Policlinico in Sanitaservice, Pasqualone fiducioso dopo il no della Corte dei Conti: “Parleremo con la Regione”

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Il percorso che avrebbe dovuto portare il Policlinico Riuniti di Foggia a entrare nella compagine societaria di Sanitaservice, la società in house dell’Asl Foggia, si è improvvisamente arrestato davanti al parere della Corte dei Conti. Una battuta d’arresto che non cancella mesi di dibattito, prese di posizione sindacali, atti deliberativi e valutazioni tecniche, ma che impone ora una rimodulazione dei tempi e delle modalità dell’operazione, ritenuta strategica dalla direzione dell’azienda ospedaliera. Tutto prende avvio con la delibera approvata dal Policlinico con cui la Direzione strategica manifesta l’intenzione di acquisire una partecipazione pari al 13% del capitale sociale di Sanitaservice, attualmente controllata al 100% dall’Asl Foggia. L’operazione, da realizzarsi attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale, era finalizzata all’internalizzazione di una serie di servizi oggi esternalizzati: pulizia e sanificazione, disinfestazione e derattizzazione, Cup, portierato, ausiliariato e trasporto dei pazienti, oltre alla manutenzione e all’aggiornamento dell’inventario dei beni mobili. Secondo il Business Plan 2026-2030 approvato dal Policlinico, cinque di questi sei servizi avrebbero garantito un risparmio complessivo stimato in circa 395mila euro annui rispetto alla gestione tramite appalti esterni. La scelta aveva trovato un ampio consenso sindacale. La Cisl Fp Foggia aveva parlato di una “scelta opportuna, strategica e attesa”, capace di rafforzare l’organizzazione dei servizi e tutelare la stabilità occupazionale, ringraziando il commissario straordinario Giuseppe Pasqualone “per la chiarezza della visione”. Favorevole anche la Uil Fpl, che aveva però rivendicato la paternità politica e sindacale della proposta, definendo l’operazione un investimento diretto sulla qualità dell’assistenza e sulla dignità del lavoro. Più prudente, invece, la posizione dell’Unione Sindacale di Base Sanità, che pur riconoscendo le potenzialità dell’internalizzazione aveva sollevato dubbi sulla tempistica, sulla mancanza di un confronto preventivo e su alcune ambiguità contenute negli atti, in particolare sul servizio di trasporto interno dei pazienti. Nel frattempo, l’istruttoria tecnica aveva visto il coinvolgimento della società di consulenza E&Y per la redazione del Business Plan e la verifica della sostenibilità dell’operazione. Parallelamente, il Policlinico aveva chiesto un parere alla Corte dei Conti, sezione regionale di controllo della Puglia, sulla legittimità dell’ingresso in Sanitaservice. È proprio da qui che arriva lo stop.

Secondo i giudici contabili, “in mancanza di una chiara definizione statutaria o parasociale degli organi di coordinamento non è possibile accertare se il Policlinico di Foggia, pur detenendo una quota del 13%, possa esercitare effettivamente le prerogative di co-gestione proporzionali alla propria partecipazione o se l’operazione si riduca a un mero investimento finanziario passivo, non consentito dall’ordinamento per le finalità in questione”. Un parere che di fatto congela l’operazione e costringe la Direzione generale a percorrere una strada alternativa per garantire la continuità dei servizi in scadenza. Il Policlinico procederà infatti all’attivazione di gare-ponte per l’affidamento di pulizia e sanificazione, disinfestazione e derattizzazione, ausiliariato e trasporto pazienti, Cup, portierato e manutenzione dell’inventario dei beni mobili, con contratti esterni destinati a coprire il periodo successivo al 31 dicembre 2025. Il commissario straordinario Giuseppe Pasqualone, però, respinge l’idea di una bocciatura politica o sostanziale del progetto e rivendica la coerenza del percorso intrapreso. “Il parere espresso dalla Corte dei Conti – commenta Pasqualone – conferma il percorso tracciato dalla Direzione del Policlinico, il conseguimento dei presupposti giuridici necessari e indefettibili per l’ingresso del Policlinico di Foggia nella compagine sociale della Sanitaservice, vale a dire modifica dell’attuale assetto regolatorio e statutario delle Sanitaservice della Regione Puglia ai cui uffici competenti è stata già inoltrata richiesta di determinazioni”. Secondo Pasqualone, il nodo non è dunque l’opportunità dell’operazione, ma la necessità di adeguare il quadro normativo e statutario che oggi identifica le Sanitaservice pugliesi come società in house unipersonali. “Andremo pertanto avanti con il piano così stabilito – conclude il commissario straordinario – attivando un’interlocuzione con la Regione al fine di valutare l’opportunità di una interpretazione evolutiva delle linee guida regionali che oggi identificano la unipersonalità delle società in house Sanitaservice. Tutto ciò in conformità con il parere dettagliato della Corte dei Conti sulle modalità di attuazione da seguire”. La partita, quindi, non è chiusa. Il modello Sanitaservice resta, per la direzione del Policlinico, la soluzione più adeguata sotto il profilo economico, organizzativo, gestionale e temporale, forte di un’esperienza già consolidata in altre realtà pugliesi. Ora la decisione passa alla Regione Puglia, chiamata a sciogliere il nodo statutario e a chiarire se e come il Policlinico di Foggia potrà diventare socio della società in house, trasformando un progetto annunciato in una scelta strutturale per il futuro della sanità provinciale.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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