Sistema Nigri-Piemontese, questa volta al centro il distretto Troia-Accadia: "Un protettorato informale"

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A distanza di giorni dalla sua trasmissione agli uffici dell’Asl di Foggia, la lettera con cui il coordinatore provinciale del sindacato Nursing Up, Giuseppe Biccarino, contesta formalmente alcune scelte organizzative nel Distretto socio-sanitario 59 di Troia-Accadia non avrebbe ancora ricevuto risposta. La nota, inviata il 5 marzo al direttore del distretto e per conoscenza al commissario straordinario dell’azienda sanitaria e agli uffici competenti, riguarda la disposizione di servizio del 7 ottobre 2024 con cui sono stati individuati alcuni infermieri come “referenti” delle attività infermieristiche e incaricati della supervisione del magazzino farmaceutico distrettuale. Una scelta che, secondo il sindacalista, presenterebbe diversi profili critici sotto il profilo amministrativo e organizzativo. “Lo scrivente, in qualità di coordinatore provinciale del sindacato Nursing Up – si legge nella nota – formula formale contestazione, sotto il profilo giuridico e sindacale, avverso la disposizione di servizio del 07/10/2024 con cui il direttore del distretto socio-sanitario n. 59 Troia/Accadia ha attribuito incarichi di ‘referente’ delle attività infermieristiche e disposto la supervisione del magazzino farmaceutico distrettuale in favore di specifici infermieri individuati intuitu personae”. Nel documento Biccarino sostiene che la figura di “referente”, così come delineata nell’atto aziendale, non avrebbe un ruolo meramente tecnico ma assumerebbe funzioni organizzative e gestionali che incidono sull’assetto del servizio territoriale. “Dalla lettura dell’atto – scrive il sindacalista – emerge che la figura del referente non si limita a svolgere un ruolo meramente tecnico o di raccordo, ma assume connotati sostanzialmente organizzativi e gestionali, incidendo sull’assetto del servizio infermieristico territoriale, sulla gestione centralizzata delle agende, sulla supervisione delle attività nei comuni interessati e sulla vigilanza del magazzino farmaceutico distrettuale”. Per Biccarino si tratterebbe quindi di incarichi che determinano una posizione differenziata rispetto agli altri infermieri e che incidono direttamente sull’organizzazione del lavoro. Il punto più contestato resta però il metodo con cui queste responsabilità sarebbero state attribuite. “Il conferimento di un incarico con contenuto organizzativo-gestionale mediante designazione fiduciaria pura, in assenza di criteri predeterminati e senza alcuna forma di pubblicità interna o comparazione tra i potenziali interessati – scrive Biccarino – si pone in evidente tensione con i principi di trasparenza, pubblicità, imparzialità e parità di trattamento”.

Nella lettera viene inoltre segnalato che uno degli effetti organizzativi della disposizione sarebbe stato lo spostamento dell’unico infermiere dell’ambulatorio di Monteleone di Puglia, con possibili ricadute sul servizio. “Il conferimento di tale incarico – scrive Biccarino – ha comportato l’assegnazione dell’unico infermiere dall’ambulatorio di Monteleone di Puglia alla sede di Accadia creando, in tal modo, o interruzione di pubblico servizio oppure l’inutilità della figura dell’infermiere per 36 ore settimanali nella sede precitata”. Il sindacato chiede quindi la revoca della disposizione di servizio e un ripristino delle procedure trasparenti per l’attribuzione degli incarichi.

Una vicenda che riporta sotto i riflettori il distretto sanitario 59 di Troia-Accadia, da tempo indicato come uno dei nodi più sensibili della sanità territoriale in Capitanata. La disposizione contestata porta la firma del direttore del distretto Vincenzo Colapietro, che in un atto organizzativo individua i referenti territoriali delle attività infermieristiche e attribuisce specifiche responsabilità operative nella gestione dei servizi. Nello stesso documento compare anche il riferimento al responsabile del personale Antonio Caraglia, originario di Orsara di Puglia e noto in ambito politico locale. Attorno a queste figure si sarebbe progressivamente strutturato nel tempo un sistema di relazioni amministrative e sindacali capace di incidere sugli equilibri della sanità territoriale. Un sistema collegato al cosiddetto “sistema Nigri-Piemontese”, espressione utilizzata nel recente passato da l’Attacco per descrivere l’asse politico-amministrativo che caratterizza la gestione della sanità foggiana sotto la direzione di Antonio Nigri e con il peso politico dell’assessore regionale Raffaele Piemontese.

Il distretto di Troia rappresenta uno dei punti di snodo di questa rete territoriale. Un assetto che si intreccia anche con dinamiche sindacali legate alla figura di Giuseppe Mangiacotti, esponente della Cisl e nome noto nella politica di San Giovanni Rotondo, legato a doppio filo con Nigri e soprattutto con Piemontese. Proprio a San Giovanni Rotondo il nome di Mangiacotti è tornato nelle ultime settimane al centro delle dinamiche politiche che hanno accompagnato la costruzione della candidatura a Sindaca del campo largo della cognata Maria Fiore, candidata alle regionali in ticket con Piemontese, alle prossime amministrative. Il collegamento tra queste realtà territoriali avrebbe contribuito nel tempo alla costruzione di una rete di relazioni e protezioni politico-sindacali che, nel territorio di Troia, ha trovato un punto di equilibrio operativo proprio attorno alla struttura del distretto sanitario.

In questo quadro si sarebbe progressivamente consolidato nel territorio una sorta di protettorato informale fondato anche su dinamiche sindacali. La tessera della Cisl, con riferimento alla figura di Giuseppe Mangiacotti, rappresenterebbe per molti operatori un canale di accesso a una rete di relazioni e tutele che si salda con gli equilibri politico-amministrativi riconducibili all’asse Nigri-Piemontese, trovando nella gestione del personale e delle dinamiche interne al distretto – con il ruolo attribuito ad Antonio Caraglia – uno degli snodi operativi di questo sistema. Ricostruzioni che restano sul piano delle valutazioni politiche e che non trovano conferme ufficiali negli atti amministrativi, ma che contribuiscono a spiegare il clima di forte attenzione che circonda la gestione del distretto Troia-Accadia. E che rendono ancora più significativa la contestazione formale avanzata dal sindacato Nursing Up, che torna a porre al centro del dibattito le modalità di attribuzione degli incarichi e la trasparenza nella gestione del personale sanitario, temi destinati con ogni probabilità a restare al centro della discussione pubblica almeno finché dall’azienda sanitaria non arriverà una risposta ufficiale alla lettera di Biccarino. 

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