”, afferma la fonte.

E ancora. L’ospedalizzazione dei pazienti del reparto di ortofrenia perdurerebbe in pessime condizioni igieniche. Stando alle testimonianze, verrebbero conferiti alimenti immangiabili, come frutta marcia e pane duro, e lenzuola sporche. Gli operatori, invece, sarebbero costretti a lavorare in uno stato di stress psico-emotivo. “Non è cambiato nulla, si punta esclusivamente al risparmio e meno al benessere psico-fisico di operatori e pazienti”, è questo il quadro riferito.

l’Attacco ha provato nella serata di ieri a contattare Luca Vigilante, manager del gruppo, per incrociare e verificare la versione della nostra fonte. Nessuna risposta. 

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet